LO SCENARIO DEL COLLASSO GLOBALE (PRIMA PARTE)

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Societe Generale qualche giorno fa ha pubblicato un rapporto che ha suscitato scalpore in investitori istituzionali e gestori di Hedge Funds. Nel report le menti eccelse hanno rivelato un arcano mistero di cui nessuno era a conoscenza: il debito pubblico sta esplodendo perché gli stati stanno accollandosi i debiti del sistema bancario e ciò potrà avere conseguenze praticamente apocalittiche in quanto è difficile un rientro dal debito pubblico accumulato in una fase di decrescita dei consumi e di deflazione.
Malgrado il report di Societe Generale non aggiunga nulla di nuovo nella comprensione dell’attuale crisi, fornisce però diagrammi e grafici che consentono di suffragare meglio alcuni concetti. Come ho cercato di puntualizzare su www.wallstreetitalia.it nell’articolo pubblicato due giorni fa la similitudine tra Giappone e gli USA è sempre più evidente. La tabella successiva evidenzia le criticità in comune tra la crisi giapponese degli anni 90 (che si protrae fino ad ora) e l’attuale crisi degli USA: l’esponenziale aumento del debito pubblico, la crisi del sistema finanziario e la bolla immobiliare presente.
Negli USA purtroppo si aggiungono due ulteriori elementi ossia il grande debito privato (il debito totale negli usa è circa il 350% del PIL) e la crescente disoccupazione ormai abbondantemente sopra il 10% (considerando un parametro più realistico, ossia il filtro U6, siamo al 17.5%) che rendono praticamente impossibile (Dio solo sa quanto vorrei sbagliarmi) qualsivoglia via d’uscita dal baratro entro il quale si è caduto.
Sembra insomma che gli USA stiano ripetendo gli errori commessi dal Giappone. Concordo con le parole pronunciate dal ministro Tremonti il 20 Novembre scorso alla scuola centrale del Partito Comunista Cinese “..in tutto il mondo i governi sono intervenuti usando due mani. Con una hanno immesso un’enorme massa di liquidità nel sistema. Con l’altra hanno trasformato debito privato in debito pubblico...”. Al fine di salvare il traballante sistema finanziario si è intervenuto in maniera intensiva con immense iniezioni di liquidità che hanno causato incremento di debito pubblico e deficit ma non hanno causato inflazione (piaccia o non piaccia questi sono per ora i dati) in quanto non vi è stato alcun aumento della moneta in circolazione (la liquidità è semplicemente servita a dare fiato ai bilanci delle banche). Il tutto è stato accompagnato da un enorme deficit fiscale e da una repentina diminuzione dei tassi d’interesse. Il seguente diagramma è particolarmente rappresentativo perché consente una celere comparazione tra i comportamenti degli USA e Giappone:
Malgrado l’incipit della crisi presenti evidenti analogie con quanto accaduto in Giappone, ciò che temo sia differente è l’evoluzione della crisi (che per inciso in Giappone non è mai finita). Il Giappone, almeno finora, è sopravissuto alla “lost decade”…ho i miei dubbi (e cercherò di chiarirne le ragioni nel prossimo post) che la malattia giapponese per l’economia USA (e per quella mondiale) sia una semplice influenza.

P.S. Chiunque volesse chiedere informazioni, chiarimenti e dare suggerimenti o esprimere critiche (quelle aspre sono particolarmente gradite) nei confronti di qualsiasi post può scrivermi ad economiaincrisi@gmail.com. Purtroppo il tempo a mia disposizione è limitato…ma prometto di rispondere a tutti chiedendo anticipatamente scusa per il ritardo.

Fonte: http://economiaincrisi.blogspot.com/2009/11/lo-scenario-del-collasso-globale-prima.html

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