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[De Standaard] Intervista – Bruxelles – “Non accetteremo più gli attacchi di Berlusconi. La gente deve rendersi conto che il diritto ad una informazione obiettiva è in pericolo”, dice Roberto Natale, segretario del sindacato dei giornalisti italiani. Oggi pomeriggio trecento pullman da tutta italia si dirigeranno a Roma per una grande manifestazione per la libertà di stampa in Italia. “A tutto c’è un limite”, dice il promotore Roberto Natale, segretario del sindacato dei giornalisti italiani FNSI, al telefono da Roma. “Non accetteremo più gli attacchi personali del premier Silvio Berlusconi, adesso basta.” Lei protesta contro le interferenze della politica nel giornalismo televisivo e quelle dell’industria nel mondo dei quotidiani. In Italia questo accade già da molto tempo. Perchè proprio ora una manifestazione? “Perchè negli ultimi tempi sta andando di male in peggio. Il governo Berlusconi ha pronto un disegno di legge che proibisce ai giornalisti di pubblicare il testo delle intercettazioni telefoniche contenute nei dossier processuali. Questa proposta mette in pericolo tutto il giornalismo d’inchiesta in Italia e diventa di conseguenza un problema sociale”. “Inoltre il premier Berlusconi ha denunciato i quotidiani La Repubblica e L’Unità (per la diffusione di notizie sulla sua vita privata, ndr). Fuori dai tribunali Il Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, intraprende una crociata personale contro chiunque critichi il premier. E’ stato così che Il Giornale ha infangato la reputazione del direttore de L’Avvenire, il quotidiano della CEI, e questo gli è costato il posto”. “Per non parlare degli innumerevoli e frequenti attacchi contro programmi della RAI, l’emittente pubblica. Oppure l’appello di Berlusconi agli imprenditori di non comprare spazi pubblicitari sulla stampa che critica il governo. Per tutte queste ragioni, questa è davvero l’ultima goccia”. Questi esempi li conosce solo l’italiano molto ben informato. Il suo messaggio critico non sfugge invece al cittadino medio, che si informa solo attraverso la televisione? “Gli italiani non sono lettori di giornali, sicuramente per il settanta per cento l’unica fonte di informazione sono i telegiornali. Proprio per questo abbiamo scelto Piazza del Popolo per la manifestazione, una grande piazza popolare giusto al centro di Roma. Ci aspettiamo decine di migliaia di manifestanti e spero che, oltre a moltissimi giornalisti, partecipino anche un gran numero di italiani “normali”. Questi ultimi devono capire che il loro diritto ad un’informazione veritiera ed obiettiva è in grave pericolo”. L’ampio controllo esercitato sui media porta in Italia anche a molta auto-censura. Manifestate anche contro questo? “Se l’informazione critica può essere punita con una richiesta di risarcimento danni da parte del premier, i giornalisti ed i media tenderanno ad autocensurarsi. L’informazione sulla crisi economica o la criminalità organizzata è relegata ai margini ed evita spesso i fatti. Il livello dell’informazione in Italia deve crescere. Non facciamo paragoni con la libertà di stampa a, diciamo, Cuba o in Iran, sarebbe ridicolo. Ma l’Italia, come democrazia europea, dovrebbe avere l’ambizione di informare in modo più critico e più approfondito su quanto effettivamente accade in questo paese”. [Articolo originale “‘Niveau berichtgeving in Italië moet hoger'” di Ine Roox]
Fonte: http://italiadallestero.info/archives/7890

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