E allora parliamo di Beppe Grillo

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“Scusa Mazzucco ma non hai capito niente.”
“Spiacente Massimo ma non e’ come la vedi tu”
“Anche io non sono d’accordo.”
“Non sono esattamente d’accordo”
“Stavolta ai un po toppato come dice qualcunaltro,”
“Andiamo, Massimo, va bene sentirlo dire dai farlocchi che popolano la Rete…”
“Secondo me Massimo è andato in ferie e sta scrivendo il suo domestico al posto suo.”
“Mazzucco, mi spiace dirtelo, visto che ti stimo quasi alla follia, ma …”
“Max, leggiti con calma gli interventi di tutti, poi capisci meglio lo spirito di Grillo….”
“Articolo che non condivido.”

Questa è stata la chiave prevalente dei commenti al mio articolo di ieri su Grillo-Buffalo Bill. Per quanto siano stati tutti “buffetti affettuosi”, fatti senza la minima intenzione di offendere, devo dire che se io fossi un “pennarolo” alle prime armi avrei anche potuto pensare di suicidarmi.

Conosco però bene il meccanismo che spesso porta a scegliere di criticare il messaggero invece di affrontare seriamente i contenuti del messaggio, e mi sono ritrovato quindi a dover decidere se davvero avessi preso fischi per fiaschi, o se invece avessi per caso toccato una “vacca sacra” che non andava toccata.

Secondo la maggioranza degli utenti il mio errore di fondo (nel criticare la scelta di Grillo di proporsi come leader dei DS), starebbe nel non aver capito che quella del comico genovese fosse ”solo una geniale provocazione”.

Quando però ho chiesto come mai uno che voglia “solo provocare” si agiti come un dannato …

… per iscriversi davvero al partito, nessuno è stato in grado di fornire una risposta soddisfacente. Anzi:

Candidarsi per il PD vuol dire innanzitutto tagliare completamente le gambe al partito che è ora e rovinargli completamente i piani sia se lo accettino che no.

il fatto che lui non abbia mai creato una lista/partito personale o con forti riferimenti a lui (tipo IDV) ma voglia candidarsi al PD è un messaggio che ha lanciato ed è arrivato a bersaglio… vuol far vedere proprio agli elettori del PD cosa veramente è diventato quel partito!

Chi ha capito, onestamente, alzi la mano.

Nel frattempo gli “entusiasmi repressi” venivano lentamente in luce, e si scopriva come gli stessi sostenitori della “sola provocatio” desiderassero in realtà che ci fosse anche una solida “traditio”:

“Le [sue] idee sono le più chiare e concrete nel panorama italiano e su questo ci sono pochi dubbi.”

“Poi ho capito che il suo intento non è quello di andare a governare ma di ripristinare una alternativa valida all’attuale panorama politico, cercando di ripulire e risollevare una “azienda già avviata” in termini di elettorato ma decadente in termini di idee e dirigenti come questo PD.

“Veramente bisognerebbe dire che la stragrande maggioranza delle persone che visita il suo sito chiede a gran voce e da più anni un suo impegno in prima persona … “

“Di una cosa son certo, Grillo vuole una rivoluzione e io spero tanto che riesca ad ottenerla”

“Credo che proporsi alle primarie del PD sia molto più conveniente e visibile…”

“Se riuscisse a vincere appunto metterebbe in pratica i suoi casini e le sue idee.”

“Grillo ha un programma elettorale, o almeno parla di cose che nessuno in politica ha mai osato toccare. Sai dirmi il programma del PD? no, perche’ non esiste…”

“Se riuscisse ad iscriversi al PD, avrebbe tutti i meetup che andrebbero a votare per lui più esterni”

Ma allora lo volete davvero, figlioli, altro che provocazione!

Siamo forse di fronte al classico caso in cui uno butta là un’offesa un pò forte, e poi sta a vedere che cosa succede? (Se l’altro la ingoia, tanto di guadagnato, se invece protesta, tu dici “ma dài, non l’hai capito che stavo scherzando?”)

Quando infatti ho chiesto di mostrarmi la coerenza di Grillo, mi è stato risposto:

“Ma chi se ne fotte della coerenza se si parla delle sorti di un popolo???”

“La coerenza in politica non esiste.”

“Lasciatelo fare a Grillo, con tutte le contraddizioni di un outsider…”

Vabbene daccordo, mi sono detto, Grillo non si tocca. Personalmente, la prima cosa che mi aspetterei da un politico, prima di dargli il mio voto, è proprio la coerenza di fondo, ma evidentemente Grillo può farne a meno. E’ giusto criticare i politici che predicano in un modo e razzolano in un altro, come ha sempre fatto grillo, ma poi se quell’errore lo commette lui non solo lo si accetta, ma lo si giustifica pure. Lui, poverino, “è un outsider”.

A supporto di questa fantomatica candidatura, inoltre, non poteva mancare la classica fiera del “minore dei mali” (che costituisce, a mio parere, proprio il peggiore dei mali possibili):

“Massì dai, affossiamo questo buffone e continuiamo a sguazzare nella m…elma!!”

“Meglio Grillo di chiunque altro..

“Certo a molti difetti pure lui ma dammi un nome che possa essere degno di candidatura pd? io non ne vedo se tu lo sai diccelo grazie.”

“Dovresti finalmente cercare di capire che lui rappresenta l’ultima speranza/spiaggia per centinaia di migliaia di italiani esasperati e disperati….”

Ma la sagra dell’irrazionale non è ancora finita:

“Ma secondo te Massimo a parte Grillo ci possono essere persone in grado di fare opposizione vera in italia? e chi e veramente in grado e cosi coraggioso di parlare di certi temi? come l’11 settembre, il no al nucleare, i servizi segreti deviati, massoneria poteri occulti governi ombra ufo e chi piu ne a piu ne metta…”

“Gli va dato atto che prepotendemente accende (anche se per poco) i riflettori su argomenti che altrimenti passerebbero inosservati. e questo è il suo ruolo…”

Ma quando mai Grillo avrebbe parlato di 11 settembre? Se anzi c’è un buco nero che più nero non si può, è proprio nel calendario di Beppe Grillo, dove dal 10 di settembre si passa direttamente al 12, come se l’undici non fosse mai esistito.

Ma poi, soprattutto, “parlare di certi temi” e “fare politica” sono due cose completamente diverse, e illudersi che parlando degli uni si possa fare l’altra è a dir poco infantile.

Il tutto si conclude, come da copione, con le solite basse insinuazioni, da parte di chi ha ancora meno argomenti degli altri:

“Ebbene, io ho la vaga impressione che tu sia un poco geloso di Beppe….”

“E noto anche che tanti blogger invidiano il suo blog che zitto zitto è divenuto a livello mondiale….

Ora il giro è completo: argomentazioni razionali zero, cecità dogmatica che imperversa, e libero passo ai pensieri più meschini, pur di non doversi confrontare con la realtà che hanno di fronte (costoro non sanno, fra l’altro, che Grillo mi fa talmente ingelosire che nel 2003/2004 gli scrissi ripetute lettere, per invitarlo a venire al più presto in rete, dove avrebbe finalmente potuto esplodere con tutta la sua forza).

Bene, ora che abbiamo finito di parlare di altre parole, parliamo finalmente di Beppe Grillo.

Beppe Grillo ha avuto il suo momento magico, l’anno scorso, in primavera. Non ha saputo sfruttarlo a dovere, e ormai si è bruciato le sue migliori possibilità. Potrà ancora fare qualcosa, sicuramente, ma ormai il meglio è alle spalle.

Come ho scritto in precedenza: E’ avvenuto tutto nell’arco di poche settimane, l’anno scorso, quando lo scontento popolare sollevato da Grillo rischiava di raggiungere la famosa “massa critica” da cui non c’è più ritorno.

A quel punto tutti i giornalisti, i politici, gli industriali, i personaggi pubblici, e chiunque sentisse in qualche modo minacciati i propri privilegi da questa ondata di furia popolare, si sono instintivamente compattati in una muraglia d’acciaio contro la quale lo sperone di Grillo si è frantumato in mille pezzi.

In quel periodo non trovavi un’anima disposta a spendere una sola parola per lui.

Dopodichè ci fu quello che io defini il rantolo rabbioso (parla Grillo):

“Noi siamo quelli che alla catastrofe ci arrivano con ottimismo”

“Un cittadino oggi rimane escluso da qualsiasi decisione che possa influire sul suo futuro”.

“Questo paese è tutto alla rovescia”.

“Il parlamento è chiuso, il parlamento non legifera più”.

“Abbiamo al governo solo psiconani, ballerine e ruffiani”

(Sempre da “Il tramonto di Beppe Grillo?”)

A questo punto è chiaro che l’idea di entrare nel PD sia stata una semplice furbata, da parte di uno che si è stufato di raccattare un voto alla volta, quando si è accorto che c’è a disposizione un “parco buoi” privo di leadership, che di voti ne offre interi milioni. Alto che “provocazione”.

Purtroppo però per Grillo, qualcun altro è arrivato prima di lui, e in quel parco buoi non lo lasciano certo entrare.

Al di là delle sue reali intenzioni, in ogni caso, rimane il problema che Beppe Grillo non sarebbe comunque in grado di gestire una leadership di tipo politico, da qualunque parte gli venisse il mandato. Grillo è istintivo, irrazionale e testardo, mentre la politica inizia proprio dove la mente prende il posto del gesto irrazionale.

Denunciare gli inceneritori piuttosto che le centrali nucleari, inoltre, non vuol dire fare politica. La politica inizia dove finiscono le denunce di quel tipo, e si passa a cercare di risolvere i problemi.

Ed è qui che Grillo trova il suo limite, in modo palese ormai per tutti (sempre dall’articolo citato):

Grillo sa costruire una tremenda forza d’impatto, in fase critica, ma ne annulla lui stesso la potenzialità quando la inquina con la fase costruttiva, che non starebbe a lui intraprendere.

E’ un meccanismo perverso e sottile, che “noi del 9/11” conosciamo molto bene. Finchè dici “quello non poteva essere un Boeing”, sei in una botte di ferro, e tieni l’avversario sotto scacco. Ma nel momento in cui ti chiede “e allora cos’era?”, e tu rispondi “probabilmente un missile”, sei fregato per sempre. A quel punto infatti ti senti dire che “non poteva essere un missile, per questo e quell’altro motivo”, e tutta la tua forza di impatto va a dissolversi in una discussione interminabile, che avrà come unico risultato l’aver allontanato l’attenzione dal cuore del problema.

Finchè Grillo dice “governo ladro”, non può che raccogliere ovazioni e supporto, ma quando inizia a dire “vogliamo una legge che limiti a due legislature il mandato dei parlamentari”, apre la porta a chi risponde “E no, due mi sembrano poche, facciamo almeno tre”, e così si perde il senso profondo della protesta, mentre Grillo ci fa pure la figura di uno che non capisce niente. (Ricordate il coro unisono di “Grillo non è un politico”, “Grillo non sa di cosa parla”, “Grillo faccia il suo mestiere che noi facciamo il nostro”? Mica è nato per caso, quel coro. E’ stato lui a offrire il fianco perchè nascesse, e a quel punto gli altri ne hanno approfittato).

Non sta ai complottisti dire che cosa abbia colpito il Pentagono, devono dircelo quelli che ci hanno raccontato la fregnaccia del Boeing. Non sta a Grillo suggerire nuove leggi, devono farlo coloro che noi avremo eletto appositamente per quello.

C’è infine un aspetto da citare, che è forse il più importante di tutti: finchè staremo qui seduti a discutere “chi sia meglio” e “chi sia peggio”, invece di assumere ciascuno fino in fondo le proprie responsabilità di cittadino, non risolveremo mai i nostri problemi.

E assumersi le responsabilità di cittadino non significa certo usare la democrazia per mandare in parlamento comici, ladri o prostutite.

Massimo Mazzucco

Fonte:http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3267

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