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UNA RISORSA PULITA PER UN’ECONOMIA SOSTENIBILE:

LA CANAPA
parte 1) E’ incredibile riscontrare quante risorse si possono ricavare dalla Canapa, con un bassissimo impatto ambientale rispetto a quelle tradizionali. Superiamo le pregiudiziali e la superficialità e valutiamo concretamente le risorse di cui disponiamo, spesso senza saperlo.

Fonte: http://canapa.4net.com/

Si parla sempre molto di ambiente, ma se ne parla anche molto a sproposito. Infatti, nonostante i tanti dibattiti, quando c’é una possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili, nessuno se ne accorge (così come nessuno si è mai accorto del più grande sperpero di risorse energetiche della Storia, quello del metano). Certo, è molto difficile oggi immaginare un’economia sviluppata che possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti ogni anno per fare la carta, e dei prodotti dell’industria chimica. Ed è altrettanto difficile immaginare una società affluente senza le montagne di rifiuti, l’effetto serra e tutti gli altri disastri ambientali a cui siamo da tempo abituati. Eppure una concreta e fondata speranza esiste: questa speranza ci viene dalla canapa. Con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità. La canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall’antichità sia in Oriente che in Occidente. In Cina essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta. Nel Mediterraneo già i Fenici usavano vele di canapa per le loro imbarcazioni. E nella Pianura Padana la canapa Ë stata coltivata per la fibra tessile fin dall’epoca romana. Ma quali sono le materie prime della canapa, e quali prodotti se ne possono ottenere?

MATERIE PRIME

La canapa è una pianta dal fusto alto e sottile, con la parte sommitale ricoperta di foglie, e può superare i 4 metri d’altezza. La parte fibrosa del fusto si chiama “tiglio” e la parte legnosa “canapolo”. La canapa può essere coltivata per due scopi principali: per la fibra tessile o per i semi. Se si coltiva la canapa per la fibra tessile il raccolto va fatto subito dopo la fioritura, si possono ottenere fibre tessili (20%), stoppa (10%) e legno o canapolo (70%). Se invece si coltiva la canapa per i semi, la parte fibrosa o tiglio è interamente costituita da stoppa, cioè da fibra di qualità inferiore inadatta per l’uso tessile. Una importante caratteristica della pianta di canapa è la sua produttività. E’ una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno. Molti contadini vogliono riprendere a coltivare la canapa se non altro perché, data la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno, e lo libera quindi da tutte le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti.
Ecco che cosa si puÚ ricavare da queste materie prime.

TESSUTI – La pianta di canapa, più produttiva in fibra tessile del cotone, oggi puÚ essere lavorata in impianti che sostituiscono le lunghe e faticose lavorazioni manuali di un tempo. La sua coltivazione richiede pochi pesticidi e fertilizzanti, mentre il cotone specialmente di pesticidi ne richiede moltissimi. Inoltre la fibra della canapa Ë molto più robusta e dura più a lungo. Attualmente puÚ essere lavorata in modo da renderla sottile quanto si vuole, e viene proposta in sostituzione del cotone e delle fibre sintetiche.

SEMI E OLIO – La canapa, oltre che per la fibra tessile può essere coltivata per ricavarne i semi. I semi di canapa contengono proteine di elevato valore biologico nella misura del 24%, ed un olio nella percentuale dal 30 al 40%. Per il loro valore nutritivo i semi di canapa sono stati proposti come rimedio alla carenza di proteine dei paesi in via di sviluppo. Le qualit‡ dell’olio di canapa sono eccezionali. E’ particolarmente ricco di grassi insaturi ed Ë l’ideale per correggere la dieta dell’uomo moderno e per prevenire le malattie del sistema cardiocircolatorio. Altrettanto straordinarie sono le propriet‡ di questo olio per gli usi industriali: non a caso Ë stato paragonato all’olio di balena. Le vernici fabbricate con questa materia prima, oltre a non essere inquinanti, sono di qualit‡ incomparabilmente superiore rispetto a quelle prodotte con i derivati del petrolio. Con l’olio di canapa si possono inoltre fabbricare saponi, cere, cosmetici, detersivi (veramente biodegradabili), lubrificanti di precisione ecc.

CARTA – Una volta estratta la fibra tessile o dopo aver raccolto di semi, rimangono la stoppa più la parte legnosa o canapolo, che non si possono considerare solo un semplice sottoprodotto, ma un’altra importante materia prima. Con la stoppa si puÚ fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente. Con le corte fibre cellulosiche del legno si puÚ produrre la carta di uso più corrente, come la carta di giornale, i cartoni ecc. Fare la carta con la fibra e il legno della canapa comporta importanti vantaggi: innanzitutto per la sua enorme produttivit‡ in massa vegetale, e poi perché la si puÚ ottenere da un’unica coltivazione insieme alla fibra tessile o ai semi.
Un altro grosso vantaggio della canapa Ë costituito dalla bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi, che ne contengono circa il 20 % oltre ad un’analoga percentuale di sostanze leganti. Attualmente le grandi cartiere utilizzano solo il legname degli alberi. Il processo per ottenere le microfibre pulite di cellulosa, e quindi la pasta per la carta, prevede l’uso di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il legno. Questa operazione, ad un tempo costosa ed inquinante, non Ë necessaria con la carta di canapa ottenuta dalla sola fibra, e per quanto riguarda il legno di acidi ne servono meno della metà. Inoltre la fibra e il legno della canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile. E per renderla completamente bianca Ë sufficiente un trattamento al perossido di idrogeno (acqua ossigenata), invece dei composti a base di cloro necessari per la carta ricavata dal legno degli alberi. Questi composti chimici sono una delle cause principali dell’assottigliamento dello strato di ozono nell’alta atmosfera. Un Ettaro di canapa può produrre tanta carta quanto 4 ettari di foresta.

TAVOLE – Con i fusti interi della canapa, pressati con un collante, si possono fabbricare tavole per l’edilizia e la falegnameria in sostituzione del legno, che sono di grande robustezza, flessibilità ed assai più leggere.

MATERIALI PLASTICI – Con la cellulosa di cui la pianta è ricca, attraverso un processo di polimerizzazione, si possono ottenere materiali plastici pienamente degradabili che, se in molti casi non possono competere con le sofisticate materie plastiche di oggi, hanno comunque fin dall’inizio una serie di usi importanti per imballaggi, isolanti e cosÏ via.

COMBUSTIBILI – La canapa, per la sua alta resa in massa vegetale, Ë considerata anche la pianta ideale per la produzione di combustibili da biomassa in sostituzione dei prodotti petroliferi. Bruciare combustibili da biomassa anziché petrolio non fa aumentare l’effetto serra. Infatti l’anidride carbonica viene prima sottratta all’atmosfera durante la crescita della pianta, e poi restituita all’aria al momento della combustione. In questo modo la quantit‡ di anidride carbonica dell’atmosfera non aumenta, al contrario di quello che succede se si bruciano idrocarburi fossili.
Se è vero che con la canapa si possono produrre tutte le cose elencate sopra (e tante altre ancora), come mai le proprietà di questa pianta sono così poco conosciute e così poco sfruttate? Essenzialmente perché da troppo tempo si è smesso di coltivarla. In Italia la canapa era coltivata al Nord principalmente per la fibra tessile, ed in Campania per i semi. Nella Pianura Padana la coltivazione della canapa è cessata a poco a poco negli anni Cinquanta, perché non più conveniente rispetto al cotone e alle fibre sintetiche. Anche la coltivazione della canapa nel Meridione è cessata più o meno negli stessi anni.
Negli Stati Uniti la produzione di vernici con olio di canapa era molto sviluppata fino al 1937 quando, molto prima che in Italia, la legge ha proibito la coltivazione della canapa insieme con la marijuana. Nel nostro paese invece la legge contro la marijuana è intervenuta quando già da tempo la coltivazione della canapa era stata abbandonata. A questo proposito perÚ bisogna osservare che, anche se botanicamente si tratta sempre di “cannabis sativa”, dalle varietà ottimizzate per la produzione di fibra e semi non è possibile ricavare la droga.
Di fatto questa lunga interruzione della coltivazione rende difficile oggi il suo rilancio.
Le modalità di coltivazione devono essere di nuovo messe a punto, ed anche i processi di lavorazione della materia prima devono essere riprogettati. Per molte ragioni non sono più proponibili le lunghe e pesanti lavorazioni manuali collegate con l’estrazione della fibra tessile, che del resto avevano già portato la canapa fuori mercato qualche anno fa. Sono necessarie nuove tecnologie. Per esempio la macerazione per il distacco della fibra sarà fatta in appositi impianti ai quali i contadini conferiranno il prodotto dopo averlo essiccato. Questi impianti si possono già costruire, i processi sono stati quasi completamente individuati. E’ necessario ora assemblare l’intera filiera che va dal produttore agricolo al prodotto finito, ed avviare il meccanismo. Il contadino non può mettersi a produrre la canapa se non c’é un impianto che la può lavorare, e non si può far lavorare l’impianto nuovo di zecca se i contadini non lo riforniscono della materia prima.
Esistono però già fin d’ora molti fattori che premono perché la macchina produttiva si metta in movimento. Sia in Europa che nel Nord America i coltivatori sono da tempo alla ricerca di nuove colture che possano ampliare il mercato in settori diversi da quello alimentare. Anche la C.E. è interessata a promuovere coltivazioni a destinazione non alimentare, ed ha individuato nella canapa una delle colture più interessanti. Per questo ha deciso di sovvenzionare i coltivatori di canapa e di sostenere la ricerca per mettere a punto i processi di lavorazione.
Questi sono segni che, anche al di là di considerazioni di carattere ambientalista, c’è tutto un mondo dell’economia che si sta spostando verso una produzione basata su materie prime naturali e riciclabili, sostitutive del petrolio e dei suoi derivati.
Anche il mercato è pronto a ricevere i prodotti della canapa. Esistono già ora centinaia di ditte in tutto il mondo che, usando materie prime provenienti dai paesi che non hanno mai interrotto la coltivazione (come l’Ungheria), fabbricano numerosi articoli a base di canapa: tessuti e capi d’abbigliamento, olio dei semi e prodotti alimentari che li contengono, saponi, cosmetici, vernici, carta, detersivi, tavole ed altri materiali per l’edilizia, legni compensati, oggetti d’arredamento ecc. Alcune di queste ditte hanno visto il loro fatturato crescere anche del 500 % in un solo anno. Ma nonostante ciò la domanda continua ad essere superiore all’offerta, ed i prezzi spesso sono alti. Alcuni prodotti poi, come i tessuti, sono praticamente introvabili.
Tutto questo è la dimostrazione che il rilancio della canapa alla fine sarà sostenuto dal mercato, ovvero da un’opinione pubblica consapevole del fatto che la canapa può risolvere parecchi dei problemi ambientali che ci assillano. Ma è anche la dimostrazione che i tempi sono maturi per passare finalmente a produzioni su vasta scala. Ciò che frena attualmente lo sviluppo di questo settore e gli entusiasmi dei consumatori sono infatti proprio le limitate disponibilità di materie prime. E in Italia a che punto è la situazione? Come al solito l’Italia segue, e all’ultimo posto. Virtualmente nel nostro paese ancora non esistono ditte che producano o vendano prodotti di canapa. Anche sul piano culturale o semplicemente informativo l’Italia è ancora molto indietro. Lo dimostra il fatto che il principale sito italiano su Internet (piuttosto modesto) per documentarsi su questo argomento è ancora quello di un volonteroso privato che è anche l’autore di questo articolo http://canapa.4net.com
Ma esiste ora anche il sito Internet dell’ASSOCANAPA, punto di riferimento indispensabile per tutti gli agricoltori interessati alla canapa, che contiene già molte informazioni di carattere agronomico Ugualmente indispensabile per chiunque voglia approfondire ulteriormente l’argomento è anche un volume pubblicato nel febbraio 1998. Si tratta di un testo scritto da ricercatori italiani che fa il punto su tutto quello che è stato fatto e su quello che bisogna ancora fare in Italia per riprendere a coltivare questa benedetta pianta.

(CANAPA: IL RITORNO DI UNA COLTURA PRESTIGIOSA – Nuove produzioni di fibra e cellulosa di Paolo Ranalli e Bruno Casarini edito da Avenue Media di Bologna).
parte 2) Proseguiamo gli approfondimenti sulla versatilità della canapa e sulle molteplici risorse ecocompatibili che potrebbe fornirci se si riprendesse la produzione.
Fonte: http://canapa.4net.com/
La canapa ha un campo vastissimo di possibili utilizzazioni (piùdi 50.000 usi) e secondo diversi ricercatori è la risorsa naturale di maggior valore e più versatile del mondo.

Può essere usata come:
– Produttrice primaria di fibra naturale, usata per fare cordami di ogni tipo, tessuti per tutti gli usi, come vele per navi, vestiti, scarpe, tappeti, tendaggi, tele per dipingere, cartamoneta, ecc.

– Produttrice di cibo (per consumo umano o animale): i semi di canapa sono secondi solo alla soia per percentuale di contenuto proteico (ma le proteine contenute nella canapa sono più digeribili), contengono tutti gli otto aminoacidi essenziali e l’olio di semi di canapa è il più ricco in acido linoleico (19-25%) e linolenico (51-62%), indispensabili al sistema immunitario. Inoltre sono usati per l’alimentazione dei volatili e, dopo che ne è stato estratto l’olio, con il rimanente si possono avere pannelli per l ‘alimentazione del bestiame.

– Produttrice di solventi e oli combustibili: l’olio di semi di canapa è sempre stato usato come miglior solvente naturale (e non inquinante) per le vernici; come olio combustibile (olio da lampada) è stato usato fino all’introduzione del petrolio (il motore diesel fu inizialmente progettato per usare come combustibili oli vegetali e oli di semi fra cui quello di canapa).
– Produttrice di medicinali: la canapa ha dimostrato di avere valore terapeutico per la maggior parte delle malattie dell’uomo e di essere al contempo una delle sostanze meno tossiche esistenti. E’ stata usata in medicina per millenni, e fino al 1920-30 è stata forse il medicinale più usato al mondo. Pochi anni dopo fu bandita dai tabulati medici, con la dicitura: “sostanza tossica, di nessun valore terapeutico”. Sono stati compiuti più di 10.000 studi sul suo valore terapeutico: tutti positivi tranne una dozzina, mai confermati. Attualmente si ritiene che la canapa possa servire a scopo medicinale per combattere malattie come: asma, artriti e artrosi, glaucoma, tumori, nausea, epilessia, reumatismi, sclerosi multipla, paraplegia e quadriplegia, come antibiotico, contro i dolori articolari e gli spasmi muscolari, contro i dolori mestruali e per facilitare il parto, per eliminare cisti, come espettorante per pulire i polmoni, per favorire il sonno, è utile contro l’enfisema polmonare, aumenta l’appetito, allevia le emicranie e lo stress, favorisce il rilassamento, riduce la saliva, i suoi semi sono di aiuto al sistema immunitario, dilata le arterie e riduce la pressione, è di beneficio contro la depressione, allontana il dolore, qualunque ne sia la causa (ma non lo sopprime), è un ottimo disintossicante e un valido aiuto nelle crisi di astinenza alcolica e da oppiacei e ha centinaia di altre applicazioni mediche (dal tetano alla dissenteria, dalla demenza senile a numerose malattie mentali, ecc.)

– Produttrice di energia: la canapa è considerata, su scala mondiale, la miglior fonte vegetale di biomassa per produrre energia: gas, carbone vegetale, metanolo, benzine o elettricità. Poterebbe sostituire il petrolio e tutti i suoi derivati ad un costo concorrenziale, ma con costi ambientali enormemente inferiori

– Miglioratrice della fertilità del terreno: la canapa è coltura nettamente miglioratrice, e può essere seguita da qualsiasi altra, innanzi tutto dal frumento. Le sue radici profonde portano in superficie i nutrimenti necessari ai vegetali e frenano l’erosione del terreno, lascia un notevole residuo di “forza vecchia” (frutto dell’apporto di concimi organici); ripulisce il terreno dalle erbacce e impedisce l’effetto costipante della pioggia sul suolo; inoltre riduce la presenza di possibili predatori per le colture successive.

– Produttrice di carta e cartone: la carta di canapa ha una resistenza enormemente maggiore di quella da alberi e non necessita il loro abbattimento. La sua produzione danneggia molto meno l’ambiente: per fare carta con il legno si impiegano solfati, solfiti e cloro (diossina), per la canapa si può usare soda o, ancor più ecologicamente, perossido d’idrogeno (acqua ossigenata). Inoltre il raccolto per ettaro è notevolmente superiore a quello con gli alberi.
– Produttrice di cellulosa: la polpa di canapa è per il 71% cellulosa. Può essere usata, oltre che per la carta, in sostituzione di tutte le materie plastiche. Tramite un procedimento chiamato “estrusione” può essere trasformata in qualunque materiale, a eccezione dei metalli e del vetro.

– E’ addirittura utilizzata come materiale edilizio, sia come isolante sia per costruzione (gli steli spezzati, mischiati a calce, pietrificano e si trasformano in minerale).

Negli ultimi anni in Europa si sta assistendo ad una progressiva riscoperta di questa pianta preziosa: si cominciano ad aprire negozi in cui si vendono esclusivamente materiali ricavati dalla canapa (vestiti, telerie, corde, carta, cosmetici, semi e derivati per l’alimentazione, materiale da costruzione, lettiere per gli animali, pennelli, plastiche, detersivi, ecc.), tutti ecologicamente validi. Anche le industrie cominciano ad interessarsene. Purtroppo è forse questa l’unica via per una prossima accettazione di questa pianta e delle sue possibilità da parte di chi (per mancanza d’informazioni) finora si è mostrato contrario.

Fonte: http://www.laleva.cc/cura/la_canapa.html

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