RITORNO AL PASSATO!

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Confesso che fa un certo effetto ascoltare Robert Shiller, uno dei massimi esperti di dinamiche del mercato immobiliare sussurare queste parole: ” The slowing rate of decline in home prices is likely to continue but the housing market is “still in an abysmal situation,” says Robert Shiller, a professor of economics at Yale. The co-creator of the S&P Case-Shiller Index, which tracks national housing prices, says the housing market could “languish for many years,” due to the “huge inventory” of unsold holds, “shadow inventory” of homes kept off the market by banks and other potential sellers, and “a lot of financial problems.” yahoo_finance ….tradotto e semplificato significa che dobbiamo aspettarci una nuova bolla nel mercato immobiliare, una volta ridimensionato l’inventario di case invendute, unitamente ad una dinamica contemporanea che Shiller definisce ” abissale ” pur nel rallentamento del tasso di declino del valore degli immobili. Il mercato immobiliare potrebbe ” languire ” per molti anni a causa del cosidetto ” shadow inventory ” di abitazioni invendute, l’inventario ombra, ovvero quelle abitazioni che vengono tenute fuori dal mercato dalle banche e da altri potenziali venditori. Un paio di mesi fa sul San Francisco Cronicle è apparsa la dichiarazione del vice presidente di Realty Trac che condivideva la convinzione che circa 600.000 proprietà recuperate dalle banche in seguito ai pignoramenti, non sono mai state immesse nel mercato. Ci sono dinamiche in questa crisi immobiliare americana assolutamente inedite, mai sperimentate in passato, dinamiche che oltre che a mostrare un alto grado di correlazione con la finanza, evidenziano l’incredibile legame che esisteva tra la sensazione di ricchezza di un paese e il suo patrimonio immobiliare, dinamiche che propendono per un futuro assolutamente da scoprire. Calculatedrisk è da sempre il nostro faro in questa tempesta immobiliare, una sorte di vedetta in zona, che ci avverte di come via WSJ per il terzo mese consecutivo gli option adjustable-rate mortgages stanno generando proporzionalmente molte più foreclosures, molti più pignoramenti che il fenomeno subprime…… For the third straight month, option adjustable-rate mortgages are generating proportionally more delinquencies and foreclosures than subprime mortgages (…) As of April, 36.9% of Pick-A-Pay loans were at least 60 days past due, while 19% were in foreclosure, according to data from First American CoreLogic, a unit of Santa Ana, Calif.-based First American Corp. In contrast, 33.9% of subprime loans were delinquent, with 14.5% of those loans in foreclosure, the figures show. Che si tratti di Santa Ana California piùttosto che di qualche altra contea o stato americano, conta relativamente, questa è una dinamica con la quale dovremmo fare i conti prima di fine anno! Inoltre il lavoro di alcuni economisti della Fed di Boston ci dice che le banche si comportano in maniera razionale e che considerando i costi complessivi per permettere al mutuatario di restare nella sua abitazione, spesso il pignoramento è l’alternativa meno costosa. Secondo questi ricercatori, in questa situazione, seguendo la dinamica dell’economia reale è tempo sprecato qualsiasi rinegoziazione del mutuo nel 30 /40 % dei casi coloro che hanno ottenuto una rinegoziazione o proroga del mutuo cadono nuovamente in default. Mentre si discute negli ambienti accademici sulla dimensione ed utilità dello stimolo del governo Obama e dell’opportunità di introdurne un’altro di altrettante dimensioni, il centro di “gravità” permanente, ovvero il mercato immobiliare, viene lasciato alla deriva. Un’unica buona notizia che proviene dai titoli a lungo termine, quella tendenza ossessiva che aveva portato il mercato a spingere i rendimenti a lungo termine ( 10 anni ) vicini alle soglie del 4 %, sinonimo di aspettative inflazionistiche e default governativi, figlie di un rifiuto della realtà, ovvero di una deflazione che ancora oggi le banche centrali si ostinano a chiamare disinflazione o inflazione negativa, quando nella peggiore delle ipotesi, ovvero di fronte ad una strepitosa improbabile ripresa, saranno costrette a far volare i tassi e aspirare all’improvviso l’oceano di liquidità messo a disposizione dell’economia, ma sequestrato dalla paura e dalla speculazione, liquidità congelata che non ha mai raggiunto realmente l’economia reale, ovvero le imprese e le famiglie, anche perchè il cavallo non ha nessuna intenzione di bere come prima. Il rintracciamento del 50 % di tutta la salita, figlia della smania inflativa è più che un segnale positivo per il mercato immobiliare. Nel contesto che andremo ad esplorare magari centra poco, ma c’è un sassolino che prima di proseguire, devo togliermi di torno. Caro ministro Tremonti, non vorrei entrare nei dettagli dei “dieci comandamenti” del cosidetto “Global Legal Standard” una sorta di codice etico mondiale, dove la buona volontà spesso sostituisce la coerenza, tra superamento del segreto bancario e lotta all’evasione e all’elusione fiscale e buoni intenzioni qua e la, ma sempre più spesso in Italia, spunta il condono di turno che leva il medico di torno. Tornando al nostro orizzonte queste sono le parole del maggiore consigliere economico di Obama, futuro candidato alla carica di governatore della Federal Reserve, un po come i salti di vento che talvolta si alternano all’interno di una regata…. Un’ inaspettata ammissione di uno dei più autorevoli esponenti dell’ amministrazione Obama potrebbe scuotere domani le Borse. Lawrence Summers (nella foto), il consigliere economico del Presidente, non ritiene che l’ America abbia superato la crisi finanziaria ed economica. «Il peggio non è ancora passato – ha detto in un’ intervista al Financial Times -. «Verranno perduti altri posti di lavoro, non sarei sorpreso se il calo del Pil, il prodotto interno lordo, non avesse ancora toccato il fondo». Ma, ha aggiunto Summers, c’ è una nota positiva: «Ho la sensazione che il panico sui mercati sia diminuito e che la situazione non sia più fuori controllo come alcuni mesi fa». Il consigliere di Obama, ministro del Tesoro nel governo Clinton, ha però smentito che l’ America sia nelle stesse condizioni della Russia del 1988: «La Russia perdette la fiducia degli altri Paesi, l’ America non l’ ha perduta, è come il Giappone dopo la sua bolla negli Anni novanta». Gradualmente, l’ economia americana si riprenderà: «Sarà un’ economia diversa, più orientata alle esportazioni che ai consumi interni, alla tutela del clima e dell’ ambiente che all’ energia tradizionale come il petrolio, e al benessere della popolazione anziché quello dell’ élite». Ennio Caretto Corriere della Sera. A proposito di speculazione, aspettatevi in giornata risultati strepitosi e strabilianti da parte di Goldman Sachs, privata della cosidetta “pietra filosofale” o dell’esoterico ” codice da Vinci ” se vogliamo usare un po di fantasia. Si tratta di una serie di codici che nelle leggende metropolitane che si andranno a creare dopo il furto dei codici dello spaziale sistema di trading che disintegra l’unità di spazio sotto il secondo alla ricerca delle occasioni e speculazioni infinitesimali, lascia aperta la fantasia ad ogni tipo di interpretazione di una sorta di restaurazione, di “business as usual” di ritorno al passato, ai vecchi sistemi che cercano di far dimenticare il più in fretta possibile quanto è accaduto in questo oscuro medioevo finanziario. Proprio mentre riparte l’idea del grande aspiratore governativo di titoli tossici, se cosi si possono chiamare queste demenziali figli della finanza deviata, che vede la defezione improvvisa del gigante obbligazionario PIMCO Nove gestori_in_campo_Sole24Ore le cartolarizzazioni, virus per eccellenza che ha contribuito alla difusione della crisi sono più attive che mai in passato…. MILANO, 13 luglio (Reuters) – Con il mercato pubblico delle cartolarizzazioni ancora paralizzato dalla crisi finanziaria, lo scorso anno i principali gruppi bancari italiani hanno triplicato le cessioni di attivi oggetto di operazioni di securitisation, portandole a 120 miliardi di euro da 40 miliardi nel 2007. (…) Le cessioni hanno riguardato in maniera predominante mutui e crediti commerciali, scrive la Consob. Tra gli attivi cartolarizzati, tuttavia, anche canoni di leasing e crediti al consumo.(…) Una volta cartolarizzati e riacquistati dagli stessi ‘originator’, questi attivi consentono alle banche di ottenere liquidità dalla Banca centrale europea che, in aste a breve e lungo termine, offre agli istituti fondi in cambio di titoli. ( reuters ) Sia ben chiaro, nulla da eccepire ad una “sana” e sostenibile cartolarizzazione, ma conoscendo il mostro, credo che il lupo perda il pelo ma non il vizio di nascondervi qualche sorpresa, che sino ad oggi nella paralisi totale è stata presa in carico dalle banche centrali che hanno riempito i loro depositi “immacolati” scambiando sostanze tossiche con liquidità pura, titoli governativi. Morgan Stanley ma non solo, anche Goldman Sachs torna attiva nel settore, festeggiano il ritorno alla normalità battezzando un nuovo CDO ( collateralized debt obligation ) questo pargoletto simbola di una speranza mai perduta…… July 8 (Bloomberg) — Morgan Stanley plans to repackage a downgraded collateralized debt obligation backed by leveraged loans into new securities with AAA ratings in the first transaction of its kind, said two people familiar with the sale. ……si perchè qualcuno aveva gettato anche il bambino assieme ai pannoloni sporchi, ma ora è possibile reimpacchettarlo e consegnarlo nuovo, con un nuovo rating di affidabilità…. Morgan Stanley is selling $87.1 million of securities that it expects to receive top AAA ratings and $42.9 million of notes graded Baa2, the second-lowest investment grade by Moody’s Investors Service, according to marketing documents obtained by Bloomberg News. The bonds were created from Greywolf CLO I Ltd., a CDO arranged in January 2007 by Goldman Sachs Group Inc. and managed by Greywolf Capital Management LP, an investment firm based in Purchase, New York. Bloomberg Come sussurra il nostro caro compagno di viaggio Raffaele Mascetra, i derivati venduti oggi, chissà che non siano i salvataggi del futuro, come testimonia questo video su YOUTUBE. In fondo salvataggio su salvataggio chissà che un giorno non si debba all’improvviso salvare la Federal Reserve ( ……sia ben chiaro le sue tipografie sono onnipotenti possono stampare quanta moneta o inflazione che si voglia……) ma come ci racconta un nostro amico Marco, riprendendo una segnalazione da parte di una sua amica che lavora a Fitch una delle tre principali agenzie di rating, questo video YOUTUBE è un’lteriore testimonianza che non si sa più quali pesci pigliare. Se qualche amico di Icebergfinanza avesse tempo o voglia di tradurre questi due documenti nel forum, farebbe un gradito servizio a tutta la ciurma. Checchè si tratti di tornare alla vecchia speculazione o in alternativa alla vecchia trasformazione, le vecchie abitudini rimangono, ecco perchè come dice Onado sul Sole 24 Ore parlando di fantasia e creatività contabile, che si tratti di titoli o di bad bank, piuttosto che di metodologia “fair value” o ” made in soggettività ” … (…) La Commissione europea ha fatto proprio il rapporto de Larosière per il rafforzamento (almeno sulla carta) della supervisione europea e ha raccomandato fin da marzo misure atte a liberare le banche dalle attività tossiche che rappresentano uno degli ostacoli principali al ritorno alla normalità, quindi anche al ripristino dei flussi di finanziamento all’economia. Ma il motto dei governi sembra quello manzoniano «adelante Pedro si puedes», perché le iniziative nazionali appaiono sempre più in contrasto con le ambizioni europee. L’ultima dimostrazione sembra la decisione, proprio della Germania, di consentire a ciascuna banca di costituire una propria bad bank, per di più a condizioni particolarmente favorevoli proprio nel trattamento delle toxic assets (…) Iniziative di questo genere richiamano sinistramente l’esperienza giapponese delle zombie banks, mostri creati da regolatori e politici troppo indulgenti, che furono una delle cause principali della lunga stagnazione del gigante asiatico. Uhmmmm che ne dite, ci trasferiamo in Giappone, per analizzare e sviscerare quanto è successo nella “lost decade” che piano, piano silenziosamente si sta trasformando in un ventennio perduto! (…) I politici, cui piace seguire le linee di minor resistenza, sono tentati dall’idea di lasciare , che le banche tornino gradualmente alla normalità. Nulla di più facile nelle condizioni attuali, in cui viene fornita liquidità a piene mani e a tassi da saldo. L’ultimo esempio sono i 442 miliardi di euro concessi dalla Bce all’ per cento. Il fatto è che in questo modo si favoriscono soprattutto operazioni di facile guadagno sugli investimenti delle banche in titoli di stato (non sgraditi, visto il dilatarsi dei deficit pubblici) oppure in operazioni speculative rischiose, esattamente uguali a quelle che hanno determinato la crisi. In ogni caso, la situazione del credito alla produzione rischia di non migliorare: rischiamo di assistere al remake del film dell’orrore proiettato sugli schermi giapponesi apartire dall’inizio degli anni Novanta. Per il momento godiamoci lo spettacolo che si proietta nelle sale delle trimestrali della corporate americana, sarà che questa crisi mi ha reso diffidente, ma conosco già il film che verrà proiettato, per soddisfare i critici in sala, critici che non hanno saputo comprendere nulla del passato, del presente e ( update ) che non riescono ad intravvedere una virgola del futuro. A dimenticavo, mettetevi comodi , questa è una crisi epocale un lungo film che durerà ben oltre quello che chiunque è in grado di immaginare.

Fonte: http://icebergfinanza.splinder.com/

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