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torture a Guantanamo

Musica sparata a volume altissimo, per ore ed ore. Brani heavy metal, pop, country e rap, ma anche alcune canzoncine per bambini americani sarebbero stati usati durante il mandato di George W. Bush, per torturare prigionieri.
La scena musicale USA è in rivolta. Un numeroso gruppo di artisti ha ieri chiesto al Congresso di Washington di declassificare, in base alla Legge sulla Libertà di Informazione, il nome dei brani usati nel carcere di Guantanamo, così come nelle prigioni segrete della CIA, per torturare i prigionieri. Artisti del calibro di James Taylor, Rosanne Cash, David Byrne, Billy Bragg, Steve Earle, Jakcon Browne, Bonnie Raitt e T Bone Barnett, Christina Aguilera, Trent Reznor dei Nine inch nails, Britney Spears, Neil Diamond, AC/DC, REM, Roots, Red Hot Chili Peppers hanno protestato contro l’amministrazione USA firmando un reclamo, ed in particolar modo Tom Morello, chitarrista dei Rage Against The Machine, ha puntato il dito contro Dick Cheney, accusandolo di aver dato spazio ad un’idea di America che non coincide affatto con la sua, e di aver utilizzato la sua musica per “crimini contro l’umanità”.

Un portavoce della Casa Bianca ha già risposto che la musica non fa parte delle pratiche di tortura, dato che queste sono state messe al bando per volontà di Obama, pochi giorni dopo la sua investitura.
Secondo la facoltà di Legge dell’Università di New York, ma anche al seguito di alcune dichiarazioni ottenute da alcuni ex-detenuti, politici e militari che hanno prestato servizio a Guantanamo, citati in un dossier del Washington Post, quella della tortura ‘sonora’ è stata una pratica molto diffusa. Vedremo come risponderà la Casa Bianca se dovesse prolungarsi questa protesta, ma qualcosa ci dice che i responsabili di tali crimini rischiano di farla franca anche questa volta.

Fonte: http://www.climatrix.org/2009/10/heavy-metal-country-e-rap-nella-triste.html

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