Crocifisso, intollerabile assalto alla Corte

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Comprendiamo le preoccupazioni e persino il dolore di quanti si sono senititi colpiti e amareggiati per la decisione della corte di Strasburgo in merito al crocifisso nelle scuole.

Sarebbe sbagliato liquidare questi sentimenti con sufficenza o peggio con disprezzo, tra gli indignati ci sono tante persone perbene, credenti veri e non politicanti in cerca di strappare qualche voto.

Quello che, invece, non può essere tollerato è il vero e proprio assalto contro la corte, condotto da avventurieri di ogni tipo che vogliono colpire e delegittimare un tribunale che, in tante occasioni, ha dimostrato di avere a cuore i diritti e le garanzie, a cominciare da quelli delle minoranze. La Corte di Strasburgo, infatti, ha pronunciato memorabili sentenze in materia di libertà religiosa, sessuale, politica, e ha difeso principi universali quali il diritto ad una libera informazione o il rifiuto di qualsiasi pratica vessatoria nei confronti degli imputati e dei carcerati.

Da questa Corte, per esempio, sono venuti solenni richiami all’Italia per l’uso eccessivo della carcerazione preventiva e per la lunghezza dei processi. In queste occasioni la medesima Corte è stata salutata come un baluardo della civiltà e del diritto.

In queste ore, invece, la medesima corte viene descritta come un covo di massoni, di illuministi atei, di nemici delle radici cristiane dell’Europa.

Passi, lo abbiamo detto, per l’amarezza di chi davvero si sente minacciato, ma lo stesso principio non può valere per ministri, politici, avvocati, che usano un linguaggio da trivio, si abbandonano a modi e toni che avrebbero fatto impallidire i vandeani. Alcuni di costoro hanno con i 10 comandamenti lo stesso rapporto che un congresso di boia potrebbe avere con l’amore per la vita…..

Tra Gesù e Toto Riina o lo stalliere Mangano non avrebbero avuto esitazione alcuna a condannare l’immigrato clandestino, barbuto e nemico dell’ordine costituito.

Forse anche il televoto avrebbe condannato Gesù a lasciare la casa del grande fratello berlusconiano.

Per costoro la “guerra del crocifisso” è solo un pretesto per far dimenticare ben altri peccati, per rinsaldare una non santa alleanza tra trono e altare, per raccattare qualche voto tra i devoti per poi devolverlo al clan dei Barabba di turno.

Per l’amarezza dei credenti abbiamo rispetto, per lo sdegno degli atei finti devoti proviamo solo schifo e si tratta di un eufemismo…

Giuseppe Giulietti

Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/crocifisso-intollerabile-assalto-alla-corte/

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