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IL DEBITO CHE SI STA CREANDO IN QUESTI MESI…CHI LO PAGHERA’???

Vorrei porre l’attenzione su una domanda fondamentale per cercare di dare una risposta sui futuri sviluppi dell’economia:

Il livello del debito costringerà l’ America e gli altri paesi occidentali a riconoscere alti rendimenti ai sottoscrittori del debito nazionale???

Seguendo la razionalità degli individui e l’abc dell’economia, si dovrebbe affermare che :
– se il debito di un paese aumenta (passivo di bilancio) e la ricchezza (attivo) diminuisce, I TASSI D’INTERESSE offerti per remunerare i creditori DOVREBBERO SALIRE per garantire un adeguato compenso a fronte dell’aumento del rischio.

Tuttavia la Banca centrale puo’ manovrare le variabili economiche per far si che ciò non accada.
La FED ad esempio, a fronte di massicce emissioni di debito da parte del GOVERNO USA, sta stampando moneta acquistando grandi quantità di questo debito. (essendoci un grande compratore a un certo prezzo, per ora il debito viene assorbito in maniera artificiale).


Storicamente, la correlazione tra il rapporto debito/PIL e il rendimento delle obbligazioni a lungo termine risulta negativa anzichè positiva in cinque casi su sette. Il caso estremo è quello del Giappone, dove un rapido incremento del debito si è accompagnato con un calo quasi altrettanto rapido dei rendimenti. Fra il 1990 e il 1999 il debito pubblico lordo giapponese è aumentato dal 61 al 108 per cento del PIL, e si prevedeva che avrebbe raggiunto il 130 % nel 2000. Ma i rendimenti dei titoli giapponesi a lungo termine sono scesi da più dell’ 8 per cento nel settembre 1990 ad un minimo inferiore all’ 1% nel novembre 1998.
La ragione per cui non si manifesta una stretta corrispondenza tra l’onere debitorio e i rendimenti è che l’ammontare corrente di debito insoluto in rapporto al prodotto è solo una delle molte misure che condizionano le percezioni degli investitori, e in certi casi può non condizionarle affatto.
Nei paesi industrializzati durante gli anni ’90, le aspettative di inflazione decrescente coltivate dagli investitori ( e, nel caso del Giappone, di una deflazione vera e propria ) hanno contato molto di più dell’aumento del rapporto debito/PIL “

Ma questo …se è stato vero per il passato…potrebbe non valere per il futuro. L’argentina è andata in default NON per il suo debito pubblico (simile a quello italiano) ma perchè fu obbligata a pagare tassi d’interesse alti.
il Giappone è riuscito a tenere i tassi bassi perchè ha permesso i carry trades (tutti si sono indebitati in YEN per comprare altri assets) . L’america riesce a tenere i tassi bassi perchè la Cina e la FED comprano il loro debito e perchè il carry trade si è scatenato. Ma nessuno ricorda che la Borsa Giapponese NON si è MAI piu’ RIPRESA….mentre oggi tutti sono convinti che la crescita sia infinita.
Ma non solo…..davanti a una creazione di moneta dal nulla…gli assets prendono valore perchè mantengono in parte il potere d’acquisto. La moneta non la vuola detenere nessuno perchè non rende nulla e perchè rischia di essere svalutata (quindi tutti comprano obbligazioni a tasso fisso corporate, azioni e materie prime – vedi oro). Ma è un fenomeno difficilmente sostenibile nel tempo…

In Italia i BOT hanno raggiunto rendimenti negativi. Oramai nessun privato li compra più….Sono le banche (e i fondi comuni posseduti dalle banche stesse) che li acquistano. Acquistare BOT a tasso zero, a prima vista potrebbe non sembrare un affare…ma è lo scotto che le banche pagano per tenere basso il costo della raccolta (remunerano a zero il vostro conto corrente) e guadagnare moltissimo sugli impieghi alle aziende o in obbligazioni corporate, o in operazioni speculative borsistiche.

Vi ricordo che le banche sono dei fondi hedge. PER ogni euro di raccolta possono comprare 20 euro di BOT . Il coefficiente di riserva obbligatoria è inesistente o quasi, la leva concessa da Basilea due consente un’espansione della liquidità paurosa.

La totale assenza di conoscenza in campo economico delle persone è fondamentale affinchè questo meccanismo abbia successo.
Il risparmiatore va in banca e non volendo tassi zero sui risparmi viene solleticato a comprare debito con scadenze più lunghe a tasso fisso. Un obbligazione decennale rende il 4% contro un 0% di un bot. Anche i fondi comuni che investono in obbligazioni per ora performano alla grande grazie a tassi che sono scesi sempre negli ultimi 9 mesi. Aziende emittenti e Ministero del Tesoro sono felici di emettere debito a tassi così attraenti Pensate che Tremonti sta emettendo sempre meno BOT, costringendo di fatto gli investitori a comprare carta a lunga scadenza. Fra uno o due anni, al primo rialzo dei tassi le perdite in conto capitale supereranno di gran lunga i vantaggi di un 4% di oggi.

Inoltre l’investitore ha ancora oggi “fiducia” nel sistema. Non è bastata questa crisi economica. non è bastato vedere che l’economia non genera ricchezza (i mercati azionari italiani, dopo un recupero del 100% dai minimi, sono ancora ai livelli pre 2000). Nel frattempo il costo della vita è continuato ad aumentare e i salari sono rimasti al paolo. per non parlare della crescente disoccupazione e del crescente peso del debito pubblico.
L’ITALIA E’ UN PAESE ALLA DERIVA , governato da una classe politica di destra e di sinistra incapace di organizzare un piano di sviluppo economico di ampio respiro.

Anzi la paura della rivolta dei cittadini, da parte delle lobbies governative e imprenditoriali, ha spinto a creare le basi per una sottocultura da paese latino americano.
La stampa e i telegiornali non danno più una informazione corretta. I tagli alla scuola rischiano di abbassare il livello di conoscenza. La totale assenza di educazione economica nelle scuole. La televisione è innondata di giochi idioti, fictions di bassa qualità, e programmi demenziali quali Buona Domenica o Il Grande Fratello.

In questo modo…le persone ogni giorno che passa SONO LEGGERMENTE PIU’ POVERE senza che si rendano conto. Fanno 10 giorni di vacanza invece di 14, scelgono un’alimentazione meno cara, passando dal prosciutto crudo alla mortadella, dal grana alla ricotta confezionata di bassa qualità, dal ristorante alla pizzeria e dalla pizzeria a Mc Donald, dal Jeans di Armani a quello ruvido cinese…

La possibilità di crescita del NOSTRO SISTEMA ECONOMICO VIENE RIDOTTA AL LUMICINO.

Il PIL scende del 5% e tendono a minimizzare la situazione. Il PIL salirà dello 0,00001% e tutti i giornali ne daranno ampio riscontro. I mercati azionari crollano in due anni da 44.000 a 12.000 e tutto sommato va bene. I mercati salgono da 12.000 a 22.000 e sembra che la crisi non sia mai esistita, la casalinga di voghera torna a investire quel poco che le è rimasto dopo l’ultima batosta..

Ma se la popolazione fosse preparata e si informasse IL SISTEMA ANDREBBE IN DEFAULT IN POCHE ORE, invece che venire impoverito per anni e anni.
Noi viviamo al di sopra delle nostre possibilità. il debito accumulato impedisce la creazione di sviluppo economico.
Le scelte di politica economica NON generano nessuna speranza per il futuro.

ARRIVEREMO FRA QUALCHE ANNO CON IL CAFFE’ A 5 EURO MA I SALARI DI POCO PIU’ ALTI CHE OGGI.
Forse non la chiameranno inflazione….MA SEMPLICEMENTE PERDITA DI POTERE D’ACQUISTO.

Che differenza c’è fra :

1) Non avere inflazione ma avere una disoccupazione al 30% e consumi ridotti al lumicino (quindi il prezzo del caffè crollerebbe)
2) Svalutare la moneta (stampandone in grande quantità) mantenere un po’ di occupati, ma il prezzo del caffè salire rapidamente…

Nel primo caso ci sarebbe una rivolta e la destituzione dei potenti. Nel secondo il cittadino la prenderebbe in quel posto delicatamente e giorno dopo giorno senza reagire. Anzi le lobbies di potere continuerebbero a fare profitti.

Vi ricordo l’Islanda…un paese simile agli Stati Uniti all’ennesima potenza (ovvero, la situazione Islandese è simile a quella americana, anche se gli islandesi erano messi molto peggio). Tutto si è risolto con una mega svalutazione della corona e un’inflazione IMPORTATA al 12% . (ovvero inflazione in assenza di aumento della domanda e in presenza di sovracapacità produttiva mondiale).

E poi alcuni parlano di impossibilità di inflazione per colpa di sovracapacità produtiva….Certo che hanno ragione..ma dimenticano la svalutazione della valuta!!!!

In America e in Europa prima o dopo accadrà lo stesso anche se con proporzioni più ridotte. Una svalutazione delle valute occidentali rispetto a quella cinese e asiatiche potrebbe far lievitare l’inflazione al 5% o 6%. I tassi d’interesse salirebbero dallo zero, al 3% (quindi si avrebbero interessi nominali negativi). Le case già oggi molto care, non recupererebbero l’inflazione, a diffeenza che nel passato. (i tassi sui mutui sarebbero più alti e i salari non crescerebbero a sufficienza per giustificare una domanda capace di far alzare i prezzi). Tuttavia se le materie prime salissero (grazie ai consumi in aumento di paesi in cescita e con poco debito – Cina Brasile e company) e le case non possono aumentare, si vedrebbe un peggioramento del materiale usato per costruire …che di fatto equivarrebbe a una riduzione del tenore di vita. I mercati azionari dovrebbero resistere premiando le aziende esportatrici che potrebbero avvantaggiarsi della svalutazione della valuta.

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Inflazione o deflazione…..il dibattito è privo di senso, è un’invenzione dei giorni nostri per far credere che va tutto bene.
E’ la perdita di potere d’acquisto che è determinante. Ma nessuno ne parla…

PERCHE’ CREEREBBE SFIDUCIA MINANDO LA SOPRAVVIVENZA DELLE LOBBIES DI POTERE.

Fonte: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/

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