Stampa / Print
SOLDI IN ABRUZZO

Il processo all’ex governatore dell’Abruzzo, Ottaviano Del Turco, arrestato il 14 luglio del 2008 nell’ambito della ‘sanitopoli’ perchè accusato di aver intascato tangenti per 6 milioni di euro, inizierà il prossimo anno. Nel frattempo la sentenza di assoluzione, con conseguente delegittimazione dei magistrati, è già stata emessa in maniera bipartisan dall’ex sindacalista della Cgil, deputato del Pdl, Giuliano Cazzola e da Giulio Petrilli, responsabile Pd della provincia dell’Aquila: “Angelini (il re della sanità privata abruzzese, ndr) è come il famoso pentito del caso Tortora. La riforma della giustizia deve trattare la legge sui pentiti per ripristinare criteri oggettivi e seri nelle indagini e nei provvedimenti”. Del Turco, nel Tribunale delle assoluzioni di Porta a Porta si difende così: “volevamo tagliare del 30% i rimborsi alle cliniche, ma siamo stati vittima dei loro poteri forti”. Mentre la Procura ribadisce di aver proceduto non solo grazie alle rivelazioni di Angelini, ma anche ad una serie di prove e riscontri documentali . In attesa che il processo inizi nella sua sede naturale, il Tribunale, e la sentenza venga emessa dai soli deputati a farlo, i giudici, vale la pena di sfogliare l’album delle consulenze e degli incarichi della gestione Del Turco. Le sorprese non sono mancate.

L’Ambasciata a Bruxelles. L’Arssa (Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo) conta di un consulente nella veste di direttore tecnico, seppure non firmi alcun atto amministrativo, che grava sulle casse regionali con oltre 120.000 euro l’anno. In piena intesa con la Regione Abruzzo che possedeva già una sua sede costosissima di 1000 metri quadri con 3.000 metri quadri di dependance e 400 metri quadri di giardino per un costo di 1 milione e 750.000 euro, ha affittato a Bruxelles, al civico 210 della centralissima Avenue Louise, un monolocale di 43 metri quadri a 5.020 euro al mese. Una sorta di mini ambasciata che, va da sé, richiede un ambasciatore. In fondo i soldi sono dei cittadini, e non ci vuole molto a fare una delibera con su scritto “nomina del referente per i rapporti con l’Unione Europea”. Mentre ci vuole molto di più per capire quale fosse il compito dell’ambasciatore Antonio Falconio, 6.600 euro al mese, visto che già c’erano dirigenti contrattualizzati.

La sede a Bucarest. La Giunta Del Turco per valorizzare vino e olio in Romania non si accontenta di una piccola vetrina già esistente, di 40 metri e di due dipendenti, ma crea un incarico di collaborazione ad hoc alla dottoressa Rosalia Montefusco, per 31.500 euro l’anno più rimborso spese. Rendendola amministratrice unica di una società vincitrice di alcuni bandi, indetti dallo stesso assessorato, tra i quali uno per la formazione del personale nella sede di Bruxelles e un altro per la fornitura di assistenza tecnica nel Docup (Programmazione delle Regioni finalizzato all’ utilizzazione dei fondi Europei), cuore della maxi inchiesta sulla spartizione dei fondi europei. La signora affitta, con contratto fino al 2014, un immobile di alta rappresentanza al 14 della residenziale via Modrogan di Bucarest: 204 metri quadrati più terreno di 500 metri quadrati a 8711 euro mensili. Del Turco, per documentare la “rivoluzione morale” della sua Giunta dopo il buco da guinnes dei primati lasciato dai precedenti governi, assume un fotografo. E un vignettista, figlio del sindaco di Collelongo, paese del Presidente e suo compagno di scuola e di partito, a quasi 100.000 euro l’anno con un contratto che all’art. 8 prevede anche l’aspettativa retribuita per gravidanza: satira assicurata mentre delle fotografie non c’è neppure l’ombra.

Fioccano i contratti. In tre anni la direzione Affari della Presidenza, Politiche legislative e comunitarie ha deliberato 80 incarichi co.co.co. per oltre 1,8 milioni di euro. In un anno, 40.000 euro spesi dall’ufficio di diretta collaborazione del Presidente: contratto co.co.co per la sua segretaria, 80.000 e 300 euro (rinnovato tre volte ogni 6 mesi), per un progetto di “promozione dell’Immagine della Regione Abruzzo attraverso contatti con enti ed istituzioni di paesi stranieri”. 20 mila euro per 6 mesi, invece, per un altro studio dal nome farraginoso e per studi di cui si sono perse le tracce. Consulenze da 20.000 euro l’una affidate da Del Turco per le cose più incredibili. Mentre salta all’occhio un 139.604,28 euro per consulenti incaricati di valutare i rischi sui luoghi di lavoro e individuare gli interventi da realizzare sulle condizioni di sicurezza.

(Ha collaborato PriMaDanoi.it)

da Il Fatto Quotidiano n°16 del 10 ottobre 2009

Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578

About the author

Related Post

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.