I veri polli dell’influenza suina

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Quando un evento del tutto normale viene ripreso e rilanciato dai media in modo così forte; quando istituzioni che dovrebbero essere preparate ad affrontare l’emergenza si comportano in modo infantile ed allarmistico con il solo effetto di procurare preoccupazioni ingiustificate, le spiegazioni non sono più da cercare nell’ambito scientifico ma nell’ambito dei benefici indiretti che ne possono derivare. Poche parole quindi, per rassicurare i nostri lettori, alcuni dei quali sono turbati dalla continua ripresa mediatica di notizie che riguardano l’influenza A.

  • Il virus H1N1 è un virus influenzale meno pericoloso e meno aggressivo dei comuni virus influenzali a cui i nostri inverni ci hanno abituati.
  • La diffusione di casi in questo momento è del tutto normale: sta seguendo la naturale evoluzione di una qualsiasi malattia virale a bassa diffusione.
  • Il numero di morti per influenza è quasi inesistente, notevolmente inferiore a quello delle influenze invernali tipiche europee.
  • Anche il professor Garattini, in una intervista di ieri a La Repubblica, ha manifestato preoccupazione per la diffusione di allarmismi del tutto ingiustificati.
  • I mezzi di comunicazione battono con forza sul fatto che entro l’autunno il vaccino per questa influenza sarà pronto, come se si dovesse mantenere alta l’aspettativa per stimolarne la conoscenza e forse la vendita.
  • La prevenzione di questa influenza sarà gestibile come tutti gli anni con la naturale linea di difesa che Eurosalus propone da anni: efficace e sicura.

Mantenere la paura dell’ignoto, soprattutto se il pericolo è inesistente ha scopi profondamente diversi dalla difesa della salute. Quello che è subito successo alle azioni delle industrie che producono antivirali (il cui uso non è ora scientificamente giustificato) può essere una chiave di lettura per aiutare a comprendere la diffusione di queste notizie. L’unico motivo di allarme sta nel fatto che i vaccini effettuati anni fa per l’influenza suina che si sviluppò nel 1977 furono tra i più disastrosi della storia vaccinale mondiale. Un numero notevole di eventi gravi come la sindrome di Guillain-Barré colpirono i vaccinati, con numerose morti che pesano tuttora nei registri internazionali degli eventi avversi alle vaccinazioni (Keenlyside LA et al, Neurology 1980 Sep;30(9):929-33). Attenti quindi a fare sì che l’influenza suina non diventi, come l’aviaria, un’altra influenza dei “polli”.

Fonte: http://www.eurosalus.com/notizie/ultime/i-veri-polli-dellinfluenza-suina.html

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