Stampa / Print
[O Globo] Secondo Polizia e magistratura, gli attivisti dei gruppi neofascisti in Italia sono quasi 60.000. Molti sono legati alle tifoserie violente negli stadi, alcuni sono legati alle ronde cittadine recentemente legalizzate, ma tutti sono accomunati dall’odio razzista nei confronti di immigrati, zingari e omosessuali. Nel paese che ha inventato il fascismo e che ha sempre mantenuto – nonostante la sconfitta della Seconda Guerra mondiale – un nucleo consistente di nostalgici e collezionisti di cimeli di Benito Mussolini, il ritorno dei seguaci del “Duce” spaventa tanto quanto il ritorno dei nazisti in Germania. Anche perché nel caso dell’Italia alcuni dei leader dell’estrema destra hanno conquistato seggi in Parlamento. A cominciare da Alessandra Mussolini, che il premier Silvio Berlusconi ha voluto con sé durante la campagna elettorale del 2008 come una delle vittorie della coalizione de La Casa delle Libertà. Alessandra, discendente di Mussolini e nipote di Sofia Loren, ora è eurodeputata. Ha riunito vari gruppi neofascisti sotto l’ala del suo partito Azione Sociale dando dignità politica a personaggi che fino ad allora erano conosciuti per lo più nei tribunali e nei commissariati. I segnali sono chiari. Ogni anno 600.000 persone visitano la tomba di Mussolini. Il Paese non assiste passivamente a questo fenomeno: ogni riunione dell’estrema destra provoca reazioni. Com’è avvenuto a Milano ad aprile, durante un seminario organizzato da Forza Nuova che ha riunito organizzazioni neofasciste di tutt’Europa, come il Partito Nazionale Britannico (BNP) o il francese Fronte Nazionale e il greco Linea del Fronte. La presenza più provocatoria dei fan di Mussolini si registra sugli spalti degli stadi. Ad eccezione dei tifosi del Livorno, tradizionalmente di sinistra, tutte le altre tifoserie organizzate hanno come denominatore comune i simboli, i gesti e gli slogan fascisti. A ottobre del 2008 il mondo intero ha assistito in televisione al triste spettacolo della tifoseria fascista durante la partita della Nazionale contro la Bulgaria per le eliminatorie della Coppa del Mondo: svastiche, braccia tese nel saluto romano, grida di “Viva Mussolini” hanno invaso lo stadio di Sofia. Altro ambito in cui i fascisti sono sempre più visibili e attivi sono le cosiddette ronde cittadine, diventate legali dalla settimana scorsa grazie al governo Berlusconi. In varie città italiane i rondisti si presentano in divisa, a volte con camicia nera, spille con il profilo di Mussolini ed emblemi dei 21 anni della dittatura fascista in Italia (1922-1943). Secondo il deputato Jean-Leonard Touadi, di origine congolese ed eletto nel partito di centro-sinistra Italia dei Valori, queste ronde rappresentano un’abdicazione da parte del governo.
“Non è possibile privatizzare la sicurezza – spiega Touadi – È una strada pericolosa, che può distruggere la democrazia”. In generale i rondisti non possono circolare armati: l’unica arma dovebbe essere il cellulare, per chiamare la polizia. Ma in alcune città del nord i ragazzi usano manganelli e pistole elettriche “per spaventare”, dicono. I gruppi neofascisti hanno vari obiettivi. Dai tradizionali “rossi” – chiamati con disprezzo zecche – agli immigrati arabi, africani e latinoamericani, zingari, omosessuali ed ebrei. Gli episodi di omofobia si sono moltiplicati a Roma e in altre città. Dall’inizio dell’anno si sono avute più di 60 aggressioni contro gay e lesbiche. Tra il 2005 e il 2008 le aggressioni di questo tipo sono state 262. Nella maggioranza dei casi gli aggressori non sono stati scoperti, ma tutti sanno che fanno parte di gruppi neofascisti. Come il romano Alessandro Sardelli, conosciuto come Svastichella, che accoltellò ad agosto una coppia gay nel quartiere Eur. Svastichella è stato arrestato. Ha dichiarato che non sopportava di vedere uomini che si baciano e perciò aveva aggredito i ragazzi.
La persecuzione contro gli zingari, parzialmente legittimata dal governo Berlusconi, ha provocato un esodo. Dei 165.000 zingari che vivevano nel Paese l’anno passato, ne restano solo 35.000. Quando aggrediscono gli immigrati i fascisti possono contare sull’appoggio politico della Lega Nord, il partito xenofobo e separatista alleato di Berlusconi. La battaglia contro il diverso è diffusa: i nemici sono gli stranieri. Tanto che il mese scorso il gruppo di estrema destra Cuore Nero ha invitato un eurodeputato della Lega a tenere una lezione. Anni fa il deputato Mario Borghezio si è fatto pubblicità con una campagna contro “gli sporchi negri”. A Milano andava disinfettando con la varechina i treni usati dagli operai e dalle prostitute stranieri. L’apologia del fascismo per le leggi italiane è reato. Ma oggi i fascisti possono contare su deputati, su finanziamenti e sul sostegno politico come non è mai accaduto negli ultimi 60 anni. Alcuni hanno trasmigrato verso la destra moderata, come il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che da giovane era un attivista neofascista. O come il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che elogia “l’eroismo delle milizie della Repubblica di Salò”, il governo fascista instaurato nel 1943 nella parte d’Italia controllata dai nazisti. L’unico leader del vecchio partito neofascista Movimento Sociale Italiano che ci tiene a sottolineare che non ha più niente a vedere con le organizzazioni di estrema destra è il presidente della Camera Gianfranco Fini. Dagli attivisti è considerato un traditore. [Articolo originale “Embalados por maior apoio político em 60 anos, neofascistas ganham espaço na Itália” di Vera Gonçalvez de Araujo]

Fonte: http://italiadallestero.info/archives/8145

About the author

Related Post

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.