Influenza A/h1n1, strategia per la vaccinazione globale

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E’ terminata la fase 1 della pandemia di influenza suina A/H1N1, cioè quella nella quale bisogna far sapere al mondo che sta per essere investito da un’infezione che non risparmierà nessun abitante del globo.
Riassunto: il 24 aprile 2009 inizia l’OMS con il comunicato di sette casi di virus H1N1 individuati negli Stati Uniti (5 California, 2 Texas), ed altri 9 casi sospetti, contemporaneamente anche il Messico segnala tre casi simili e notifica che dall’inizio di Aprile si sono verificati circa un migliaio di casi di una strana influenza, accompagnata da 62 vittime. Il virus è strano, pare che provenga dai suini, è la prima volta che accade (falso), bisogna monitorare la situazione, l’OMS invia i suoi esperti in Messico. Il giorno dopo è un successo, ai casi precedenti se ne aggiungono di nuovi negli Stati Uniti ed altri in Messico, non passano 24 ore che anche il Canada aggiunge i suoi primi casi. Ragazzi è fatta, siamo sulla strada giusta, da quel giorno l’OMS fino al 6 luglio ha costantemente aggiornato i casi mondiali con una frequenza di 12 ore tra un comunicato e l’altro. Tra un passaggio di fase e l’altro, i casi aumentano esponenzialmente, si passa da un i migliaio al giorno a 8/10mila, anche i decessi arrivano a numeri di tre cifre, naturalmente anche il numero dei Paesi coinvolti si incrementa, finchè tocca anche a noi.
1 MAGGIO 2009: ci siamo, eccoci entrati in gioco, il primo caso in Italia viene ufficialmente accertato e confermato. Occupiamoci allora di casa nostra, iniziamo a seguire l’evoluzione nostrana, ci supporta il Ministero della Salute che pubblica i dati, forniti dall’ISS che a sua volta li riceve dai laboratori autorizzati dislocati sul territorio. Entrambi gli enti hanno il proprio ufficio stampa che regolarmente con una cadenza di 72 ore circa rilascia gli aggiornamenti suddivisi per casi regionali. Una preziosa informazione ai cittadini, che possono seguire con chiarezza l’andamento della pandemia. E fin qui nulla da eccepire sulla trasparenza dell’informazione.
12 luglio 2009: Marie-Paule Kieny, direttore dell’Initiative for Vaccine Research dell’Oms, nel corso di una teleconferenza da Ginevra, avvisa il mondo che la pandemia è irrefrenabile, non si può arginare e ci dobbiamo tutti vaccinare. E’ chiaro? (pronunciare alla Wanna Marchi)
CONCLUSIONE FASE 1: il 13 luglio 2009, tale: Strategic Advisory Group of Experts (SAGE), un organo dell’OMS con superpoteri, raccomanda (vietato rifiutare) le linee guida che i Ministeri della Salute del globo terracqueo dovranno adottare, il Ministero tricolore non fa eccezione ed il giorno dopo organizza una conferenza stampa dove rivela le prossime mosse. Cioè quelle dettate dal SAGE che consistono nella vaccinazione di massa della popolazione, i vaccini verranno così assegnati:
TESTO UFFICIALE SAGE
I primi a beneficiarne saranno gli operatori sanitari, per immunizzarsi e permettergli di vaccinare il popolo, (ndr) e siccome potrebbero essere a conoscenza di informazioni riservate, sarebbe opportuno rendere obbligatoria per loro la vaccinazione. E questi sono sistemati!
Secondo scaglione, le donne in gravidanza
Tutti quelli con oltre 6 mesi di vita con una o più condizioni mediche croniche
A seguire i giovani adulti in buona salute dai 15 ai 49 anni
I bambini in buona salute
Gli adulti in buona salute dai 50 ai 64 anni
Gli adulti in buona salute dai 65 anni e più
Naturalmente i medici sul territorio che praticheranno le vaccinazioni dovranno fare anche servizio di post-marketing, siccome i vaccini hanno diverse controindicazioni, effetti collaterali gravi, lesioni neurologiche permanenti, morte. Tra uno scaglione e l’altro ci dovrebbero far sapere se va tutto bene o se qualcuno se ne è risentito, così saranno d’aiuto alle case farmaceutiche, che lavorando in fretta potrebbero aver commesso qualche errore di valutazione, esse potranno così aggiustare il tiro per fare meno danni allo scaglione successivo. Questo è tutto fino a nuovo ordine, andate e vendete. Fine della riunione.
Prima che il vaccino sia pronto occorre applicare una strategia di marketing per poterne piazzare il più possibile. Cosa fare?
FASE 2
LA STRATEGIA: fino ad oggi abbiamo fornito informazioni dettagliate sull’incidenza di casi nella popolazione, suddivisi per regione, per macroaree, per continenti e Paesi. Abbiamo usato Internet, la stampa, la televisione gli SMS, i piccioni viaggiatori e tutto quanto era possibile per raggiungere anche il più sperduto, ignorante e disinformato cittadino. Gli abbiamo dimostrato che il virus si muove, aumenta senza sosta, sempre di più, ogni giorno di più, sarà sufficiente per fargli accettare il vaccino? Forse no, ma se gli mettiamo un pò d’angoscia, il timore e l’incertezza che forse intorno a lui sono già centinaia i casi di influenza, magari ci casca. Idea, chiudiamo i rubinetti dell’informazione, anzi peggio, gliela diamo incompleta.
Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità: aggiornamenti della situazione nazionale suddivisi per regioni ogni 72 ore circa, dal 9 luglio in poi dei casi accertati viene fornito solo il totale nazionale, ossìa, ti diciamo quanti siete infetti, ma non dove. Tanto per tranquillizzare i cittadini.
OMS o WHO per i puristi: aggiornamenti sulla situazione globale forniti ogni 12 ore fino al 6 luglio 2009, da allora nessun aggiornamento è disponibile.
Commissione Europea: aggiornamenti sulla situazione europea ogni 12/24 ore fino all’8 luglio 2009, da allora nessun aggiornamento è disponibile.
CDC Atalanta: aggiornamenti sulla situazione globale e statunitense ogni 24/36 ore fino al 4 luglio 2009, da allora nessun aggiornamento e le cifre sono state cambiate con dei termini. Esempio: abbastanza diffusa, locale, sufficientemente diffusa, sporadica etc.
La maniera per creare angoscia nella popolazione e guidarla verso una scelta dettata dalla paura e non dalla reale situazione. Un modo che rende anche più facile la gestione dei numeri, da parte di chi ce li fornisce, vista l’impossibilità di verificare le cifre non conoscendone i particolari.
Abbiamo scritto questo articolo dopo aver contattato gli enti governativi italiani che abbiamo citato.
L’ufficio stampa del Ministero della Salute non ha mai risposto ai nostri solleciti sulle motivazioni che hanno spinto alla criptazione dei dati.
L’ufficio stampa dell’ISS si è comportato allo stesso modo.
Il Dr. ******(omissis), dell’ISS, ci ha gentilmente risposto, ma non trattandosi di sua competenza non ha saputo fornirci spiegazioni plausibili.
Il Dr.*****(omissis), dell’ISS, ci ha gentilmente risposto, non ha saputo fornire spiegazioni plausibili, ci ha fatto capire che tutto il personale è sotto embargo e sono vietate le conversazioni con persone esterne, giornalisti compresi. Ed è per questo motivo, nel rispetto della sua richiesta, che omettiamo i nomi.
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Fonte: http://www.43zero58.com/?p=866

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