Stampa / Print

«L’Europa è come la Bella Addormentata: dorme. Svegliatela, per favore! Qualcuno le ricordi che il Trattato di Amsterdam è violentato da un manipolo di feroci extralegalitari che stuprano commi e protocolli, incendiano direttive e ballano sui cadaveri dei legislatori

Il governo Berlusconi è un governo liberale, anche se ultimamente libertino calza meglio. Berlusconi ci tiene a specificare che è sempre stato un editore liberale: ha sempre lasciato liberi i suoi direttori di giornale e telegiornale di dire e fare secondo coscienza. Montanelli ne sapeva qualcosa.
E’ talmente liberale che non si limita a stendere la sua longa manu sui media che gli appartengono, ma generosamente vuole esportare questo suo liberalismo anche ove non gli compete, così come l’America – e noi con leiesporta democrazia. L’ha esportato nelle trasmissioni di Biagi, Luttazzi e Santoro in occasione dell’Editto Bulgaro. L’ha esportato anche nelle fiction, dettando l’agenda delle attrici al soldato Saccà, che nella frenesia orgasmico-adulatoria l’aveva paragonato addirittura al papa. In quell’occasione, il prodigo nanocrate esportava liberalismo e nel contempo coltivava il suo hobby preferito: il golpe. Un colpo al cerchio e uno alla botte, come si suol dire. Datemi una leva e vi solleverò il mondo. Berlusconi è meno sborone: datemi una Troia e vi solleverò uno stato: il cavallo di Troia – per l’appunto – era Evelina Manna, voto di scambio al Senato per rovesciare il governo. Altro che le élite di merda golpiste di Renato Brunetta: dalla P2 in poi, Berlusconi è un campione della specialità olimpica “lancio del governo”, nell’albo d’oro insieme a Pietro Mennea, Sara Simeoni e pochi altri.
Questa volta, l’esportatore di libertà si presenta a casa Santoro e cerca in tutti i modi di vendere la sua polizza liberale. Se non firmi si offende e scatena i suoi braviScajola e Romani -, che in perfetto stile mafioso iniziano a minacciare ritorsioni. Lo stile è inequivocabile: gli estorsori di bassa lega minacciano i negozianti di mandargli a fuoco il negozio; quelli più evoluti, i politici locali, minacciano il ritiro della licenza: il governo, l’estorsore maximo, minaccia un’azienda – la RAI – di togliergli il contratto se non paga il racket dell’informazione pilotata. Il conflitto si svolge completamente al di fuori di ogni regola istituzionale, ma nessuno se ne accorge. Tanto, l’italiano dorme sonni profondi e sogna isole di sfaccendati perditempo che esibiscono la loro vacuità di fronte ad un pubblico ammaestrato che applaude a comando, come fanno i figuranti speciali negli studi televisivi. L’Europa è come la Bella Addormentata: dorme. Svegliatela, per favore! Qualcuno le ricordi che il Trattato di Amsterdam è violentato da un manipolo di feroci extralegalitari che stuprano commi e protocolli, incendiano direttive e ballano sui cadaveri dei legislatori. Del Trattato di Amsterdam ho parlato approfonditamente nel post Tele Vaticano de 20 agosto scorso. Eravate tutti al mare, così vi ripropongo il video, oggi più attuale che mai.
Sarò tautologico: il servizio pubblico è pubblico. Non lo dico io, lo dice il Protocollo sul Sistema di Radiodiffusione Pubblica negli Stati Membri, che lo stato italiano ha firmato il 2 ottobre 1997 ad Amsterdam. Il protocollo stabilisce che il servizio televisivo pubblico di uno stato membro vada collegato alle esigenze democratiche, sociali e culturali della società e all’esigenza di preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione. Ogni stato membro può organizzarsi come crede, a patto che vi sia un’autorità specifica che funga da garante e vigili sull’osservanza di queste direttive. A vigilare è stata preposta l’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni. Il 5 aprile 2007 il Ministero delle Comunicazioni ha siglato, per conto dello stato italiano, un contratto di servizio triennale con la RAI, in scadenza per l’appunto nel prossimo dicembre. In tale contratto si stabiliva in che modo, esattamente, la RAI dovesse assolvere al compito di soddisfare le esigenze democratiche, sociali e culturali, e come avrebbe dovuto preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione. Sono stati definiti nove generi, dall’informazione all’approfondimento all’intrattenimento e così via, e per ogni genere la percentuale esatta sul totale del palinsesto. Ogni sei mesi la RAI deve mandare all’AGCOM dettagliato rapporto sull’osservanza di queste regole. Il nostro servizio di radiodiffusione pubblica è totalmente inosservante del contratto di servizio triennale. Nel post Tele Vaticano sono elencati dettagliatamente i programmi televisivi erogati per ciascun genere contrattuale. Oltre i due terzi del genere approfondimento, per esempio, sono stati occupati per intero dalla Chiesa Cattolica. Senza nulla togliere al Vaticano, e tralasciando per un momento l’esistenza di altre religioni che in uno stato laico dovrebbero trovare appropriata collocazione, esistono anche l’arte, la storia, la filosofia… In Italia, invece, approfondiamo solo la vita di Padre Pio, di San Francesco e di Gesù di Nazareth. Il resto non esiste. Per quanto riguarda il genere informazione, invece, RAI1 si è confermato organo di propaganda governativa, avendo in palinsesto solamente cerimonie delle forze dell’ordine e passerelle per il presidente del Consiglio e per il capo dello Stato. Dopo aver ricevuto il rapporto semestrale Rai, l’AGCOM non ha contestato nessuna violazione contrattuale sulla composizione dei generi informazione e approfondimento. Di contro, il segretario generale dell’AGCOM avrebbe consegnato venerdì a Mauro Masi, direttore generale Rai, un monito a rispettare il codice etico e il contratto di servizio. Il problema? Michele Santoro e Marco Travaglio. Multe fino al 3% del fatturato RAI, ovvero circa 90 milioni di euro. Nessuna delegazione politica può commissariare il servizio pubblico. Il Trattato di Amsterdam assegna le finalità del servizio pubblico all’assolvimento delle nostre esigenze, e subordina il pagamento di un canone all’esclusivo adempimento di queste finalità. La RAI è nostra. Scajola e Romani devono starsene a casa loro. Il compito di valutare il rispetto del contratto tra i cittadini e la RAI spetta all’AGCOM, non agli scagnozzi di Mister 3%. Fatelo sapere a Scajola: modulo contatti Scajola
Fatelo sapere alla RAI: modulo contatti RAI
Fatelo sapere all’AGMCOM: modulo contatti AGCOM
Fatelo sapere all’Europa: modulo contatti Viviane Reding
Fonte: http://www.byoblu.com/post/2009/09/28/Il-Trattato-di-Amsterdam.aspx

About the author

Related Post

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.