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Sul mare Artico (Justin Sullivan, Getty Images) Sul mare Artico (Justin Sullivan, Getty Images)

Nell’estate del 2030 sarà possibile navigare in acque aperte al Polo nord. I dati dell’ultima spedizione della Catlin Arctic Society, un’associazione che monitora l’Artico in collaborazione con il Wwf, sono drammatici, peggiori delle più fosche previsioni. La superficie dei ghiacci perenni è diminuita di un terzo dal 1979 e rispetto al 2004 è più sottile del 40 per cento. I buchi e le spaccature si sono ingranditi e sono aumentati i ghiacci che risultano formati da meno di un anno. Anche se nel 2009 l’area coperta era maggiore rispetto al 2008 e al 2007, gli ultimi cinque anni sono i peggiori della storia. Molti gruppi di ricerca della Nasa o di università prestigiose come Cambridge hanno raccolto dati che confermano la previsione secondo cui i ghiacci estivi potrebbero scomparire entro i prossimi vent’anni. L’unica voce fuori dal coro è quella di Vicky Pope, direttrice del servizio meteorologico nazionale britannico, secondo cui queste “previsioni apocalittiche” ingannano il pubblico. “Il deterioramento riscontrato negli ultimi due anni potrebbe anche essere causato da normali fluttuazioni climatiche, e il ghiaccio estivo potrebbe riformarsi di nuovo nei prossimi anni”.

Fonte: http://www.internazionale.it/home/?p=7713#more-7713

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