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Giuseppe e Maria a letto, nudi, ma parzialmente coperti dalle lenzuola: sull’immagine campeggia la scritta Poor Joseph. God was a hard act to follow, che si può grossolanemente tradurre sia con “Povero Giuseppe. Dio è stato difficile da seguire”, sia sostituendo “seguire” con “eguagliare”. Il manifesto non è stato affisso da goliardi anticlericali, ma campeggia su una chiesa anglicana neozalendese. L’intento del suo arcidiacono, scrive il Guardian, era di provocare un dibattito, e di attirare i non credenti. Il risultato immediato è stato invece quello di attirare prima gli improperi della Chiesa cattolica, che ha definito blasfemo il cartellone (”è una sfida a credenze vecchie di duemila anni”), e poi quello di un vandalo, che l’ha prontamente deturpato. La Chiesa cattolica ritiene che la verginità di Maria sia stata perpetua, ma le chiese protestanti non sono del medesimo avviso.

Fonte: http://www.uaar.it/news/2009/12/18/nuova-zelanda-giuseppe-maria-seminudi-litigano-anglicani-cattolici/

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