Da seimila anni le sette segrete dominano il mondo

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Chi governa effettivamente gli Stati? La questione può apparire oziosa eppure da secoli questa è una domanda che sono in molti a porsi. In particolare si potrebbe dire che da sempre sono serpeggiate delle teorie secondo cui il potere politico-economico sarebbe detenuto non da capi di Stato e di Governo ma da una sorta di confraternita di burattinai che riuscirebbe a manipolare a suo piacimento il potere politico, quello economico e persino quello culturale. Molte di queste idee appaiono francamente inaccettabili ma che sette segrete e “camarille” esoteriche abbiano avuto un ruolo significativo in molte vicende politiche e storiche è fatto più che appurato. Come ignorare gli studi di Giorgio Galli sulle componenti esoteriche nel Reich millenario? Come trascurare il ruolo di maghi e paragnosti che hanno messo lo zampino nella vita politica, dai tempi del cardinale di Richelieu a quelli nostrani di Bill Clinton e George Bush? Eppure voler ridurre tutto all’influenza avuta da rasputineschi personaggi nella storia di corti e capi di Stato significa voler trascurare il fatto che esistono effettivamente organizzazioni poco conosciute, club assolutamente esclusivi, che si prefiggono come scopo quello di riuscire ad influenzare le sorti delle politiche continentali e planetarie. Non si può dimenticare che oggi esistono istituzioni economiche ed uomini il cui potere finanziario è talmente grande da poter agevolmente decidere delle fortune di interi popoli e di interi Stati. Anche qui, se ben guardiamo, scopriamo che uomini che decidono la “finanza” a livello planetario sono appartenenti ad associazioni di stampo esoterico o presunti tali, professanti in alcuni casi anche ritualità ripugnanti. Bisogna stare molto attenti, però, quando si “maneggia” tale materia. Infatti le teorie cospirazioniste in passato, purtroppo, hanno rappresentato fertile terreno per far crescere l’intolleranza verso taluni gruppi sociali che hanno poi subito il morso della persecuzione e persino dello sterminio. Ritornando alle associazioni “mondialiste”, ve ne sono alcune che si riuniscono annualmente e che raccolgono il fior fiore dei big della politica e dell’economia internazionale. Altre che invece sono divise in sezioni e la cui potente influenza si intravede in più di un passaggio nelle intricate vicende economico-politiche degli ultimi decenni. Una per tutte il caso della Commissione Trilaterale. Questo organismo presieduto dal magnate per antonomasia David Rockefeller si sa che è stato quello che ha aperto le porte della Cina all’economia di mercato. La Commissione di cui è Segretario Generale Henry Kissinger alla fine degli anni settanta si presentò a Pechino per un incontro con la dirigenza Cinese. A guidare quella mitica “carovana” di finanzieri, banchieri ed imprenditori che fungeva da apri pista dell’economia occidentale oltre la Grande Muraglia, c’era Gianni Agnelli, altro potente adepto della Commissione Trilaterale. In quell’occasione il presidente della Fiat scoprì che nell’ex Impero Celeste vi era un italiano osannato e riverito in Cina eppure sconosciuto ai più in Italia. Il personaggio non era uno degli oscuri capetti dei marxisti leninisti nostrani bensì un ex adepto della Loggia Massonica Propaganda 2 (la P2) unico ad aver denunciato le deviazioni gelliane e per questo espulso da quella società iniziatica. Si trattava del Professor Giancarlo Elia Valori. “Il Professore”, così è conosciuto negli ambienti che contano, è stato Presidente di una grande azienda dell’Iri. Per anni ha presieduto la Società Autostrade ed è amico di alcuni dei più enigmatici capi di Stato al Mondo. Proprio per questo fu l’unico occidentale (come titolarono i giornali negli Stati Uniti) ammesso ai funerali del dittatore comunista della Corea del Nord Kim Il Sung. Ritornando alla Commissione Trilaterale, ha veramente questa “associazione” la possibilità di influire ed imporsi nella politica di singoli Stati nazionali? Teoricamente la risposta è affermativa anche perché ne fanno parte membri di Case regnati, capi di Stato e i massimi vertici dell’economia mondiale. In pratica, però, la realtà sociale e molto difficile da indirizzare incontrandosi i membri della Trilaterale un paio di volte all’anno. La Commissione presieduta da Rockefeller, però, non è l’unico gruppo in cui i potenti farebbero “comunella” per decidere le sorti della Terra. In questi organismi spesso si ritrovano fianco a fianco personaggi che ufficialmente si fanno una feroce guerra ma che poi nelle riunioni societarie si comportano da amiconi. E cosa decidono in fraternazione questi potenti nelle loro riunioni di vago sapore massonico? Certo non deve far piacere ai membri di queste conventicole far sapere all’esterno quali sono le loro decisioni e le scelte prefissate nelle loro riunioni ed agapi. Perché altrimenti Andrew Meyer, ventunenne, studente universitario è stato messo a tacere e portato via in malo modo dalla Polizia solo per aver – durante una conferenza stampa presso l’università di Miami – chiesto al senatore John Kerry, avversario di Bush, se abbia mai fatto parte della società segreta Skull & Bones a cui si dice appartenga anche l’attuale presidente degli Stati Uniti? Perché il giovane sotto gli obbiettivi delle telecamere è stato portato via, ammanettato e messo a tacere con una potente scarica elettrica? Perché era pericolosa quella domanda fatta da Meyer? E’ così potente la Skull & Bones da essere in grado di far tacere qualsiasi persona che faccia domande sui suoi membri? Cosa decidono i membri di questa organizzazione durante i loro rituali lavori che ricordano in qualche modo le architettoniche fatiche della libera muratoria? Lasciando questi interrogativi agli elettori statunitensi, noi europei non possiamo non parlare del Gruppo Bilderberg. Cosa è questa associazione? Da dove prende il nome? Il Gruppo si chiama così dall’ albergo in cui si riunirono per la prima volta in Olanda nel 1954, settanta altissime personalità. Qualcosa di vero ci deve essere sul fatto che Capi di Stato, ministri, banchieri e finanzieri nelle loro riunioni internazionali provano a mettere delle ipoteche sulla sorte dei loro popoli, passando alla bisogna sulla testa anche delle libere istituzioni democratiche che legiferano o governano le nazioni. Infatti, tra i fondatori del gruppo Bilderberg si annoverano: Joseph Retinger, economista polacco di famiglia ebrea, cattolico, conosciuto come ’Sua Eminenza Grigia’. Fu tra i fondatori e segretario generale fino al 1952 dell’United European Movement presieduto da Winston Churchill e finanziato dall’ACUE (American Committee for United Europe). La visione di Retinger era costruire un’Europa Unita per arrivare ad un Mondo unito guidato da Organizzazioni Sovranazionali che avrebbero garantito più stabilità ai singoli governi nazionali. Altro personaggio era Bernard di Lippe-Biesterfeld, Principe d’Olanda, presidente del Bilderberg fino a quando, nel 1976, diede le dimissioni per lo scandalo di una tangente da 1,1 milioni di dollari pagata dalla Lockheed Corporation, per la vendita di aerei caccia all’aviazione olandese. C’è poi David Rockefeller, di cui abbiamo già parlato a proposito della Commissione Trilaterale e referente per la sponda americana. Ogni anno, lo Steering Commettee, il ristretto gruppo che gestisce gli incontri segreti del Bilderberg, invita un certo numero di personaggi legati al mondo della finanza, dell’economia e della politica a livello mondiale. Gli incontri si tengono ogni volta in un Paese diverso. L’ultima riunione tenutasi in Italia risale al 2004, quando politici, banchieri e altri personaggi, legati per esempio alla Rothschild Europe e alla Goldman Sachs, si incontrarono a Stresa, sul Lago Maggiore. Non si accede alle riunioni del Bilderberg senza invito, e non sono previste conferenze stampa ne’ tantomeno vengono stilati precisi rapporti finali degli incontri. Qualche giornalista può riuscire ad ottenere informazioni, ma non certo perché si presenta nella hall dell’hotel di turno e intervista i partecipanti…La security non fa sconti, anzi. Dunque ancora una volta non sono graditi i giornalisti e ficcanaso? È solo una questione di privacy? Non hanno diritto le genti a conoscere cosa si dicono i loro governanti quando s’incontrano tra loro? Purtroppo, questi atteggiamenti sembrano confermare forse che qualcosa deve essere tenuto nascosto. Secondo alcuni appassionati di misteri, in realtà il nostro pianeta sarebbe governato sin dall’epoca dei sumeri da una spietata elite che tramanderebbe il suo potere, da millenni, da padre in figlio e a tavolino deciderebbe guerre, gioie e dolori dei popoli, come se giocasse una planetaria partita a scacchi. Certamente non è così, però, allora i potenti della Terra dovrebbero rendere sempre visibili le loro azioni e non celarle nelle conventicole. Un esempio per tutti. I padri fondatori dell’Europa volevano una Europa dei popoli ed invece alcune forze hanno creato una Europa dei mercanti e dei banchieri.

Papantonio Merlino

Fonte: http://www.ilmeridiano.info/dettaglioPagina.aspx?idPage=71&idPar=387

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