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Vaticano s.p.a‘’Alla sua morte, Monsignor Dardozzi voleva che la gente sapesse.” Usa queste parole Gianluigi Nuzzi, autore di Vaticano S.p.A., per presentare il suo ultimo lavoro. Il saggio firmato da Nuzzi (Ed.Chiarelettere, €15) nasce infatti dal ritrovamento dell’archivio segreto di monsignor Renato Dardozzi, morto nel 2003, che per conto della Segreteria di Stato del Vaticano con Agostino Casaroli e Angelo Sodano, ha seguito per vent’anni tutte le operazioni più delicate dello Ior, l’Istituto Opere Religiose, ovvero la banca del Vaticano. Circa cinquemila documenti riservati della Santa Sede, documenti anche gratuitamente consultabili sul sito della casa editrice www.chiarelettere.it. Lettere, relazioni, bilanci, verbali, bonifici. I soldi della maxitangente Enimont sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali, con le più spregiudicate operazioni finanziarie. “Beatissimo Padre, sento il dovere di mettere direttamente al corrente Vostra Santità dell’importo che l’Istituto è in grado di mettere a disposizione della Santità Vostra. L’importo è pari a 72,5 miliardi di lire, risultanti a fronte di rischi di varia natura.” Lettera di Angelo Caloia a Giovanni Paolo II, 16 marzo 1994. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici anche oggi di primo piano, tra le firme autorizzate autorizzate ad operare sul conto Fondazione Spellman, quella di Giulio Andreotti, come testimoniato dai documenti bancari. “Nel caveau dello Ior giacciono circa 27,9 miliardi di titoli di Stato italiani, Btp e Cct. Non tutti i numeri sono puliti.” Dal report di Renato Dardozzi, ottobre 1993. Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria lavanderia nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. “Le transazioni a favore di mio padre passavano tutte tramite i conti e le cassette dello Ior.”
Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito.
Il padre è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Dall’analisi dei documenti custoditi nell’archivio di monsignor Dardozzi emerge storia inedita. Una storia che si credeve conclusa con gli scandali degli anni Ottanta, con il Cardinale Marcinkus, con Sindona e Calvi.

Fonte: http://www.lsdmagazine.com/e-uscito-vaticano-spa-di-gianluigi-nuzzi-gli-affari-sporchi-dello-ior-mascherati-da-opere-di-beneficenza-tutti-documentati/2243/

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