La Curia «boccia» il bando casa

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Stessi punti a coppie sposate e famiglie «anagrafiche»
Rumiz: «Prima viene il disagio sociale, poi lo stato civile»

Un matrimonio in chiesa (archivio)Un matrimonio in chiesa (archivio)

VENEZIA — Il termine, secco secco, è scritto nero su bianco in una nota ufficiale diramata ieri: «Discriminante». Così il Patriarcato di Venezia — esprimendo «disagio e contrarietà» — definisce il provvedimento del consiglio comunale che nel nuovo regolamento per l’assegnazione di alloggi pubblici inserisce fra i beneficiari di «punti premio» le coppie che si sono sposate o si sposano entro un anno dall’assegnazione ma anche quelle che convivono da più di un anno. La Curia veneziana boccia dunque in pieno la delibera («vorrebbe presentarsi come una misura antidiscriminatoria, e invece introduce nelle politiche abitative una previsione normativa che oggettivamente discrimina le famiglie fondate sul matrimonio»), ma l’assessore comunale alle Politiche per la residenza Mara Rumiz respinge l’accusa. Famiglia, ribadisce l’assessore, è quella definita dal Dpr 223 del 30 maggio 1989, cioè una legge dello Stato, applicata anche dalla legge regionale del Veneto 10/96» e che comprende anche i single. «Noi guardiamo al disagio sociale dei cittadini — dice Rumiz — indistintamente, prima che allo stato civile». In città, intanto, si accende il dibattito. Con il Patriarcato che entra a gamba tesa sull’argomento, mettendo in primo piano i diritti delle famiglie matrimoniali, e sull’altro fronte il sostenitore dell’emendamento poi accolto nella delibera — il capogruppo di Rifondazione Comunista Sebastiano Bonzio — che giudica la delibera stessa un «fiore all’occhiello per la nostra città che ne ribadisce la statura in materia di diritti civili». Sul tema interviene anche l’avvocato Francesco Pilotta, legale della Rete Lenford che tutela i diritti delle coppie omosessuali: «Il provvedimento — dice — è in linea con la giurisprudenza alla luce dell’articolo 2 della Costituzione che tutela i diritti dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali nelle quali rientra anche la famiglia, fondata o meno sul matrimonio. Per giunta la Carta di Nizza, allegata al Trattato di Lisbona entrato in vigore l’1 dicembre 2009 riconosce come distinti il diritto a sposarsi e il diritto a costruire una famiglia». La posizione dei vertici della Curia rimane tuttavia piuttosto netta e le critiche chiamano in causa l’intero Consiglio comunale per non aver tenuto in considerazione «la responsabilità che un uomo e una donna, con il matrimonio, si assumono pubblicamente sottovalutando il senso della famiglia come fattore di progresso, risorsa e capitale umano e sociale». Nei giorni scorsi la delibera era stata licenziata dal Consiglio comunale senza sostanziali voci di dissenso, accogliendo un emendamento proposto dal consigliere Sebastiano Bonzio secondo il quale «non si può relegare una questione così seria ad un merito ambito contrattualistico». Mara Rumiz, infine, respinge le accuse di presunte discriminazioni verso le persone unite in matrimonio: «Faccio presente che i due punti saranno assegnati a tutti coloro che rientrano nel concetto di famiglia anagrafica e quindi anche, ovviamente, alle coppie unite da matrimonio. Inoltre le giovani coppie che abbiano contratto matrimonio da non oltre un anno o che lo contrarranno entro un anno, usufruiranno di due punti aggiuntivi». Paola Vescovi

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2010/22-gennaio-2010/curia-boccia-bando-casa-1602329388378.shtml

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