BALLANDO SULL_ORLO DEL VULCANO.

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Ormai l’economia mondiale da tempo sta ballando sull’orlo del vulcano della disoccupazione, gli ultimi dati a livello globale testimoniano che il magma del lavoro è un composto ad alta pressione e temperatura, complesso che una volta eruttato diventa pura lava.

La parola “lava” ha origine dal latino “labes” che significa caduta, scivolamento, lo stesso scivolamento che quotidianamente ci viene comunicato in formato rallentato dai dati macroeconomici.

I lettori di Icebergfinanza conoscono da tempo la presenza delle cosidette “misure alternative” di rilevazione della disoccupazione in America, la famosa Table A-12. Alternative measures of labor underutilization che riporta la percentuale di complessiva tra disoccupazione e sottoccupazione, comprendendo i cosidetti lavoratori scoraggiati ovvero coloro che hanno smesso di cercare lavoro in quanto sfiduciati da mesi di ricerca e che il BLS non considera più nella cosidetta forza lavoro e i lavoratori part-time per causa di forza maggiore economica, lavoratori che vorrebbero lavorare l’intera giornata, ma che spesso devono adattarsi al ritmo della produzione di beni e servizi richiesta in questo momento dal mercato.

Ebbene oggi questo tasso, seguendo la dinamica del tasso ufficiale, ha superato il 16 % della forza lavoro raggiungendo la percentuale di 16,5 % ( 9,5 % quello ufficiale ) , una dinamica in via di rallentamento negli ultimi mesi.

[table-a12-2009-06.png]

Non c’è alcun dubbio che nella peggiore delle ipotesi la disoccupazione ufficiale il prossimo anno potrà raggiungere la percentuale del 11/12 % che è ben lontana dal 25 % del picco della Grande Depressione come potete vedere da questo grafico qui sotto comparso in una recente analisi di Asha Bengalore su Northern Trust.
[DepressionUnemploymentRate.jpg]

Ciò non toglie che se prendiamo come riferimento il dato relativo alle misure alternative, il divario si ridurrebbe notevolmente, sino a ridurre la forbice differenziale percentuale dei due periodi in questione.

Penso che nella migliore delle ipotesi, una simil ripresa produrrà un aumento delle ore lavorate o tuttalpiù il ritorno a pieno ritmo dei lavorati part.time, ma che la disoccupazione continuerà ad aumentare.

“Qualunque cosa accada sui tempi della ripresa – ha spiegato Strauss-Kahn – la disoccupazione aumenterà nel 2010 e forse nel 2011, dipende dai Paesi”. Il direttore generale del Fmi ha detto che questo accade a causa dei ritardi con cui la crisi si ripercuote sul mercato del lavoro rispetto all’andamento del Pil. “Il picco – ha osservato – può ritardare fino ad un anno”.. Pertanto, ha concluso Strauss-Kahn, “anche con la ripresa, se non si approntano sforzi energici contro la disoccupazione potremmo essere incapaci di affrontarne gli effetti”. Rainews24.rai.it

Detto questo anche gli analisti di Northern Trust sostengono che il tasso di disoccupazione è un …
(…) It is a lagging economic indicator, which peaks after the end of a recession (…)
….un indicatore ritardato che raggiunge il picco dopo la fine della recessione!
Graph: Civilian Unemployment Rate

Come avete visto dala grafico qui sopra, il tutto è assolutamente ineccepibile, solo che per l’ennesima volta, nella madre di tutte le crisi, io ritengo utile non fossilizzarsi troppo su questa dimensione, la dimensione di un indicatore ritardato che con il tempo sta assumendo sempre più la sua nuova dimensione di “puro indicatore” e ora spiegherò il perchè.

Mai in passato abbiamo assistito alla presenza combinata di una serie di nemesi che hanno colpito il consumatore americano, travolto da una perdita di ricchezza epocale, una dinamica combinata e correlata che va dalla scomparsa della dimensione infinita dell’accesso al credito al totale esaurimento della ricchezza presunta che riusciva ad infondere il continuo aumento del valore della case, sino al virtuosismo indispensabile di un tasso di risparmio in continua ascesa e un rientro dal debito esponenziale.

Questa è l’ultima dinamica del credito al consumo, diminuito in otto degli ultimi dieci mesi con le carte di credito che registrano una delle peggiori contrazioni mensili degli ultimi anni…….
FRED Graph

Quindi la mia visione mi porta a sottolineare che oggi il tasso di disoccupazione, la sua dinamica, probabilmente per la prima volta nella storia va assunto come puro indicatore economico e non come un indicatore ritardato.
Un ulteriore esempio di quello che sta accadendo nel mercato del lavoro è dato dai dati relativi ai sussidi di disoccupazione che ieri hanno visto arretrare le richieste settimanali di oltre 52.000 unità a fronte di una revisione negativa del dato della precedente settimana.

Il nuovo record relativo alle richieste continuative, settimana dopo settimana, ha visto un’esplosione di 159.000 nuove richieste che non ci sorprende più di tanto visto che recentemente avevo sottolineato come nelle prossime settimane assisteremo ad uno tsunami di richieste, conseguenza diretta del fallimento del sistema automobilistico americano e del prevedibile contagio all’industria dell’indotto.

Tralasciando l’estrema variabilità di questi due indicatori, sottolinerei come l’indicatore principe resta quello relativo alla media a quattro settimane, che resta tuttora oltre le 600.000 unità, nonostante la discesa di 10.000 richieste.

Troppo poco per segnalare una svolta, una svolta che avrà bisogno di ulteriori conferme nelle prossime settimane e che comunque facendo riferimento alla doppia recessione ravvicinata degli anni ’80 non significa sostanzialmente che questa dinamica possa segnalare la fine di una recessione di cosi vasta portata e correlazione.
Graph: 4-Week Moving Average of Initial Claims

Probabilmente i sussidi di disoccupazione hanno raggiunto il picco di questo ciclo economico, ma difficilmente assisteremo ad una fase di ripresa dell’occupazione, che vedrà piuttosto un aumento delle ore lavorative e un ritorno a medio regime di tutti coloro che sono stati costretti ad “subire” il part-time per cause economiche.

Date un’occhiata a questo sito Esd.wa.gov si tratta delle estensioni ai sussidi di disoccupazioni previsti da una legge che prevede un massimo di ulteriori 33 settimane di sussidi di disoccupazione la Emergency Unemployment Compensation (EUC). Secondo Mike Shedlock questa legge crea una distorsione statistica che porterebbe il numero delle settimane continuative dei sussidi più vicini ai 9,4 milioni che al record di 6,883 milioni segnato oggi.

Inoltre secondo Bloomberg in aprile il numero record di 33, 8 milioni di cittadini americani ha ricevuto i cosidetti ” Food Stamps ” oltre il 20 % rispetto all’anno prima, che ricordano dannatamente la cosidetta social card di Tremonti.

Il ” Food stamps program ” avviane attraverso una carta elettronica consegnata a coloro che vivono sotto la soglia della dignità, accreditata mensilmente dal governo e finalizzata all’acquisto di alimentari nei supermercati.
July 7 (Bloomberg) — A record 33.8 million people received food stamps in April, up 20 percent from a year earlier, as unemployment surged toward a 26-year high, government figures show. Spending also jumped, as the average benefit rose.

It was the fifth straight month of record participation in the Supplemental Nutrition Assistance Program , according to the US Department of Agriculture, and up 1.8 percent from the prior month. Total spending was $4.5 billion, up 19 percent from the previous all-time high reached in March, the USDA said.

Se qualcuno ha dato un’occhiata in profondità ai dati rilasciati da Alcoa invece che esaltarsi per il meno peggio di quello che nessuno sa analizzare, forse sarebbe interessante mettere un bel microscopio sulle voce contenimento dei costi, figlia di una continua erosione dell’occupazione.

July 8 (Bloomberg) — Alcoa Inc., the largest U.S. aluminum producer, reported a second-quarter loss that was smaller than analysts’ estimates after production cuts and workforce reductions helped the company save money.

Taglio alla produzione e taglio all’occupazione ecco il leit-move della prossima campagna di trimestrali.

E qui farei una interessante premessa in riferimento alla stagione delle trimestrali che si sta aprendo in America, nuova stagione che vedrà focalizzata l’attenzione sulla fantasia contabile delle istituzioni finanziarie americane e sulla percentuale di minori perdite o maggiori guadagni che l’erosione della forza lavoro e la riduzione della produzione produce, palliativi di breve termine che lasciano come spesso accade il tempo che trova.
Sarà inoltre interessante assistere agli orizzonti previsti dalle varie aziende, aspettative che ci diranno quanto sia reale o sostenibile un’eventuale ripresa dell’economia.

Si assistere alle dichiarazioni di ottimismo dei vari amministratori delegati, visto che negli ultimi tre mesi i cosidetti ” insider dealing ” i ceo di circa 252 aziende hanno venduto azioni proprie delle proprie società per un totale di 1,2 miliardi di dollari, più o meno come accadde nel giugno 2007, nove venditori che credono nelle potenzialità della loro azienda ogni misero compratore…..

Executives at 252 companies in the S&P 500 unloaded shares since March 10, with total net sales reaching $US1.2 billion, according to data compiled by Princeton, New Jersey-based InsiderScore, which tracks stocks. Companies with net sellers outnumbered those with buyers by almost 9-to-1 last week, versus a ratio of about 1-to-1 in the first week of the rally. Businessday
Un esempio lampante ci è stato fornito da uno dei mostri sacri della finanza nostrana, il quale sostiene che ……

ROMA (MF-DJ)–“La Borsa e’ pronta a 12 anni di rialzi”. Lo ha detto l’a.d. di Mediolanum, Ennio Doris, in un’intervista a Il Giornale. “Non chiedetemi cosa faranno i mercati da qui a un anno – ha continuato – troppi sono gli elementi di incertezza. D’altra parte non mi interessa chi cerca ritorni di breve termine. La crisi e’ una grande opportunita’ di investimento. Le Borse sono tornate ai livelli del 1996, quindi 12 anni in cui i guadagni sono stati nulli. Periodi del genere erano gia’capitati nel ’37-’49, nel ’63-’74, a esempio. E ogni volta sono stati seguiti da periodi altrettanto lunghi di forti guadagni. E’ quello che ci aspetta ora: altri 12 anni di ripresa”, ha concluso.

Dodici anni di ripresa che mandano in frantumi la mia teoria di una nuova “lost decade”, dodici anni di ripresa sul semplice assunto che la storia si ripete inesorabilmente e che se abbiamo avuto dodici anni di rendimenti nulli ora avremo dodici anni di miracoli continui…..potenza dell’analisi fondamentale.

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Postato da: icebergfinanza a luglio 09, 2009 21:58 link commenti (5)

http://icebergfinanza.splinder.com/post/20929596/BALLANDO+SULL%27+ORLO+DEL+VU

Fonte: http://mercatoliberonews.blogspot.com/2009/07/ballando-sull-orlo-del-vulcano.html

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