Haarp responsabile del “buco nero” in Norvegia? La Rete si interroga su questo e altri misteri

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La Rete si interroga su questo e altri misteri” class=”phLargePhoto”> Mentre Copenaghen attende 100 mila ecologisti e no-global per il contro-vertice sul clima, in Rete i fari sono tutti puntati su un’operazione militare che era riuscita a rimanere fuori dall’attenzione dei media e che ora, invece, desta preoccupazione e impone risposte. Si tratta del Progetto HAARP: un piano di ricerca scientifica delle forze armate statunitensi per modificare il clima provocando terremoti o alluvioni. Ne ha parlato ieri sera anche Enrico Ruggeri nel suo “Mistero”. E il Web ha risposto subito con due domande: HAARP è responsabile del “buco nero” in Norvegia e degli strani fenomeni a Canneto di Caronia? di BRUNO MATTIA GALLO L’ H.A.A.R.P, acronimo di High-frequency Active Auroral Research Project (Progetto attivo aurorale di ricerca ad alta frequenza) è un progetto quasi totalmente sconosciuto all’opinione pubblica ed è il proseguimento di cinquant’anni di ricerca spaziale di chiaro stampo militare, nota come SDI (Space Defence Initiative) voluta dal presidente USA Ronald Reagan vent’anni fa e inglobata anche nel quadro delle “guerre stellari” (Scudo Spaziale) per il controllo delle fasce più alte dell’atmosfera (ionosfera) e delle comunicazioni. Nessuno è oggi in grado di dire con sicurezza quali possono essere le conseguenze di un programma del genere. Gli autori del libro “Angels don’t play this Haarp” (Gli Angeli non suonano questa ARPA) hanno cercato di diffondere alcune ipotesi, esaminando il progetto segreto del governo che ha sede a Gakona, a circa 200 km a Nord-Est del Golfo del Principe Guglielmo, in Alaska.2458652956_9f868edf30 Questo terreno di proprietà del Dipartimento della Difesa USA fu scelto il 18 ottobre 1993 da funzionari dell’Air Force e a partire dall’anno seguente venne invaso da piloni d’alluminio alti 22 metri, il cui numero è cresciuto di anno in anno fino ad arrivare a 180. Su ogni pilone sono state installate doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la banda bassa, l’altra per la banda alta, in grado di trasmettere, grazie alla loro potenza, onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone specifiche del pianeta, sia atmosferiche che terrestri. D’altra parte gli Stati Uniti hanno altri due siti di ricerca come ‘H.A.A.R.P., uno a Puerto Rico, vicino all’osservatorio di Arecibo e l’altro, noto come “HIPAS”, a Fairbanks sempre in Alaska. Vi sono altri paesi con simili progetti interessati allo studio della ionosfera: in Europa l’Incoherent Scatter Radar (EISCAT) nel nord della Norvegia, a Tromso; in Perù a Jicamarca; in Russia il SURA a Nizhny Novgorod, vicino a Mosca e l’Apatity in Ucraina vicino a Kharkov; infine nel Tagikistan a Dushanbe. Nikola Tesla
Ufficialmente lo scopo dei centri di ricerche HAARP è quello di studiare le proprietà di risonanza della Terra e dell’atmosfera, gli stessi fenomeni studiati da Nikola Tesla cento anni prima in Colorado.
Secondo alcuni autori, uno dei sogni di Tesla era quello di “illuminare l’atmosfera terrestre di notte”. Il suo progetto, mai realizzato, consisteva nello ionizzare l’atmosfera soprastante usando un fascio ultravioletto per renderla conduttiva (il futuro progetto Haarp) e poi inviare energia elettrica ad altissima frequenza e voltaggio per “accendere l’atmosfera stessa”, allo stesso modo in cui essa si “accende” quando viene colpita dalle particelle solari dando luogo alle famose aurore polari. Ci fu addirittura chi asserì che Tesla stesso fosse stato l’autore involontario della terribile esplosione avvenuta il 30 giugno 1908 in Siberia nell’area di Tunguska. E’ inquietante comunque notare come lo stesso Tesla avesse ammesso che il giorno della tremenda esplosione, stesse tentando di inviare un’onda di grande potenza allo scopo di effettuare un test di comunicazione (e non di trasmissione di potenza) con una spedizione artica. Questo gruppo di esploratori erano localizzati su una linea retta proprio tra il laboratorio di Tesla e il sito dove avvenne l’esplosione in Siberia. Altre leggende raccontano che Tesla sia anche stato il responsabile del piccolo sisma di Manahattan del 1896, usando il suo piccolo oscillatore meccanico dal suo laboratorio di Houston Street. Il “buco nero” in Norvegia
Ora, seguendo queste teorie complottisitiche, cosa c’entra il progetto Haarp con l’avvistamento in Norvegia?
La spiegazione può essere ricondotte a due principali teorie sul “buco nero” norvegese: La prima descrive quella strana luminescenza come l’effetto di un esperimento dell’Haarp isolato (scie chimiche), mentre la seconda, più fondata, che un missile sia stato lanciato per provare la potenzialità dell’Haarp nel neutralizzare il suo sistema di guida elettronico. L’esperimento, quindi si sarebbe rilevato un successo. Qualsiasi missile diretto in America potrebbe essere distrutto con questo sistema di difesa. Si potrebbe affermare oggi che forse il progetto Scudo Spaziale non sia mai stato abbandonato o forse sia stato riconvertito approfondendo le teorie di Tesla. Eppure fra gli impieghi ufficialmente dichiarati del progetto HAARP vi è la comunicazione militare con i sottomarini, che avverrebbe inviando segnali ad alta frequenza ed intensità, tanto da far vibrare la ionosfera. Tale impiego potrebbe essere sfruttato per abbattere missili ed aerei. Ma anche per alterare l’equilibrio protettivo della Terra con continue immissioni innaturali dando luogo ad una catena di effetti collaterali come ad esempio la distruzione totale dello strato di ozono. A questo punto le domande sono molte: il progetto Haarp è responsabile di altre sciagure come gli uragani, terremoti e cambiamenti climatici? Il prossimo stadio di sviluppo del progetto Haarp può coinvolgere la struttura elettrica del nostro cervello? L’umanità forse sta giocando con il fuoco? La Terra e i suoi abitanti come reagiranno a questo eccesso di radiazioni ? Potremmo avere dei casi di combustione spontanea ? Canneto di Caronia
Un altro filone di ipotesi, che circola insistentemente su internet, arriva a collegare l’Haarp ai misteriosi casi di incendi “spontanei” a Canneto di Caronia. Va ricordato che il 10 febbraio 2001 in questo paesino di cinquanta abitanti schiacciato tra la costa e la linea ferroviaria Palermo-Messina scoppiò il caso delle combustioni spontanee seguito dai media di mezzo mondo. In seguito incominciarono a registrarsi dei guasti agli elettrodomestici, alcuni contatori, prese e fili elettrici incredibilmente presero fuoco. I giornali parlano di “fenomeni di autocombustione” (La Sicilia), “fenomeni dovuti al geomagnetismo… e alle reti di Hartmann” (Rainet news), di “poltergeist” (Panorama) fino ad arrivare al “satanismo e alla possessione demoniaca” (Il Foglio), terminando col il progetto Haarp. per la presenza di basi Usa in Sicilia. Per il mondo intero rimane un mistero anche se alcune teorie parlano di “solo” fenomeni elettrostatici. Il CICAP e la magistratura parla di intervento umano relegando al fenomeno una matrice dolosa. Rimane però un rapporto riservato, redatto dopo due anni di lavoro, dal gruppo di studio interistituzionale, creato ad hoc dalla Presidenza del Consiglio nel 2005 e composto da esperti e scienziati. Nelle conclusioni di questo documento emergono due ipotesi: o la sperimentazione di una misteriosa arma segreta militare, oppure una ipotesi di natura extraterrestre: gli Ufo. “Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre – scrisse l’Espresso – potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali, oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato…” Proprio convinti che HAARP non c’entri nulla? (12 dicembre 2009)

Gialli.it

Fonte: http://www.gialli.it/progetto-haarp-quando-il-clima-diventa-arma-militare

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