MAGIE NATALIZIE!

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Domenica ho scritto: ” Probabilmente il dato relativo alle vendite di abitazioni esistenti di martedi costituirà il canto del cigno di questa breve ripresa statistica, ma importante e fondamentale è il dato relativo alle vendite di nuove abitazioni che pur rappresentando solo una piccola parte delle contrattazioni immobiliari, costituiscono il principale propulsore all’occupazione del settore edilizio. Puntuale come un orologio svizzero a Natale l’associazione degli immobiliaristi americani esulta comunicando il canto del cigno del mercato immobiliare americano, una magia natalizia sostenuta da contributi a pioggia, che il prossimo anno non potranno replicare in alcuna maniera la stessa dinamica. Si tratta di una incredibile crescita, racchiusa in un paio di mesi, una dinamica mai registratasi nella storia del mercato immobiliare americano, il risultato di una spasmodica corsa per ottenere il credito di imposta prima della scadenza iniziale che come ben sapete è stata prorogata. Per il mercato del lavoro, come già osservato, la compravendita di abitazioni esistenti vale come il due di picche e secondo alcuni indicatori i prezzi delle abitazioni stanno tornando a scendere. Sarà interessante osservare come vanno le vendite di nuove abitazioni, visto e considerata la fiducia ai minimi storici dei costruttori americani. ” Non è certo una sorpresa che dopo il trend di crescita dal minimo storico di gennaio, la positiva dinamica della fiducia dei costruttori abbia una fase di stallo – ha affermato Joe Robson, presidente della stessa associazione dei costruttori – i nostri economisti ci avevano più volte avvertito avvertito che con la scadenza del credito di imposta di 8000 dollari del 30 novembre e le difficoltà per ottenere un finanziamento finalizzato all’acquisto di una abitazione, potrebbero fare deragliare una fragile ripresa che sta cominciando a prendere forma. “ E’ semplice, senza gli incentivi governativi, questo rimbalzo non ha storia, vedere salire in maniera spettacolare le vendite e osservare la media dei prezzi di vendita continuare a scendere è un’anomalia, una magia natalizia. Per quanto riguarda invece la magia natalizia della revisione del PIL, nessuna sostanziale novità, un ritocco alle scorte, minori investimenti residenziali e una minore dinamica di crescita dei consumi dovuta ad una minore crescita dei servizi sanitari. Nella sostanza l’anemica crescita del PIL americano permette di confermare la fine della recessione tecnica, dimenticando che oltre il 20 % dei consumi è stato sostenuto dagli incentivi alla rottamazione e che la spesa pubblica ha aggiunto due punti virgola sei alla crescita trimestrale. Inoltre senza i “first time home buyer credit”, l’aumento di oltre il 18 % degli investimenti residenziali, rivisti al ribasso, non avrebbe permesso all’economia americana di assistere alla defibrillazione delle vendite di abitazioni esistenti. Tutto ciò nella sostanza ha rappresentato un contributo pari a zero per quanto riguarda il mercato del lavoro. Per gli amanti delle teorie inflative il “core personal consumptio deflator” è stato rivisto al ribasso all’1,2 %, per la seconda volta, significativamente lontano da quel 2 % che permetterà alla Federal Reserve di agitare ancora per molto tempo il fantasma della deflazione, anche se già c’è qualcuno che manifesta una sostanziale irrequitezza sul decennale americano. Nei primi sei mesi del prossimo anno vedremo se la Fed avrà il coraggio di dichiarare concluso il programma di acquisto di titoli MBS, vedremo se avrà il coraggio di lasciare liberi di seguire il loro destino i tassi ipotecari ora che incominciano a giungere a rinegoziazione una marea di mutui option ARMs e ALt-A. E’ inoltre meglio non dimenticare, che nonostante la stagione di utili stratosferici, il sistema finanziario mondiale è attualmente sottocapitalizzato e gli ultimi vari financial stability report, parlano chiaro. Come vedremo nei dettagli nel post ” dedicato” di fine anno, non è tanto un problema di riserve bancarie quello che può portare all’inflazione ma piuttosto la sostanziale e strutturale possibile insolvenza dello stesso sistema finanziario, che terrà a lungo con noi, il fantasma della deflazione. Se poi andiamo ad osservare le vendite comunicate dal Redbook Research Index nelle prime tre settimane di dicembre, scopriamo che sono si salite dell’ 1,9 % rispetto allo scorso anno ( mese nel quale l’economia stava ancora digerendo la probabile fusione del sistema finanziario dopo la scomparsa di Lehman brothers) ma sono scese del 4,9 % rispetto alle vendite del mese scorso. Per essere il mese clou delle vendite natalizie, oserei affermare che è un pessimo risultato. E’ importante tenere bene a mente che la capacità produttiva, il livello di utilizzazione degli impianti non potra più tornare per molto, molto tempo ai livelli degli anni 2000 e in maniera particolare a quelli recenti. Come abbiamo visto, di conseguenza gli investimenti delle imprese si sono diretti essenzialmente all’estero anche se continua il gioco di considerare ricchezza nazionale un prodotto magari costituito da una produzione avvenuta per larga parte all’estero. Inoltre credo che la dinamica delle scorte favorirà ben oltre le aspettative degli economisti la crescita del PIL nell’ultimo trimestre. Entro fine anno e i primi mesi del 2010, vedremo insieme a coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere Icebergfinanza, alcune mappe dal punto di vista tecnico e fondamentale che probabilmente ci aiuteranno a comprendere alcune dinamiche per il prossimo anno, per scegliere in maniera consapevole ognuno la sua rotta in ” LA_QUIETE_PRIMA DELLA TEMPESTA “. In fondo è Natale e la magia finanziaria continua.

Fonte: http://icebergfinanza.splinder.com/post/21924718/MAGIE+NATALIZIE!

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