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Articolo di Giustizia, pubblicato giovedì 25 giugno 2009 in Francia.

[L’Expansion]

In 24 ore l’Italia è stata richiamata all’ordine tre volte da Bruxelles: a causa delle discariche illegali, dell’ineguaglianza uomo-donna sull’età di pensionamento e per aiuti statali illegali. Alcune di queste procedure potrebbero mandarla davanti alla giustizia europea.

La Commissione europea ha deciso giovedì 25 giugno di portare l’Italia davanti alla giustizia europea per infliggerle multe per non aver recuperato aiuti statali illegali. Gli aiuti in questione, teoricamente a favore dell’occupazione, consistevano in due esoneri di imposte sociali per le imprese.

Bruxelles aveva tuttavia stimato, nel 1999, che le imprese in questione non provavano che i fondi pubblici sarebbero veramente serviti a creare nuovi posti o che i dipendenti assunti si trovavano in difficoltà particolari e aveva condannato Roma a recuperare le somme versate. Questa condanna era stata confermata nel 2004 dalla Corte europea di giustizia.

“Secondo i calcoli più recenti presentati dall’Italia è stato recuperato meno del 20% del totale degli aiuti, stimato a circa 281 milioni di euro, dopo più di dieci anni dalla decisione iniziale del recupero da parte della Commissione”, deplora Bruxelles nel suo comunicato. ” La Commissione chiede dunque ora alla Corte di infliggere delle multe all’Italia”, aggiunge.

Ultimatum per ripulire le discariche

La stessa istituzione ha minacciato di prendere severi provvedimenti contro l’Italia per obbligare il governo di Silvio Berlusconi a chiudere e ripulire le migliaia di discariche illegali sul suo territorio. “L’Italia si espone ad eventuali multe se non prende rapidamente provvedimenti per chiudere e ripulire le migliaia di discariche illegali e incontrollate che si trovano sul suo territorio”, ha avvertito la Commission europea nel suo “ultimo avvertimento per iscritto”.

L’ultimatum della Commissione è imbarazzante per il capo del governo Silvio Berlusconi, che sostiene di aver preso provvedimenti per risolvere questo problema e ha proclamato di essere diventato un “esperto nella gestione della spazzatura” durante un summit europeo la settimana scorsa a Bruxelles.

L’Italia è stata condannata nel 2007 dalla Corte di Giustizia europea per quanto riguarda le discariche, “ma deve ancora prendere provvedimenti adeguati per conformarsi al decreto che è stato emesso”, sottolinea la Commissione europea. Se l’Italia non obbedisce la Commissione può portarla di nuovo davanti alla Corte per infliggerle delle multe.

L’Italia è inoltre stata messa sotto accusa mercoledì per il non rispetto di obblighi in materia di trattamenti delle acque di rifiuto. Sono state censite non meno di 325 città e agglomerati urbani che non assicurano un trattamento conforme alle norme europee, sottolinea la Commissione.

L’Italia ha due mesi di tempo per rispondere a queste nuove accuse di Bruxelles. Quest’ affare potrebbe anche costarle un’apparizione davanti alla giustizia europea.

Differenze discriminatorie nell’età di pensionamento

Infine, la Commissione europea ha minacciato giovedì di prendere severi provvedimenti contro l’Italia se non metterà fine alle differenze giudicate discriminatorie nell’età di pensionamento dei dipendenti pubblici secondo che essi siano uomini o donne. L’età legale di pensionamento dei dipendenti statali italiani è di 65 anni per gli uomini e di 60 per le donne. Questa differenza è già costata all’Italia una prima condanna, alla fine del 2008, dalla Corte di Giustizia europea, che ha chiesto che la legislazione venga cambiata.

“L’uguaglianza di trattamento tra uomini e donne è un principio fondante dell’UE, ma più di sette mesi dopo che la Corte di Giustizia ha giudicato discriminatorio il sistema pensionistico del servizio pubblico italiano, le autorità non si sono ancora mosse”, ha commentato il commissario per le pari opportunità, Vladimir Spidia, in un comunicato. “L’Italia deve conformare la sua legislazione con il decreto della Corte il più presto possibile, o rischia nuove procedure legali”, ha avvisato.

In mancanza di reazione alla lettera d’ultimatum di Bruxelles, l’Italia rischia di essere nuovamente chiamata in giustizia e di beccarsi una multa.

[Articolo originale “L’Italie, cible des foudres de la Commission européenne” di L’Expansion]

Fonte:http://italiadallestero.info/archives/6302

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