Alla Canna del Gas (Serra)

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Tra le quattro decine di migliaia di delegati, reporter, governanti, yes men ed inbucati vari, non ci sono inviati di Climate Monitor. Perchè questa non è una testata (benchè ci scriva su qualche testina) e perchè all’ultimo appello di poco più di trenta minuti fa, tutte e due le anime di questo blog erano dentro i confini nazionali. Ne consegue che il miglior modo per essere aggiornati sono le fonti ufficiali. E cosa c’è di più ufficiale del sito della 15° Conferena delle Parti? Nulla, perciò eccovi serviti. Meglio di una sit-com dei Robinson. Sul banner principale campeggiano i volti costernati e preoccupati di una moltitudine di delegati convinta che se Obama o la Merkel dichiareranno di aver lasciato la stilografica a casa ed essere quindi impossibilitati a firmare alcunchè, le loro case saranno sommerse dalle acque prima ancora che possano farvi ritorno. Sotto di loro, scorrono decine di messaggi strappalacrime di adepti che esortano i “Dear Leaders of the World” a fare ora questa ora quell’altra cosa, purchè si sbrighino a ritrovare la suddetta stilografica. Un bel servizio di messaggistica in tempo reale. Ma possibile che ci debba essere anche su questo una regia così sapiente da far sì che tutti i messaggi inizino allo stesso modo? Da non credere, peggio dell’articolo a giornali unificati uscito il primo giorno della festa. E poi cominciano le notizie, quelle vere (?), cioè la cronaca dei lavori. Ognuno si faccia la propria cultura, io mi limito a commentarne una, quella che a mio modestissimo parere, dimostra che un certo dissennato ed inutile catastrofismo sta vedendo svanire i suoi sogni di gloria contro la dura realtà del fatto che la maggior parte dei succitati “Dear Leaders of the World” siano arrivati -come si suol dire- alla fiera senza denari. Questa la novità del momento, ma sono convinto che pur nel poco tempo rimasto molte altre seguiranno. Le proposte (attenzione non gli accordi) avanzate sin qui da questa o quell’altra nazione, coalizione o gruppo di amici, non sono assolutamente sufficienti a rimanere entro il limite dei 2°C. Anzi, quanto sin qui prospettato va nella direzione di un riscaldamento di 3°C rispetto al periodo pre-industriale. Lo direbbe un documento marcato come “confidenziale” e “draft iniziale”, il solito pezzo di carta che non dovrebbe uscire e poi invece esce, facendo capire a tutti che è stato scritto solo perchè uscisse. Un copione che rifiuterebbero anche al Grande Fratello. Mettendo a confronto questo documento e la bibbia del green business, il Rapporto Stern, si legge nell’articolo che campeggia sull’home page della conferenza che “decine o centinaia di milioni di persone saranno sommerse dall’innalzamento del livello del mare”, “ci saranno rischi seri e aumento della minaccia per le popolazioni costiere del Sud Est Asiatico, dei Caraibi, del Pacifico e delle città costiere come Londra, New York, Il Cairo e Tokyo” (manca Venezia, lo considero un affronto). Greenpeace cala subito l’asso, e considera questo rapporto esplosivo. Il minimo che potrà accadere sarà il “disastro del clima” e “una situazione di straordinaria pericolosità per l’umanità”. Ma la fine del pezzo non si batte. “Le Nazioni Unite ammettono privatamente (facendolo sapere solo a tutto il mondo) che quanto prospettato porterà ad un innalzamento di 3°C la temperatura. La scienza (sì avete letto bene) dimostra che questo potrebbe portare alla distruzione della Foresta Amazzonica, alla mancanza d’acqua per il Sud America e L’Australia ed lla quasi estinzione delle barriere coralline, ma questo sarebbe solo l’inizio.” Manca poco, resistete, finirà, sono alla canna del gas (serra).

Fonte: http://www.climatemonitor.it/?p=6225

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