La teoria dell’OMS sul coronavirus vacilla

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di Fintan Dunne, copyright Sarstravel.com 23 aprile 2003 Vi stiamo dicendo da dieci giorni che la squadra di ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta sbagliando tutto. Oggi il Times of London riporta che gli scienziati “hanno subito una sconfitta dopo aver scoperto che il coronavirus, incolpato della potenzialmente fatale malattia, non era presente nella maggior parte dei pazienti contagiati”.
Che ammissione! Poiché, il 16 aprile, l’OMS disse ufficialmente che il coronavirus era la causa della SARS. Ma vedete quello che ha detto al London Times il maggiore ricercatore canadese di SARS, Dr. Frank Plummer, direttore scientifico del Laboratorio Nazionale di Microbiologia del Canada di Winnipeg:
Ha detto che “Solamente il 40% delle persone con quello che chiamiamo SARS hanno il coronavirus. Non abbiamo trovato nessun altro virus, ma la connessione tra la SARS ed il coronavirus in realtà è molto debole”.
Infatti, la percentuale di campioni di SARS canadesi nei quali può essere trovata la causa ufficiale della SARS è declinata, secondo le dichiarazioni ai media del Dr. Plummer, dal 60% al 50% e adesso al 40%.
Non solo il Dr. Plummer trova il coronavirus in solamente una minoranza dei cd casi di SARS, ma, come riportato su SarsTravel.com più di una settimana fa, egli trova così poco del virus che dubita possa essere la causa. VASTE IMPLICAZIONI Le implicazioni di tutto ciò per l’attuale teoria della SARS appoggiata dagli 11 laboratori dell’OMS impegnati nelle ricerche sulla SARS sono potenzialmente molto imbarazzanti se non assolutamente catastrofiche. Dick Thompson, un portavoce dell’OMS, ha evitato di parlare delle possibili conseguenze.
“Per ora, restiamo della nostra opinione che il coronavirus sia la causa, ma quello che dobbiamo investigare è il perché di questa anomalia in Canada”, ha detto al London Times. Il suo uso delle parole “per ora” è sinistro in questo contesto.
Il Dr. Marc-André Beaulieu, consigliere medico anziano di Health Canada, ha detto al Times che tutti gli scienziati ed i dipartimenti governativi che lavorano alla SARS dovrebbero essere “più prudenti”.
In altre parole, come ha ripetuto SarsTravel.com, vi è stata fretta nel giudizio dell’OMS e delle altre autorità sanitarie.
Gli asseriti 200 e più decessi di SARS non sono che un sottogruppo dei 3-4 milioni di decessi annuali in tutto il mondo di “regolare” polmonite.
Se vi è una qualche validità nell’estrarre questi decessi dalla generalità dei casi di polmonite, vi deve essere un sottostante agente patogeno presente nella grande maggioranza dei casi. Alla SARS non deriva alcuna validità scientifica meramente a causa di un acronimo accattivante.
Dunque, l’OMS e le atre autorità sanitarie ridurranno ora i casi di pretesa SARS solamente a quelli che dimostrano la presenza del coronavirus? No, essi giocano ancora sui numeri concentrandosi sui casi “probabili”. Casi di che, esattamente? Questa è ora la domanda chiave. SUPERDIFFUSORI DI CHE? Perché persino quando il coronavirus è presente, lì ve ne è veramente poco. Per essere una valida causa della pretesa sindrome respiratoria vi devono essere sufficienti concentrazioni del virus per esercitare un effetto debilitante sui pazienti. I casi di SARS dovrebbero avere sciami del virus.
Invece, come aveva precedentemente dichiarato il Dr. Plummer , ve ne è così poco che i ricercatori hanno dovuto affidarsi ad uno strumento dei patologi, la Polymerase Chain Reaction (PCR), per trovare copie del virus.
Un’altra anomalia ha afflitto la definizione clinica della SARS. Pare che vi siano essere due varietà della malattia, non una.
La prima ha un basso tasso di trasmissibilità. Per esempio, dei più dei 200 “probabili” casi di SARS negli USA, il Center for Disease Control non ha riportato nessun decesso e solamente 35 casi che sono realmente SARS. I cinque pazienti esaminati dal CDC e trovati ad avere un individuabile coronavirus si sono tutti ristabiliti. Nessun reparto ospedaliero è stato chiuso. Non è scoppiata nessuna epidemia.
Per contrasto, Hong Kong e Toronto hanno avuto una significativa trasmissibilità ospedaliera della malattia. Questo ha portato al termine “superdiffusori” che viene impiegato per cercare di tenere conto dell’anomalia.
Comunque, mentre presenziava al Simposio Internazionale sulla SARS lunedì a Taipei, il Professore di Hong Kong Yuen Kwok-yung ha scartato il termine.
Qui vi è il suo scambio di opinioni con il Taipei Times:
Taipei Times: Una delle ragioni per le quali Taiwan ha riportato così pochi casi di SARS rispetto a Kong e Singapore è che Taiwan non ha “superdiffusori”. Cosa rende i “superdiffusori” più contagiosi degli altri pazienti con la malattia?
Yuen Kwok-yung: Al momento non sappiamo esattamente cosa sia un “superdiffusore”. Questa è fondamentalmente una definizione epidemiologica, nella quale molte persone vengono infettate dallo stesso paziente. Essi chiamano il paziente un “superdiffusore”. Ma il concetto non è stato ancora provato.
Ben detto. Un virus non varia la sua infettività a piacere o ad hoc. Neppure è provata una “mutazione” del virus o provata o probabile per contare sulla discrepanza. I concetti di “mutazione” e “superdiffusore” possono essere semplicemente una falsità per cercare di tenere conto del fatto che non vi è una causa o risultato definitivo per la SARS.
Posto in altra maniera, stiamo passando vicini attorno al riconoscimento che la SARS è un artificiale e spurio assemblaggio. Meramente un piccolo sottoinsieme del vasto numero di esistenti casi di polmonite. Nessuna nuova singolare malattia. Nessuna provata causa virale. Solamente sporadici incidenti di alta trasmissibilità di polmonite collegati a fogne aperte — come l’evento accaduto a Amoy Gardens, Kong Kong. Questo è il genere di sporadiche anomalie che ad ogni modo ci aspetteremmo di trovare in tutti i sottogruppi del vasto numero di casi di polmonite in tutto il mondo.
Perciò, solamente un’epidemia di polmonite esistente avvolta in un nuovo concetto chiamato SARS. MEME O SINDROME Il concetto di SARS è una meme — un termine coniato del Professor Richard Dawkins. Le meme sono contagiosi schemi di informazioni che si replicano infettando le menti umane ed alterando il loro comportamento, causando loro di propagare lo schema.
Slogan, frasi accattivanti e mode sono tipiche meme. Nel nostro istantaneo mondo elettronico, meme perniciose come la SARS possono diffondersi più velocemente di qualsiasi malattia patogena. Proprio ora la meme della SARS ha afferrato le autorità sanitarie ed il pubblico.
I suoi effetti sono fuori da ogni proporzione di provati pericoli alla salute. Ora è il momento del giornalismo responsabile. Come abbiamo affermato più di una settimana fa, è tempo per prudenti, ben provate ed equilibrate dichiarazioni sulla SARS da parte delle autorità sanitarie.

Fonte: http://www.disinformazione.it/SARS2.htm

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