Un microscopio per i cammelli

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Viste le reazioni dei soliti personaggi con le solite accuse generiche senza un solo dato e senza nemmeno il coraggio di una firma e di un indirizzo, non perderò più tempo con loro perché ho già risposto a quegli stessi personaggi decine di volte. Chi ha qualcosa di circostanziato lo renda pubblico e abbia il coraggio di mostrare la faccia perché a mettere fango nel ventilatore sono capaci tutti. Quanto ai risultati della nostra ricerca, non posso andare di salottino in salottino a raccontarli e a spiegarli a chi non ha alcuna intenzione di capire di che diavolo si tratta. Questi risultati sono disponibili in libri, articoli, conferenze, congressi e comunicazioni varie. Non è colpa mia se non si vuole o non si sa leggere. A volte mi stupisco io stesso di quanto mi venga facile prevedere il futuro, e questo senza possedere alcuna facoltà divinatoria.
Chi mi legge d’abitudine ricorderà certamente che io scrissi a più riprese come, ad elezioni celebrate, la Onlus Carlo Bortolani ci avrebbe tolto il microscopio elettronico. Puntuale come la morte e le tasse, ecco l’altro ieri la raccomandata in data 29 giugno che conferma la previsione.
I lettori del libro Il Girone delle Polveri Sottili conoscono l’antefatto, ma per chi non ne fosse al corrente sia detto che il primo microscopio elettronico con cui ricercavamo sul tema delle nanopatologie (una scoperta di mia moglie, la dott.ssa Antonietta Gatti) ci fu sottratto. Accadde allora che Beppe Grillo diede pubblicità alla cosa, s’iniziò una raccolta fondi e, nel giro di un anno, si raccolse la cifra necessaria (378.000 Euro) per acquistare un nuovo microscopio.
Per non dare adito a pettegolezzi o ad illazioni varie (che poi ci furono lo stesso per la nota fecondità di certe mamme), io feci intestare l’apparecchio alla Onlus Carlo Bortolani di Reggio Emilia alla quale facevo arrivare tutte le donazioni ed alla quale portavo tutto il denaro che ricavavo dalle mie conferenze. Nell’anno della raccolta ne tenni all’incirca 220, viaggiando a mie spese e girando ogni Euro ricavato alla Onlus.
Come è sempre stato chiaro, soprattutto per le dichiarazioni di Beppe Grillo nel corso dei suoi spettacoli, a molti dei quali io partecipavo, e per tutto quanto compariva sul suo blog (“La Ricerca Imbavagliata”), il microscopio era destinato personalmente ai dottori Antonietta Gatti e Stefano Montanari al fine esclusivo di consentire le ricerche sulle nanopatologie e non altro.
Coscienti della destinazione e convinti della sua bontà, migliaia di sottoscrittori contribuirono all’acquisto.
E’ evidente che nessuno ha mai pensato che la onlus Bortolani potesse ritenere moralmente di essere proprietaria del microscopio.
Ora, senza che noi venissimo in alcun modo interpellati, la Onlus Carlo Bortolani decide di “donare” (il verbo fa un certo effetto) all’Università di Urbino il microscopio che legalmente, ma non certo moralmente, possiede grazie all’ingenuità mia e di mia moglie.
È fin troppo ovvio che nessuno dei sottoscrittori è mai stato informato di questa destinazione né, tanto meno, lo fu al momento della raccolta fondi. Si tratta, perciò, di un’operazione a dir poco opinabile dal punto di vista della correttezza: si chiede denaro per uno scopo, si ottiene il denaro e poi, dopo un po’ di tempo, con quel denaro si decide di fare altro.
Si potrebbe ipotizzare (e capire) anche che la onlus Bortolani abbia pensato di liberarsi di una responsabilità (sotto il profilo strettamente giuridico) che non voleva più avere: ma, proprio per questo, io e mia moglie avevamo provato numerosissime volte, e per molti mesi, a fissare un incontro ma non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta. Avremmo potuto, nell’occasione, concordare insieme una soluzione comune.
La scorrettezza continua andandosi a leggere ciò che la Onlus Carlo Bortolani pubblica sul suo sito e che riporto in calce: noi potremo usare il microscopio un giorno la settimana recandoci ad Urbino!
Su questo punto sarebbe anche meglio non commentare, visto che, con ogni evidenza, non si tengono in considerazione le esigenze della ricerca.
Superando per un attimo il fatto che si dispone del nostro tempo e si fa un accordo che ci coinvolge direttamente nemmeno consultarci, sia chiaro che la ricerca sulle nanopatologie richiede un tempo pieno e non certo un giorno la settimana (in un luogo ubicato ad oltre 200 chilometri di distanza). Inoltre quell’Università non ha nel suo organigramma nessuno che abbia competenza sulla materia specifica né le attrezzature ancillari indispensabili né personale tecnico che abbia ricevuto la formazione necessaria. Resta, poi, da vedere se nel locale riservato al microscopio esisteranno le condizioni ambientali e di legge per poter continuare la ricerca, cosa di cui mi permetto fortemente di dubitare, se non altro stante il fatto che nessuno ci ha chiesto istruzioni sull’eventuale allestimento.
Se proprio la Onlus Bortolani desiderava sottrarre il microscopio alla disponibilità del nostro centro, resta tutto da spiegare il perché non lo abbia “donato” al Laboratorio di Biomateriali dell’Università di Modena di cui mia moglie è responsabile. Deve essere chiaro: al di là della bizzarria dell’operazione, noi non abbiamo alcuna obiezione al trasferimento ad Urbino, ma questo a patto che siano rispettate certe condizioni di base, e, prima di tutto, sia onorata la volontà dei tanti donatori (tra cui ci sono io che ho raccolto con le mie conferenze all’incirca i tre quarti della somma) la cui buona fede risulta tradita. Naturalmente è improponibile che quel microscopio lavori per qualcosa che non siano le nanopatologie e, per questo, è del tutto indispensabile che mia moglie ed io, davanti ad un fatto compiuto, siamo strutturati immediatamente presso l’Università di Urbino e possiamo lavorare con tutta l’attrezzatura del caso per tutto il tempo necessario, il che significa almeno otto ore al giorno per cinque giorni la settimana.
Riprendendo un’immagine che tanto divertiva il pubblico di Beppe Grillo, il microscopio non dovrà servire per osservare le emorroidi dei cammelli australiani.
Nel frattempo mi auguro che Beppe, il cui contributo a suo tempo è stato fondamentale, in coerenza con quanto sostiene pubblicamente (anche di recente, in occasione della presentazione della lista civica di Bologna, alla quale ha partecipato personalmente mia moglie), s’impegni ad impedire un’azione che chiuderebbe di fatto le ricerche. Che è proprio ciò che chi ha operato come detto sopra desidera.
Questa non è una ricerca di aiuto: si tratta semplicemente di una segnalazione rivolta a coloro che, avendo creduto ed investito in un progetto, meritano di essere informati sui suoi sviluppi di certo non dichiarati a suo tempo.

http://www.bortolanionlus.it/2009/06/30/donato-il-microscopio-all%E2%80%99universita-di-urbino/Il microscopio ESEM è stato donato all’Università di Urbino, ente scelto fin dal termine della raccolta fondi lanciata da Beppe Grillo come partner nella ricerca scientifica e nell’utilizzo dello strumento. Nella donazione la clausola che permette l’utilizzo del microscopio ai Dottori Stefano Montanari e Antonietta Gatti.

Considerato
– che il microscopio ESEM a scansione ambientale e lo strumento di microanalisi di proprietà dell’Associazione Carlo Bortolani Onlus, erano vincolati a un contratto di comodato d’uso fra l’Associazione Carlo Bortolani Onlus e il Centro di Geobiologia dell’Università di Urbino diretto dal Prof. Rodolfo Coccioni, stipulato in condivisione con la Dott.ssa Antonietta Gatti e il dott. Stefano Montanari;
– che l’Associazione Carlo Bortolani Onlus, nel rispetto della normativa, non può occuparsi di ricerca scientifica, né finanziare essa;
– che da Luglio 2008 il Centro di Geobiologia, al pari degli altri Centri dell’Università di Urbino, ha cessato di esistere;
– che l’Università di Urbino, attraverso la Facoltà di Scienze e Tecnologie, si è resa disponibile ad accettare in donazione il microscopio, accollandosi tutte le spese di gestione, ferma restando la clausola contrattuale che consente ai dottori Gatti e Montanari di proseguire nell’utilizzo dello strumento ai fini della ricerca scientifica così come previsto nella campagna di raccolta fondi lanciata da Beppe Grillo nel Marzo 2006;
– che il coinvolgimento dell’Università consente di allargare e implementare ulteriormente la ricerca scientifica sulle nanoparticelle, sulle patologie ambientali e su altre tematiche relative all’ambiente, ad altri scienziati e ricercatori così da consentire il massimo sfruttamento delle potenzialità e delle opportunità offerte dal microscopio;
tutto ciò premesso
Il giorno mercoledì 17 giugno 2009 l’Associazione Carlo Bortolani Onlus, rappresentata dal Presidente Avv. Marina Bortolani, si è recata ad Urbino presso lo studio del Notaio Dott. Marco Paladini insieme al Dott. Enzo Fragapane, Direttore Amministrativo dell’Università di Urbino in rappresentanza del Rettore per la stipula della contratto di donazione attraverso il quale il microscopio a scansione ambientale Q200 Feg ESEM Quanta-200 FEI con microanalisi a dispersione di energia di proprietà dell’Associazione Carlo Bortolani Onlus viene donato all’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con sede in Urbino CF 82002850418.
La donazione, nel rispetto della raccolta fondi pubblica lanciata da Beppe Grillo iniziata nel mese di Marzo 2006 e terminata nel mese di Marzo 2007, è vincolata nell’atto di donazione dalla seguente servitù:
“La Dott.ssa Antonietta Gatti e il Dott. Stefano Montanari potranno usufruire dell’utilizzo del microscopio ESEM donato dall’Associazione stessa alla Facoltà di scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino per effettuare ricerche scientifiche sulle nanopatologie in relazione alle ricerche in corso e per consentirne la prosecuzione, almeno per un giorno alla settimana e in accordo con le norme stabilite dalla stessa Facoltà per l’utilizzazione delle grandi strumentazioni”.
Il Prof. Rodolfo Coccioni sarà il responsabile scientifico del microscopio. Sarà premura del Prof. Coccioni informare ogni tre mesi l’Associazione sull’utilizzo del microscopio, sulle ricerche effettuate dai diversi scienziati e ricercatori che utilizzeranno questo strumento e sui risultati delle loro ricerche pubblicati su specifiche riviste scientifiche.
L’Associazione Carlo Bortolani Onlus si impegna a divulgare tempestivamente tali aggiornamenti.
L’Associazione Carlo Bortolani Onlus auspica che l’ampliamento del numero di scienziati e ricercatori che oltre alla Dott. Gatti e il Dr. Montanari potranno utilizzare il microscopio ESEM possa giovare ulteriormente allo sviluppo della ricerca scientifica in campo ambientale e che si possa essere ancora più orgogliosi delle scoperte scientifiche realizzate attraverso l’utilizzo di questa importante strumentazione acquistata grazie alle generosità di migliaia di benefattori.
Associazione Carlo Bortolani OnlusImmagine da: http://www.emailvirals.com/data/media/1/camel_in_the_sun.jpg

Fonte: http://www.stefanomontanari.net/

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