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I pellets da alcuni anni hanno affiancato o sostituito la legna nell’alimentazione di molte stufe. Secondo una notizia di pochi giorni fa, però, alcuni di questi sarebbero risultati radioattivi. Hanno forse trovato un altro modo per riciclare rifiuti speciali?

di Debora Billi

pellets
Pare che i pellets contengono materiale radioattivo
Quando ho comprato una piccola stufa a legna per la casetta al paese, fior di espertoni mi hanno tormentato conti alla mano, onde dimostrare la mia personale obsolescenza. “Ancora con le stufe a legna? Ma guarda che hanno inventato i pellets! Ha ha!” Si sa, le donne. Che ne sanno di potere calorifico, efficienza, combustione? Ho sempre guardato i pellets come si guarda un biglietto da tre dollari. Non mi garbava anzitutto di rendermi schiava di un mercato a me ignoto, trovarmi in balìa di rialzi di prezzo ingiustificati o, peggio, legati alla moda del momento e a qualche furbo speculatore. Inoltre perché utilizzare un prodotto industriale là dove il prodotto naturale sortiva quasi lo stesso effetto? Tutti sembrano credere che i pellets siano solo del sano legno tecnologicamente pressato et voilà, ecco un carburante miracoloso. Non mi sono mai fidata.

Purtroppo, e succede persino con i formaggi, ogni produzione in cui c’è manipolazione è esposta al pericolo del riciclaggio rifiuti. Chi istintivamente “non si fida” è in genere considerato un ingenuotto che non conosce il processo industriale, il fatto che “ma è impossibile che…”, finché non succede qualcosa che dà ragione all’ingenuotto.

E solo ora si scopre che i pellets “ma è solo legna pressata! ha ha!” hanno in realtà misteriosa provenienza e ancora più misteriosi ingredienti. Prodotti in oscure fabbriche dell’Est europeo, importati da chissachi, sono perfino radioattivi. Probabilmente è colpa dell’inquinamento limitrofo alla fabbrica”, inventa la TV: molto più probabilmente, invece, nei pellets hanno trovato l’ennesimo modo per riciclare rifiuti speciali. Triturati in mezzo a tutto, impacchettati, spediti in tutta Europa, e bruciati poco a poco nei camini degli ignari cittadini. Una volta scrissi che i termovalorizzatori siamo noi, e non è mai stato così vero.

L’ingenuotta qui presente si tiene la sua “ignoranza tecnologica” e continua a preferire il basic. Dal cibo in poi.

Fonte: http://www.terranauta.it/a1155/energie/volevo_la_stufa_a_legna.html

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