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rice-farmer.jpg La notizia è di quelle che mettono i brividi, davvero. Per metterla giù semplice, non c’è abbastanza riso per nutrire il mondo, così afferma il direttore generale dell’International Rice Research Institute. Il mondo si nutre di riso, anche se noi andiamo avanti a maccheroni e altri a cheeseburger. Il problema non è quello di produrre riso a sufficienza, cosa anche possibile, ma mantenere il prezzo del riso intorno ai 300 dollari a tonnellata, cosa che permette ai piccoli produttori dei Paesi poveri di ottenere qualche profitto, e contemporaneamente permettere ai consumatori più poveri di poterlo acquistare. Per ottenere ciò, abbiamo bisogno di produrre ulteriori 8-10 milioni di tonnellate di riso rispetto all’anno precedente nei prossimi venti anni. Significa circa 200 milioni di tonnellate in più per il 2020, se non sbaglio i conti. Un’enormità. E significa anche che i Paesi più consumatori non sono in grado di sostenere tale crescita nella produzione, e andranno altrove a cercare terre da sfruttare. Terre che saranno tolte a Paesi ancora più poveri, che le cederanno in cambio di qualche promessa. E’ già successo in Madagascar, con grande scandalo mondiale: ma lo scandalo non fermerà l’inevitabile. Ci saranno altri Madagascar, e se ne parlerà sempre di meno. E’ una produzione legata al prezzo, che deve restare basso per forza. Molto più anelastica del petrolio, che quando sale di prezzo ha comunque un margine di diminuzione della domanda. Diminuire la domanda di riso perché costa troppo significa condannare a morte la gente. Certe volte penso che pensare alla decrescita è tanto bello, e anche tanto impossibile. Moltissimi al mondo non possono decrescere più di così, e tutti ne pagheremo il conto. http://petrolio.blogosfere.it/2009/09/il-riso-non-basta-piu.html

Fonte:http://mercatoliberonews.blogspot.com/2009/09/quale-il-problema-ci-sara-la-rispresa.html

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