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Mentre tutti noi trascorrevamo, ignari, l’ultimo giorno di un mondo ormai dimenticato, a Washington c’era chi evidentemente aveva molta fretta di entrare in quello che stava per arrivare.

Nonostante l’amministrazione Bush sia sembrata cadere dalle nuvole di fronte agli attentati a Torri e Pentagono, un preciso piano di guerra per attaccare l’Afghanistan era stato messo sulla scrivania di Bush proprio il 10 di settembre, in attesa del suo ritorno dalla Florida. (Viene in mente l’episodio in cui il 21 Novembre 1963, 24 ore prima che il John Kennedy fosse assassinato, fu messo sulla sua scrivania un ordine presidenziale che invertiva l’ordine di ritiro graduale delle truppe dal Vietnam, dato dallo stesso Kennedy poco tempo prima. Fu così Johnson a firmare quel memo, al suo ritorno da Dallas, nelle vesti di nuovo presidente).

Le due schermate che seguono provengono dai siti di Time Magazine e della CNN, e risalgono alla primavera-estate del 2002, quando in America si era cominciato a capire che proprio una sorpresa quegli attentati non fossero stati.

La pagina di Time (sopra), alla voce 10 Settembre dice: “Un piano CIA per attaccare l’Afghanistan – con forte supporto dell’Alleanza Nord – viene messo sulla scrivania di Bush, in attesa del suo ritorno dalla Florida”.

Mentre quella della CNN (sotto) dice: “Un giorno prima degli attacchi a New York e Washington, un piano CIA per attaccare Al-Queda in Afghanistan, con tanto di supporto per la Alleanza Nord anti-Talebana, viene consegnato alla Casa Bianca. La senatrice Dianne Feinstein, membro della Commissione Senatoriale sull’Intelligence, richiede un incontro con il vice-presidente Dick Cheney. Alla democratica della California viene detto che il personale di Cheney avrebbe bisogno di sei mesi per preparare un incontro”.

L’incontro, naturalmente, non è mai avvenuto.

E’ interessante notare come una notizia di questa portata non sia mai più stata ripresa dai grandi media tradizionali, nè in TV nè su carta stampata. E’ come se i giornalisti americani avessero
voluto mettere gli indizi sotto il naso dei lettori, ma avessero poi lasciato a loro il compito di porsi la più naturale delle domande che ti viene a quel punto: ma come facevano a saperlo?

E’ anche interessante notare come la stessa sera del 10 settembre, nonostante il figlio si trovasse in Florida, l’ex-presidente George H. Bush – e già ex-direttore della CIA – di ritorno da New York al Texas, abbia sentito il bisogno di fermarsi a Washington e trascorrere la notte alla Casa Bianca, dove è stato naturalmente Cheney a dargli il benvenuto. Bush Senior sarebbe ripartito molto presto all’alba, giusto in tempo per non restare intrappolato nel blocco totale del traffico aereo che è stato decretato in tutta la nazione dopo lo schianto del 4° volo in Pennsylvania.

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/911/index.php?filename=911/0-Intro/10sett/10sett.html

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