Anch’io, libero cittadino, nel “network dell’odio”

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di Alessandro Brescia

On. Cicchitto, ho ascoltato con molto interesse il suo discorso alla Camera di qualche giorno fa. La prima cosa che mi è balzata agli occhi è stata vederla parlare senza cappuccio. La cosa mi ha rassicurato, segno inequivocabile che si è lasciato definitivamente alle spalle il passato da eversore tesserato.

Secondo le sue parole, il Presidente del Consiglio (anche lui un tesserato, forse mai pentito) sarebbe vittima, fin dal 1994, di una “campagna d’odio” promossa da un composito “network” fatto di “terroristi mediatici” e “mandanti morali”. Il folle gesto dello sciagurato Tartaglia non sarebbe altro che il frutto avvelenato di tale campagna d’odio, che si nutre, tra l’altro, di “materiali diversi”: “gossip, accuse infamanti di rapporti con la mafia e il coinvolgimento nelle stragi del ’93”.

Il suo ragionamento mi pare strumentalmente lineare e segue una logica già ricordata, in altre occasioni, da Travaglio: “quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore”. Cioè, si denigrano coloro i quali si oppongono a Berlusconi, criminalizzandoli come ispiratori di atti violenti, affinché gli argomenti che propongono (materiali diversi) perdano di valore.

In realtà, come lei ben sa, i “materiali diversi” contengono motivazioni di sostanza (per fare un esempio, i riscontri degli incontri tra Berlusconi e il boss Bontate sono contenuti in una sentenza) e sono adoperati, dal “network” da lei individuato, con mezzi leciti e legittimi (per fare qualche esempio, scrivendo articoli o libri, facendo inchieste e più semplicemente esprimendo la propria opinione). Insomma questioni di merito, senza violenza e nel rispetto delle leggi e della Costituzione, del resto un “network” segue regole diverse dalla “loggia”.

Per questo, vorrei precisare, on. Cicchitto, che in questo “network”, non ci sono solo giornalisti che danno le notizie, quotidiani indipendenti, partiti non asserviti al regime, pubblici ministeri e giudici che cercano la verità, conduttori che tentano di raccontare la realtà, ci sono anche io. Cittadino libero, come tanti.

(18 dicembre 2009)
Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/anchio-libero-cittadino-nel-network-dellodio/

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