Spinelli: Una dittatura nel cuore dell’Europa

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di Wanda Marra, da “Il Fatto Quotidiano”, 12 dicembre 2009

Cita Churchill ai tempi del nazismo e la Repubblica di Weimar, non esita a usare le parole “regime” e “dittatura”, critica l’Europa e sprona l’Italia. Barbara Spinelli, tra le più riconosciute osservatrici dei fatti politici italiani, fa un’analisi secca e lucida della situazione politica e dello scontro istituzionale a cui stiamo assistendo. Partendo da una questione di fondo. “Siamo di fronte a una crisi acuta ma ormai è anche finito il tempo di chiedersi ‘cosa accadrà’. Ci siamo un po’ tutti abituati all’idea che avverrà qualcosa di ancora peggiore. Ma da anni, e in particolare in quest’ultima legislatura Berlusconi, siamo in una fase estrema. Vorrei ricordare il discorso fatto da Churchill ai Comuni nel ‘36: mentre le potenze europee si chiedevano ‘cosa avesse in mente Hitler’, lui affermò che era finito ‘il tempo delle mezze misure, degli espedienti, dei sedativi, ma si era già entrati nel tempo delle conseguenze’”. La Spinelli sottolinea l’importanza della reazione di Napolitano, un presidente “che finora non è che abbia detto molto sul tipo di regime messo in piedi da Berlusconi”. Ma individua in Fini “la chiave di volta della situazione” perché “il regime autoritario può essere scalzato soltanto dalla maggioranza”. Per l’ex missino Fini ricorre all’immagine di “Grandi nel Gran Consiglio del fascismo il 25 luglio del ‘43”.

Ieri Bersani ha denunciato il fatto che Berlusconi ha creato “un caso Italia nel mondo”, con “un danno rilevantissimo per il paese”. Ma la Spinelli preferisce sottolineare la reazione “abbastanza scandalosa” del Partito popolare europeo, dove “non si è alzata una voce contro ciò che ha detto Berlusconi: in parte si tratta di una forma di appeasement, la tendenza a raccomodarsi con i regimi autoritari. In parte, se l’Europa fa un esame di democrazia ai paesi che entrano, non richiede altrettanto a quellichesonogiàdentro.Sel’Italianonfosse già nell’Unione europea, non potrebbe avervi accesso”. Ma non trova scandaloso “che Berlusconi parli di Italia piuttosto che di Europa. Quel che è grave è che Berlusconi utilizzi una sede internazionale per fare un attacco molto pesante alla Costituzione e alle istituzioni del proprio paese”. Altrettanto grave però il fatto che l’Europa, che potrebbe intervenire “di fronte a queste frasi golpiste resti in silenzio: per quel che riguarda l’euro siamo tutti affratellati, e questo ha reso meno importante la politica. La Merkel dovrebbe vergognarsi dei baci con Berlusconi, che si trovavano in tutte le foto. È come il bacio tra Breznev e Honecker”.

Sugli scenari futuri Barbara Spinelli ha uno sguardo deciso:“Berlusconi dice in maniera chiara cosa vuol fare, cambiare la Costituzione a maggioranza semplice, la sua”. Ma, spiega: “Ciò che mi sembra positivo è che in realtà la Costituzione ne esce enormemente rafforzata: la consapevolezza è ormai diffusa che non si sia nessun bisogno di cambiarla, come si è invece sostenuto negli ultimi 10-15 anni”. Anche se possiamo parlare di “stato d’eccezione”, come scriveva Ezio Mauro ieri su Repubblica, “la differenza è che la nostra Costituzione ci tutela più di quanto quella della Repubblica di Weimar tutelasse la democrazia tedesca”. E dunque, rispetto alla minaccia più o meno ventilata, di un nuovo predellino che porti il Cavaliere direttamente alle elezioni anticipate, la Spinelli fa notare che “non è che Berlusconi può sciogliere da solo le Camere. È più difficile, in un’aula parlamentare, saltare su predellini”. Peraltro, “Casini ha detto che in 5 minuti si creano degli scenari alternativi”. Possibile questo sia vero, in una situazione in cui pare invece non ci siano maggioranze alternative? “Se Berlusconi dal punto di vista delle uscite televisive e della piazza è imbattibile, non so se lo sia altrettanto dal punto di vista del gioco parlamentare. Minaccia continuamente le elezioni anticipate, ma poi ritira tale minaccia. Perché non è così che funziona: il Parlamento non è un predellino, non è lo scenario perfetto per un tg di Minzolini, né una fiction. E tanto per cominciare, Napolitano potrebbe certo dare l’incarico a qualcun altro della stessa maggioranza di Berlusconi”.

Se l’impressione è a volte che si stia assistendo a una deriva psichiatrica, oltre che populista, l’editorialista nota che “tutti i dittatori hanno una deriva psichiatrica, ma l’aspetto politico è molto più importante. La psichiatria non è di nessun aiuto per le vittime delle dittature”. Nessun dubbio nell’utilizzare la parola dittatura o per codificarla dovrebbe avere altre caratteristiche? “Questo tipo di dittatura agisce profondamente nelle teste della gente, nei comportamenti, negli interessi e nei disinteressi. In questo senso, si tratta di una battaglia già vinta. Non c’è bisogno di galere”. Qualche via d’uscita, però, esiste. A cominciare dal ruolo di Napolitano: “Dovrebbe rifiutare le leggi anticostituzionali e ad personam che si stanno preparando”.

Poi, c’è il Pd, che “dovrebbe smettere di far capire che è pronto ad approvare leggi che garantiscano l’impunità al presidente del Consiglio. Si tratta di un partito che non è stato capace di fare una legge sul conflitto d’interessi quando era al governo, né una vera opposizione in 15 anni. È il caso inizi adesso”. E i giornali, “che potrebbero descrivere di più ciò che accade e trarne le conseguenze”. Infine, una notazione sui processi di mafia: “Non credo che verranno fuori grandi cose. Penso che i capi della mafia in carcere si guarderanno bene dal dire cose compromettenti. Ma è interessante vedere come le posizioni rispetto ai pentiti cambino: vengono considerati farabutti e uomini che sciolgono i bambini nell’acido quando tirano in ballo i politici, e se ne fanno elogi sperticati quando tacciono (come Mangano chiamato un eroe, o Filippo Graviano descritto da Dell’Utri come uomo di grande dignità)”.

(12 dicembre 2009)

Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/spinelli-una-dittatura-nel-cuore-dell%E2%80%99europa/

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