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Nel tentativo di spiegare facilmente la Teoria delle Stringhe a chiunque, mi sono imbattuto in due documentari gemelli, l’uno è focalizzato sulla Teoria delle stringhe quale ricerca dell’unificazione di tutte le principali Teorie della fisica, una sorta Teoria del tutto, e nel far ciò spiega tutti i tentativi precedenti succedutisi lungo la strada dell’unificazione, bene.. esso diventa un documentario sullo sviluppo della fisica moderna, da Newton ad Einstein a Bohr e via dicendo..
Il secondo documentario, anch’esso suddiviso per spezzoni, entra più a fondo nella Teoria delle Stringhe.. alla fine diventa un po complesso.. per questo io salterò un pochino dall’uno all’altro, senza mostrarveli entrambi interamente, ma fornendovi infine i links per approfondire entrambi qualora vogliate.. ma in maniera tale da avere comunque una comprensione di base di ogni aspetto della fisica moderna, e ciò in maniera facile ed immediat.
Nella puntata di oggi viene spiegata in maniera semplice ed immediata cosa è la Teoria della relatività generale di Einstein, come ci si è arrivati coniugando le scoperte di 3 secoli prima di Newton sulla gravità, con la scoperta della velocità della luce di Einstein, secondo quest’ultimo la gravità altro non è che una curvatura nel tessuto spazio temporale.
Proviamo con un racconto un po’ piu’ semplice….
Nel
1905 Albert Einstein pubblicava la sua teoria della relatività,
demolendo tutti i concetti principali su cui si basava la concezione
Newtoniana dell’Universo. Secondo tale teoria, lo Spazio non è
tridimensionale ed il tempo non è un’entità a sé. Entrambi sono
profondamente connessi e formano un continuum a quattro dimensioni: il
cosiddetto “ Spazio/Tempo “. In questo senso non è possibile parlare di
Spazio separatamente dal Tempo, e viceversa. Inoltre, si evidenzia la
Non fluidità Universale del Tempo, vale a dire che il Tempo non è
lineare ne assoluto, ma è relativo. Un esempio: Prendiamo due
osservatori che si muovono a velocità diverse: ognuno di loro collocherà
l’avvenimento osservato in maniera diversa dall’altro per via della
diversa velocità. Quindi tutte le misurazioni che coinvolgono lo Spazio
ed il Tempo, perdono il loro valore assoluto. Pertanto, sia il Tempo sia
lo Spazio non sono che elementi che servono a spiegare i fenomeni.
Secondo la teoria della Relatività di Einstein, in condizioni
particolari, due osservatori possono cogliere due avvenimenti in ordine
inverso: cioè, per l’osservatore 1 l’avvenimento A accade prima
dell’avvenimento B, mentre per l’osservatore 2 l’avvenimento B accade
prima dell’avvenimento A.
 
La
concezione umana odierna dello Spazio e del Tempo, è totalmente
ramificata nei fondamentali Newtoniani (Spazio tridimensionale e Tempo
lineare), e che la loro modifica altera completamente i criteri di base
su cui poggia la nostra visione della realtà. A fronte di quasi cento
anni, non abbiamo ancora inglobato, nella nostra vita quotidiana, questo
aspetto della teoria di Einstein della relatività. Per esempio, se
intuiamo che una persona cara, o un amico sta per avere un incidente,
tipo cadere dalle scale, la prima cosa che facciamo è guardare che ore
sono e telefoniamo per accertarci che stia bene. Oltre a ciò, chiediamo
se l’avvenimento presagito sia avvenuto veramente, per verificare la
nostra intuizione. Ma , se ci sentiamo dire che nulla di tutto ciò è
successo, concludiamo a priori che è stato semplicemente uno scherzo
della nostra immaginazione, negando la validità della nostra esperienza
interiore. Perché questo?
Perché questo è un classico processo di pensiero Newtoniano.
Credo
che oramai sia giunto il tempo di porci alcune domande e cominciare
anzitutto a comprendere che tali esperienze interiori non possono essere
spiegate dalle concezioni meccanicistiche Newtoniane, che noi senza
riserva continuiamo sempre a ricorrere per convalidare l’esperienza. Ciò
che abbiamo visto con la nostra immaginazione è stata una esperienza
reale. Poiché il tempo non è lineare, può essere accaduto prima che noi
lo intuissimo, come potrebbe essere in corso mentre lo intuiamo, oppure
verificarsi successivamente. Potrebbe anche trattarsi di un evento
potenziale che non avrà luogo. Quindi, il fatto che non sia avvenuto
quando lo abbiamo “visto” non significa che la nostra intuizione sia
errata. 
 
Conosciamo
tutti la sensazione del Tempo che accelera o che rallenta; ma se ci
abituassimo a osservare i nostri umori, scopriremmo che il nostro Tempo
personale varia a secondo del nostro stato d’animo e delle esperienze
che stiamo vivendo. Come capita quando sta per verificarsi un evento
particolare come un incidente, che indipendentemente dal fatto che poi
si realizzi o meno, a chi vive questa esperienza,i pochi secondi che lo
precedono sembrano un lasso di tempo lunghissimo, interminabile.
L’orologio invece ci dice che sono trascorsi una manciata di secondi,
poiché questo strumento è fatto per misurare il Tempo lineare definito
dalla meccanica Newtoniana. Un altro esempio? A quanti è capitata
l’esperienza di rivedere una persona cara dopo tanti anni, ed avere la
sensazione di averla vista soltanto il giorno prima?
Nella
terapia di Ipnosi Regressiva, una tecnica usata sovente, permette al
paziente di rivivere esperienze infantili come se si svolgessero nel
presente, cancellando l’evento negativo dal presunto passato,
direttamente dal presente! Inoltre, spesso la nostra memoria registra i
fatti in un ordine diverso rispetto alla memoria di un altro, infatti
provate a confrontare i vostri ricordi con i ricordi dei vostri
fratelli.
 
Nella
cultura americana indigena, dove ovviamente l’orologio non esisteva,
quindi privi di strumenti per misurare il tempo in modo lineare,
esistevano due concetti temporali: l’ “adesso” e ogni altro momento
diverso dall’adesso. Anche per gli aborigeni Australiani il Tempo ha
solo due aspetti: il Tempo che “scorre” ed il Grande Tempo; ciò che
avviene nel Grande Tempo è in sequenza, ma non può essere datato. Negli
anni 1960 e 1970 Il dottor Lawrence LeShan,psicologo, condusse
esperimenti su alcuni sensitivi, definendo due tipi di Tempo: il Tempo
lineare, ed il Tempo del “chiaroveggente”. Quest’ultimo appartiene
all’esperienza del sensitivo mentre usa le sue capacità e non è
differente al Grande Tempo degli aborigeni australiani: ciò che accade
ha una sequenza, ma può essere visto soltanto dal punto di vista di chi
sperimenta quel flusso sequenziale. Non appena il sensitivo tenta di
interferire con la sequenza degli avvenimenti, ricade immediatamente nel
Tempo lineare e non è più in grado di assistere ai fatti che eludono il
normale “ qui e ora “. A quel punto deve nuovamente focalizzarsi sul
“Tempo del chiaroveggente”.
Secondo la concezione di Einstein del continuum Spazio-Temporale l’apparente linearità degli eventi dipende dall’osservatore. 
 
In
genere siamo troppo inclini a considerare le nostre vite precedenti
letteralmente come vite fisiche che si sono svolte nel passato in un
ambiente fisico come quello in cui ci troviamo oggi.
Invece
le nostre vite passate potrebbero aver luogo esattamente ora, in un
diverso continuum Spazio-Temporale. Dal momento che viviamo la nostra
vita ORA, ecco che è probabile che stiamo riscrivendo la nostra storia
personale sia passata che futura. Molti di noi hanno
esperienza di “vite passate” e ne avvertono l’influenza come se queste
si fossero svolte poco tempo prima, ma raramente parliamo di come le
nostre “vite future” influiscano su quella che stiamo vivendo “QUI ed
ORA”.
 
Un’altra
importante conseguenza della teoria della relatività di Einstein, è il
concetto che la materia e l’energia sono intercambiabili. La massa non è
altro che una forma di energia e la materia non è che energia rallentata o cristallizzata. I nostri corpi quindi, sono energia.

Fonte: http://mitzafanebas.invictisvictivicturi.org/blog/index.php?option=com_content&view=article&id=126:teoria-relativita-einstein&catid=5:stupirsi
http://fisicaesotericaspirituale.blogspot.it/2011/03/la-relativita-di-albert-einstein.html

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