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Sul sito del “IlSole24ORE”, a proposito di mutui (ma va bene lo stesso ai fini del nostro discorso) sono state pubblicate le previsioni a tre anni sia dei tassi Euribor 3 mesi, che di quelli IRS a 3,5,10,15,20,30 anni, ricavate dai future (quindi non previsione di analisti).
In base a detti dati emergono alcune considerazioni:
Per quel che riguarda l’Euribor a 3 mesi, notiamo una lenta ma inesorabile ascesa, in quasi 3 anni gli investitori si aspettano un rialzo di circa 2,40%.
Per i tassi a 3,5,10,15,20,30 anni, a 3 anni l’incremento sarà rispettivamente dell’ 1,49%, 1,14%, 0,71%, 0,43%, 0,22%, 0,18%.
Come si può osservare, più la scadenza è lunga minore sarà l’aumento dei tassi, questo perché l’aspettativa (da parte di chi investe in future) è quella di una crescita debole con contenimento dell’inflazione.
Ipotizziamo che lo scenario futuro sia questo, come bisognerà comportarsi con il reddito fisso?
Bisogna in portafoglio soppesare i titoli legati all’Euribor (possibilmente a 3 mesi), oppure acquistare titoli a tasso fisso a breve scadenza, mentre quelli con scadenza superiore ai 3 anni vanno venduti.
Poi esistono dei titoli a tasso variabile legati all’inflazione a mio avviso, non possono mancare in un portafoglio ma il loro peso dipende dalle nostre aspettative inflattive.
Quello che posso dirvi è di cercare di capire se all’interno della BCE prevalgano i “falchi” o le “colombe”. Se vinceranno i primi, la Banca Centrale alzerà i tassi per prevenire l’inflazione, anche se così frenerebbe l’economia, quindi non sarebbe molto conveniente inserire detti titoli soprattutto quelli con scadenza lunga; se invece vincessero i secondi, sarebbe più conveniente soppesare gli inflation linked.
Altri titoli a tasso variabile sono quelli legati ai tassi Swap, di questi inizieremo a parlare la settimana prossima.

Fonte: http://mercatoliberobond.blogspot.com/

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