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Dosaggi vitaminici: Risponde la Commissione EU
Ancora non accenna a placarsi la controversia sulla direttiva europea riguardo agli integratori alimentari. Restano tuttora irrisolti i due nodi principali che il testo approvato nel 2002 lasciò indietro per essere sciolti successivamente: limiti massimi di dosaggio per vitamine e minerali e fonti di nutrienti da permettere in questi prodotti.
Mentre per le fonti di nutrienti, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare è chiamata ad esaminare entro la fine del 2009 centinaia di dossier scientifici su ogni forma chimica dei singoli minerali e delle vitamine che ha in mano dal 2005, per i dosaggi massimi, la discussione è ancora in alto mare. Una patata bollente, che nessuno sembra voler toccare.

Moltissime lettere sono pervenute alla Commissione Europea dai consumatori di integratori chiedendo di non abbassare i dosaggi dei nutrienti disponibili, dopo un nostro appello sull’ultimo giornalino che faceva parte di una campagna attiva in diversi paesi europei. Probabilmente qualche effetto c’è stato, a giudicare dalla risposta del commissario europeo per la salute e tutela dei consumatori, pubblicata sul sito della Commissione.Il commissario Markos Kyprianou ricorda che la direttiva sugli integratori alimentari mira principalmente a garantire che gli integratori immessi sul mercato siano sicuri e ad offrire ai consumatori un’ampia scelta per integrare la loro alimentazione.
Il nodo principale però viene a galla quando Kyprianou dice che gli integratori alimentari sono disciplinati dalla legislazione sui prodotti alimentari e sono destinati a integrare la normale alimentazione e non a produrre effetti terapeutici. Eventuali indicazioni quanto al trattamento, alla cura e alla prevenzione delle malattie non sarebbero infatti consentite nel caso degli integratori alimentari e farebbero rientrare il prodotto nel quadro legislativo dei medicinali.
Con questo commento il Commissario espone la contraddizione di base, ancora irrisolta, che la regolamentazione attuale porta con sé. Parlano di alimenti come se avessero niente a che fare con la nostra salute. Quando dice che eventuali indicazioni quanto alla cura e alla prevenzione delle malattie “farebbero rientrare il prodotto nel quadro legislativo dei medicinali” dimentica che il quadro legislativo dei medicinali non ha posto per i nutrienti, cioè questa legislazione non prevede che una sostanza nutriente, anche in forma concentrata, possa essere registrata come avente effetto su una malattia specifica, una caratteristica che tutti i medicinali devono possedere.
La contraddizione è ovvia. Da una parte, si parla di alimentazione e salute, dell’importanza di una corretta alimentazione per la prevenzione di cancro e malattie cardiovascolari, dall’altra si vieta qualsiasi informazione sulle proprietà dei nutrienti in questo senso, e si sta accingendo a limitarne i dosaggi, sempre con la giustificazione che di medicinali non si tratti. Ovvio che i nutrienti non sono medicinali, e certo che ne abbiamo bisogno alle volte per prevenire le malattie. Viene in mente la parola tedesca “verboten”. L’uso dei nutrienti per prevenire o curare è “proibito”. Allora che propone il commissario per la salute e la tutela dei consumatori? Vuole, Signor Kyprianou, che in futuro ci alimentiamo con i farmaci?Sepp HasslbergerLa Leva di Archimede

Fonte: http://www.laleva.org/it/2008/03/dosaggi_vitaminici_risponde_la_commissione_eu.html

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