Giovanni Paolo II in Cile nel 1987: fu un errore andarvi?

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Le vorrei chiedere un parere sulla famosa visita che Giovanni Paolo II fece nel 1987 nel Cile di Pinochet, una visita che scatenò molte polemiche che forse oggi è poco gentile rivangare ma che non è giusto neppure dimenticare.
Credo che dietro quel viaggio vi fosse una strategia diretta ad ammorbidire Pinochet, ma ho due domande inquietanti che mi assillano: il Papa non si chiese che cosa potessero pensare il popolo cileno e in particolare le madri dei desaparecidos vedendolo affacciarsi al balcone insieme all’ uomo responsabile delle torture e uccisioni dei loro figli? E ancora: perché il Vaticano ( cardinale Sodano) e papa Wojtyla ( ci sono le sue lettere in spagnolo con la benedizione speciale per le nozze d’ oro di Pinochet) hanno continuato in anni più recenti a perorare la causa di Pinochet, anche quando questo favore nei confronti dell’ ormai ex dittatore cileno non aveva più la giustificazione diplomatica di rendere meno dura la sua dittatura? Antonio Roccabianca anton@ sicurposta. it Caro Roccabianca, credo che la visita di Giovanni Paolo II in Cile debba considerarsi l’ esatto « pendant » di quella che il Papa avrebbe fatto a Cuba più di dieci anni dopo.
Quando Castro lo accompagnò lungo i corridoi e le sale del palazzo presidenziale, papa Wojtyla sapeva che le telecamere avrebbero registrato ogni momento di quella lunga passeggiata e l’ avrebbero proiettata sugli schermi di tutto il mondo. Ma stava pagando in quel momento il prezzo della visita.
Castro aveva bisogno del Papa per rompere l’ isolamento e ottenere, nei limiti del pos sibile, la benevolenza del cattolicesimo americano. E il Papa, dal canto suo, voleva parlare ai cubani, celebrare una messa di fronte al popolo dell’ isola, ottenere che il clero godesse di maggiore libertà. Di tutti i papi del secondo dopoguerra Giovanni Paolo II fu probabilmente, insieme a Giovanni XXIII, quello che ebbe meno pregiudizi politici.
La sua esperienza polacca gli aveva insegnato che vi sono momenti in cui occorre avere con il potere un corretto rapporto di buon vicinato. Visitò parecchie dittature e probabilmente non avrebbe esitato, se le circostanze glielo avessero permes so, a fare un viaggio nella Cina comunista.
Ma pretese in ogni occasione ciò che maggiormente gli premeva: il contatto con la società. Quando apparve sul balcone del palazzo presidenziale di Santiago, accanto al generale Pinochet, fece esattamente ciò che avrebbe fatto negli anni seguenti con Fidel Castro e altri leader politici: saldò il conto di uno scambio che gli aveva permesso d’ incontrare i fedeli e di lasciare nel Paese il segno della sua presenza.
Credo che Giovanni Paolo II avesse una forte fiducia in se stesso e nella sua capacità di rovesciare a proprio vantaggio i rapporti di convenienza che la Chiesa, durante il suo pontificato, fu costretta ad avere con i potenti. Il caso di Angelo Sodano è diverso. Quando arrivò a Santiago come nunzio di Paolo VI nel 1977, l’ America Latina era pericolosamente in bilico tra regimi polizieschi e autori tari ( i militari in Brasile e in Argentina, Somoza in Nicaragua, il colonnello Banzer in Bolivia, il generale García in Guatemala, il generale Morales Bermudez in Perù) e una galassia di movimenti rivoluzionari: montoneros, tupamaros, castristi, Mir. Questa divisione passava anche attraverso il mondo cattolico. Sodano fece una scelta conservatrice e scelse, per difendere la Chiesa cilena, quello che dovette sembrargli il male minore. Ma accolse in nunziatura i quattro presunti assassini del sindaco di Santiago e riuscì a ottenere che abbandonassero il Paese con un salvacondotto. È probabile che il messaggio papale per le nozze d’ oro di Pinochet, nel 1993, sia il risultato del rapporto di lavoro che il nunzio dovette stringere con il generale in quegli anni. Un errore, forse, ma di quelli che nessun uomo politico avrebbe il diritto di rimproverargli. Romano Sergio
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(5 maggio 2005) – Corriere della Sera
Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2005/maggio/05/Giovanni_Paolo_Cile_nel_1987_co_9_050505004.shtml

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