Flavonoidi in gravidanza? No agli allarmismi.

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Sta creando un certo immotivato allarmismo il recente provvedimento ministeriale che proibisce l’uso di bioflavonoidi in gravidanza. Molte sono infatti le donne in stato di gravidanza che stanno assumendo succhi di frutta o alimenti o integratori con flavonoidi, che si stanno chiedendo cosa rischiano in realtà.

Ed allora si impongono alcuni chiarimenti. Il termine bioflavonoidi innanzitutto è forse impreciso, infatti si riferisce a quelle sostanze più correttamente chiamate flavonoidi , che sono pigmenti facilmente reperibili nei fiori, nei frutti e nelle foglie di numerose specie vegetali.

Si tratta di strutture di tipo fenolico che possono essere classificati in sottogruppi:

flavoni Apigenina, Luteolina, Diosmina…

flavonoli Kampferolo, Quercetina, …

flavanoni Esperidina, Naringenina, …

didroflavonoli Diidrokampferolo, Diidroquercetina, …

lavan-3-oli Afzelechina, Catechina, …

flavan-3,4-dioli Leucopelargonidina, Leucocianidine, …

calconi Isoliquiritigenina, Buteina, …

auroni Ispidolo, …

antocianidine Pelargonidina, Cianidina, …

E tutte queste strutture possono trovarsi libere, sottoforma di agliconi, oppure di glucosidi (quercitrina, Iperoside) , o di dimeri o polimeri (procianidine), oppure ancora esterificate in strutture più complesse. Ed altrettanto vario è il panorama delle attività biologiche dimostrate: capillaroprotettori, antiradicali liberi, inibitori enzimatici, (ialuronidasi, aldosoreduttasi, cicloossigenasi, ecc.).

I flavonoidi più conosciuti ed utilizzati anche in ambito farmaceutico sono la rutina, diosmina ed esperidina presenti negli agrumi ed in piante del genere Citrus, gli antociani del Mirtillo, ma rappresentano una componente importante anche di molti estratti fitoterapici quali il Carciofo, la Passiflora, il Timo, la Camomilla, l’Achillea, l’Equiseto, Sambuco, Tiglio, e numerosissime altre piante officinali. Anche in piante utilizzate comunemente nella alimentazione, in bevande salutistiche (es.: spremuta d’arancia), in integratori ma anche in specialità medicinali.

Pensate che esistono oltre 4.000 flavonoidi! E fra l’altro sono proprio le sostanze responsabili dei più vivaci colori corrispondenti peraltro a differenti colori in natura: dal giallo all’arancio, dal rosso al porpora, ecc.

Sostanzialmente quindi il provvedimento appare troppo generico. Sarebbe come voler proibire “le vitamine” in gravidanza: oggi sappiamo sì che alcune, e ad alti dosaggi, sono controindicate in gravidanza (come ad esempio la vitamina A), mentre invece altre sono proprio indicate, e fin di primissimi giorni della gravidanza (come ad esempio l’acido folico), mentre per tutte le altre vitamine non esistono osservazioni particolari.

Ritengo pertanto che la proibizione di assumere flavonoidi durante la gravidanza per rischio di leucemia nel nascituro sia in netto contrasto con la realtà dei fatti, molteplicità ed estrema diffusione in natura dei flavonoidi, senza peraltro evidenze di tossicità e cancerogenicità.

Si deve per contro rilevare l’assenza di provvedimenti atti ad impedire l’uso in gravidanza di sostanze notoriamente pericolose come oli essenziali ed alcune piante ad alcaloidi, di libera vendita.

Fabio Firenzuoli

(l’autore è Direttore del Centro di Medicina Naturale, Scuola di Fitoterapia clinica, Ospedale S. Giuseppe, Empoli)

fonte: Vitanaturale – www.vitanaturale.it

Non si intende far utilizzare le nozioni contenute in queste pagine per scopi diagnostici o prescrittivi.
Per qualsiasi trattamento o diagnosi di malattia, rivolgetevi ad un medico competente.

Fonte: http://www.laleva.cc/integratori/flavonoidi.html

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