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di Susanna Ambivero

Dopo aver descritto la vicenda che ha coinvolto l’assessore all’ambiente della regione Campania Walter Ganapini, che durante un colloquio con alcune associazioni ambientaliste aveva denunciato gravissimi atti di intimidazione che erano stati messi in atto nei suoi confronti per condizionarne le scelte, è doveroso riportare quali sono state le conseguenze di questi seri avvenimenti. Nulla. Sembra quasi che l’Italia intera, i suoi organi istituzionali, coloro che sono preposti all’ordine pubblico, tutti insomma si siano assuefatti ad un modo di agire e di parlare che, se fossero utilizzati per la trama di una fiction televisiva, non esiteremo a biasimarli aspramente per la poca moralità dimostrata. Purtroppo queste vicende accadono nella vita reale e bisogna constatare che ormai siamo arrivati ad un punto tale di anestesia che ogni sopruso, invece che spingere alla ribellione, fortifica la certezza dell’inevitabilità dei fatti sprofondandoci ancora di più nell’apatia. Solo in questo modo possiamo giustificare la totale assenza di reazione; la trasformazione da cittadini ad apatici e disgregati sudditi si può dire completata. Nessuna azione concreta è seguita alla diffusione delle dichiarazioni dell’assessore Ganapini che accusava apertamente alte cariche dello Stato di aver interferito con il suo lavoro. La magistratura non si è mossa, la politica non ha dato cenno di volersi interessare minimamente all’accaduto, anche all’onorevole Ganapini è bastato fare spallucce per ignorare tutto ciò che era accaduto e proseguire nella vita pubblica come se nulla fosse. Eppure ciò che è stato dichiarato è di incontestabile gravità. Sicuramente l’omertà che troppo spesso circonda le attività camorriste riveste un ruolo di primaria importanza e come purtroppo è risaputo le vicende connesse alla gestione dei rifiuti in Campania e la camorra vanno a braccetto da molto tempo. Il traffico di rifiuti speciali provenienti da ogni parte d’Italia e poi seppelliti in ogni cava o buco della regione movimenta così tanti soldi da rappresentare terreno fertile per l’instaurarsi di collusioni tra interessi malavitosi e i rappresentanti locali del governo, rapporti nati con il fine di spartirsi al meglio i lucrosi proventi. Luigi Cesaro, deputato PdL alla Camera e presidente della provincia di Napoli; Nicola Cosentino, coordinatore regionale PdL in Campania e sottosegretario di Stato all’economia e alle finanze; sono solo due dei nomi di politici appartenenti al numeroso gruppo di rappresentanti istituzionali indicati dai pentiti di camorra come complici in varia misura dei clan. Eppure questa volta la camorra è da inquadrare solo come comprimario di un immobilità tutta istituzionale. A non accettare di subire supinamente le mancanze altrui è rimasto uno sparuto gruppo di gente qualsiasi, normali cittadini che vengono comunemente additati dall’opinione pubblica come i primi indolenti che tollerano lo stato attuale delle cose. Queste persone non sono riuscite a digerire l’ennesimo boccone amaro servito da istituzioni che da una parte esibiscono con gran clamore lo spettacolo dello scempio inflitto alla terra di Campania e dall’altra si barricano dietro le loro scrivanie quando è il momento in cui bisogna agire. Il Co.Re.ri. è l’organo di coordinamento per molti comitati e associazioni cittadine nate per affrontare, ognuno con i propri mezzi, l’emergenza rifiuti. In questi giorni il Co.Re.ri. ha provato a fare un consuntivo dell’operato dell’ass. Walter Ganapini, anche e sopratutto in virtù dei fatti che sono ultimamente accaduti. E’ da premettere che il coordinamento ha, in passato, spesse volte collaborato con l’assessore all’ambiente. Il curriculum di Walter Ganapini, ex uomo Greenpeace, aveva fatto sperare alla cittadinanza di aver finalmente trovato un interlocutore nelle istituzioni sensibile alle problematiche di eco sostenibilità. In collaborazione con l’assessore era stato istituito il “forum rifiuti Campania”, uno strumento atto a facilitare il dialogo tra i cittadini e le stanze del palazzo. Ganapini chiedeva la diretta collaborazione alla cittadinanza per definire un piano di smaltimento rifiuti che avrebbe dovuto essere veramente risolutivo del problema che da tanti anni affligge la Campania. E’ stato proprio tramite questo forum che Walter Ganapini ha fatto gravissime denunce. Ha DENUNCIATO il ritrovamento nei cassetti della Regione di un piano rifiuti costato un milione di euro e mai utilizzato; Ha DENUNCIATO che undici impianti di compostaggio erano stati pagati interamente dalle casse dello Stato e non erano mai stati utilizzati e entrati in funzione, come ad esempio è accaduto ai siti di San Tammaro e Caivano; Ha DENUNCIATO rotovagliatori e macchinari pagati profumatamente e tenuti ancora imballati e mai utilizzati; Ha DENUNCIATO la discarica di Parco Saurino 3, una zona pronta e attrezzata per poter raccogliere una quantità di rifiuti tale da poter evitare l’ultima ondata dell’emergenza rifiuti ma mai utilizzata; Ha DENUNCIATO l’ASIA, definendola come il cancro della Campania, e la Recam oggi Astir per le sue inadempienze. Ganapini si è però rivelato essere solo una persona a cui era stato affidato il compito di calmierare il dissenso sociale tentando di contenere il più possibile l’azione di disturbo degli ambientalisti campani. Le sue denunce, sia quelle sopra descritte che quella oggetto dell’articolo pubblicato in precedenza su questa rubrica, sono state fatte solo alla cittadinanza. E’ solo così che si spiega l’incomprensibile atteggiamento di un rappresentante delle istituzioni che, venuto a conoscenza di fatti di così grande rilevanza, non dà seguito alle sue stesse denunce se non parlandone ufficiosamente con i cittadini. Se questo non è un atteggiamento sintomo di collusione con il sistema che lavora affinche permanga una situazione di grande difficoltà è quantomeno indice di colpevole apatia e grave disinteresse per la missione che venendo eletti si è chiamati ad assolvere. Il Co.Re.ri., alla luce dell’operato dell’assessore in oltre un anno e mezzo di assessorato, tira dunque le somme.

  • · NESSUN impianto di compostaggio è realmente funzionante se non piccoli impianti che non danno grandi contributi per la risoluzione definitiva dell’annoso problema.
  • · NESSUN piano serio di raccolta differenziata per il comune di Napoli è stato iniziato. Grazie all’operato di Fortin, massimo dirigente dell’Asia e inceneritorista convinto, si vuole dimostrare che la raccolta differenziata è una spesa che non vale l’impresa e che l’unico affare che in questo momento è attuabile è accaparrarsi l’inceneritore sito a Ponticelli.
  • · NESSUN serio revamping degli ex CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti) ora ridotti dal governo a STIR, siti di tritovagliatura e imballaggio rifiuti.

L’unica operazione che l’assessore Ganapini ha portato a conclusione in materia di rifiuti è un famigerato accordo stipulato con i cementifici che permette di bruciare in industrie che sono già state classificate come insalubri di prima classe quello che ci si ostina a definire CDR ma che ormai è risaputo essere un rifiuto indifferenziato. L’operazione lascia adito anche ad altri dubbi poiché i cementifici campani sono impianti obsoleti sui quali già pendono ordinanze che ne obbligherebbero la delocalizzazione data la loro vicinanza ai centri urbani, oltre che essere oggetto di precedenti procedimenti giudiziali. Solo uno dei dubbi che le dichiarazioni di Ganapini avevano fatto sorgere sembra abbia trovato spiegazione, un amara spiegazione però. Alla domanda del perché è stata abbandonata con molta fretta la discarica di Parco Saurino 3, nonostante fosse già fornita di tutti i macchinari e i componenti necessari, la probabile risposta si può trovare nel fatto che la discarica sorge su un terreno sequestrato alla famiglia del noto camorrista Francesco Schiavone e i primi scavi abbiano rivelato l’esistenza di tonnellate di rifiuti tossici li sotterrati e il cui ritrovamento, se fosse stato denunciato pubblicamente, avrebbe costretto le autorità a imporre una poderosa e costosissima bonifica del territorio. Per tutte queste ragioni il Co.Re.ri chiede le dimissioni dell’assessore Walter Ganapini, una richiesta che viene da parte di chi, forse per poca capacità di analisi storica della politica, ha visto in lui una luce nel buio, una luce che purtroppo bisogna ancora continuare a cercare.

Susanna A. Pejrano Ambivero (Milano, 06 Agosto 1971) ha una formazione medico scientifica, spesso impegnata in battaglie sociali e culturali soprattutto nell ambito del contrasto alla mentalità mafiosa. Vive nel profondo nord, a Cologno Monzese (MI), località tristemente nota per fatti di cronaca legati a ‘ndrangheta e camorra.

Fonte: http://domani.arcoiris.tv/?p=2481

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