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Abbiamo già avuto modo di discutere in altri post sull’uso prolungato di apparecchi elettronici, che emettendo onde elettromagnetiche, potrebbero portare a squilibri all’attività bio-elettrica delle cellule che compongono il corpo umano. La situazione è già di per se non ottimale, la mancanza dei giusti rapporti di minerali ed oligoelementi presenti all’interno delle cellule e nel liquido extracellulare non crea un buon terreno cellulare, come risultato le cellule si indeboliscono (a prescindere dal tipo di cellule specifiche) e sono maggiormente soggette a squilibri funzionali e quindi malattie.Adesso l’attenzione cade sui metalli pesanti contenuti (in grande quantità rispetto alle normali richieste organiche) nei telefoni cellulari, i quali possono provocare fastidiose reazioni allergiche, soprattutto se li si usa molto a lungo.Aumentano in Italia i casi di “dermatite da cellulare”, causata dal nichel e dal cromo contenuti nelle parti di metallo che compongono il telefono. I dermatologi, in Italia e nel mondo, stanno lanciando l’allarme, sottolineando il bisogno di regole precise e rigide su questo argomento.Le categorie a rischio sarebbero gli adolescenti, che usano il telefono per molte ore, e le donne, o chi, in generale, usa la bigiotteria, perché sono già state esposte al contatto, seppure limitatamente.I sintomi sono quelli delle allergie, ma il rischio è aumentato dal fatto che l’esposizione stessa, se prolungata, può generare l’insorgere dell’allergia. Le conseguenze, poi, sono arrossamenti, irritazioni e pruriti, da curare con creme, di solito a base di cortisone. Le zone colpite, generalmente, sono mani e viso.Nel gennaio dell’anno scorso, uno studio pubblicato sul The Canadian Medical Association Journal ci informava sulla presenza di nichel e cromo in almeno la metà dei telefoni in circolazione, e poi, nell’ottobre successivo, l’Associazione dei Dermatologi Britannici diede l’allarme sui disturbi generati, di fatto dichiarando l’esistenza della “dermatite da cellulare”.Annarosa Virgili, direttrice della Clinica Dermatologica dell’Ospedale Universitario Sant’Anna di Ferrara, fa notare come sia difficile, o impossibile, sapere se un telefono contiene o meno questi elementi prima di acquistarlo, e suggerisce di scegliere modelli con l’esterno in plastica, oppure di procurarsi uno dei kit in commercio, per rilevare la presenza dei metalli in questione. Per ridurre il rischio, inoltre, si consiglia anche di ridurre l’uso del telefono se possibile, e di ricorrere dell’auricolare, per evitare contatti potenzialmente dannosi.Recentemente, Samsung ha dovuto fermare la produzione dell’L700, nel quale si sono riscontrati livelli di nichel superiori di 40 volte a quelli permessi. L’azienda ha anche attivato un programma di sostituzione delle parti potenzialmente pericolose.Anche Sony Ericsson, Nokia ed LG sono sulla lista, creata dal Ministero della Salute danese. I responsabili delle aziende si sono detti “sorpresi”, perché, a quanto pare, nichel e cromo sarebbero dovuti sparire dal processo produttivo già da molto tempo.

Fonte:http://www.climatrix.org/2009/06/dermatitecellulari.html

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