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[La Vanguardia]
L’Italia accusa di evasione fiscale il mitico attore Rocco Siffredi
Le autorità tributarie italiane, uno dei paesi occidentali con il maggior tasso di evasione fiscale, stanno portando avanti una campagna per identificare i trasgressori, soprattutto quelli che hanno portato i loro capitali all’estero. Forse non è casuale che, in un chiaro intento di dare il buon esempio, sia così rilevante l’indagine in corso su un personaggio molto conosciuto, Rocco Siffredi, considerato per anni il re del porno.
Siffredi – questo è il nome artistico, in realtà il suo cognome è Tano – è un ex attore, regista e produttore di film a luci rosse. Di fama internazionale tra i fruitori del genere, è sospettato di aver occultato al fisco italiano centinaia di migliaia di euro, avvalendosi di società fittizie all’estero.
Conosciuto negli Stati Uniti, la mecca dell’industria pornografica, col soprannome di The Italian Stallion, fin da molto giovane Siffredi aveva colpito per la sua naturale predisposizione a lavorare in questo tipo di film e le sue eccellenti prestazioni nelle scene più spinte. In Italia preferiscono un’espressione più sobria e lo chiamano Pornodivo. Dopo aver girato più di 1300 film, nel 2004 Siffredi ha deciso di ritirarsi dalla carriera di attore, preoccupato per l’impatto che avrebbe potuto avere la sua attività sui due figli, anche se non ha lasciato del tutto l’attività.

Siffredi sostiene di vivere per la maggior parte dell’anno in Ungheria, il paese d’origine di sua moglie, Risza Tassi – ex miss magiara, nonché ex attrice porno – per cui non ha senso che il fisco italiano rivendichi il suo patrimonio. Ma gli investigatori l’hanno sorpreso a usare una lussuosa residenza romana, di cui avrebbe cercato di nascondere la proprietà, facendola figurare a nome di una società britannica. Gli è stato anche fatale il fatto di aver comprato una moto e un’automobile di gamma alta. I dati incrociati dal fisco indicherebbero che il luogo principale della sua residenza risulta Roma e non Budapest, smascherando quindi la sua copertura finanziaria.
L’attuale legge italiana dello “scudo fiscale” prevede un’amnistia quasi totale per le persone che, volontariamente, procedano al rimpatrio dei loro capitali e intendano regolarizzare la loro situazione. Ma ciò non si applica a coloro che sono soggetti a un’indagine per frode, nonostante il partito di Berlusconi, Popolo della Libertà, stia studiando una generosa modifica che permetta di godere dello scudo anche a persone come Siffredi.

Fonte: http://italiadallestero.info/archives/7858

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