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di Andrea Cinquegrani [ 05/02/2009]

i spezza in due un treno dell’Alta Velocita’? Fanno regolarmente ritardo le stracelebrate performance delle sue vetture (con disagi inenarrabili sulle tratte regionali)? Ma chissenefrega. Un’auto viene sepolta da una montagna di terra lungo la Salerno-Reggio Calabria che un bel giorno dovra’ portare allo strasognato Ponte sullo Stretto? Ma chissenefrega. Il metro’ di Napoli (chiusura cantieri prevista dieci anni fa, e si continua nello sperpero arcimilionario) sta sventrando il cuore (ormai, quel che ne resta) della citta’, massacrando antichita’ d’epoca romana e mettendo a repentaglio la vita di tanti cittadini (come ha denunciato la Voce ad ottobre e ora accende i riflettori la magistratura)? Ma chissenefrega. Tutte “opere pubbliche” – val la pena di ricordarlo – in perfetto stile Tangentopoli, secondo la prassi inaugurata ormai quasi trent’anni fa col terremoto in Campania: progetti super elastici, varianti continue per la gioia dei soliti mattonari-francobollo di questo o quel politico, subappalti selvaggi, sempre a favore della Spa targata Camorra Mafia ‘Ndrangheta. E poi, lorsignori, parlano di lotta al crimine organizzato, di Stato contro l’antistato, di 30 mila uomini in piu’ per le strade. Ma mi faccia il piacere, diceva il mitico Toto’.
Un Berlusconi in forma, non solo in vena di battute sulle belle donne del nostro belpaese, ma anche in grado di dare tanti numeri. Oltre al nuovo esercito (magari anche privato, a base di security?) anticrimine, ecco le 350 mila e passa intercettazioni architettate da quel genio del male che si chiama Jenchill, al secolo Gioacchino Genchi, che ha la sola colpa di saper usare bene tabulati e computer, di lavorare (uno dei pochi in Italia) al servizio della giustizia e di essere stimato dalle tante famiglie vittime di mafia sparse al sud, soprattutto in Sicilia. Apriti cielo! Lo scandalo del secolo, per il Cavaliere che non vede l’ora di azzerare ogni sorta d’intercettazione, di far piazza pulita di quelle poche toghe, autentiche mosche bianche, che hanno ancora la forza e la voglia di rispettare la Costituzione e lavorare per la giustizia con la G maiuscola.
Subito convocati, Genchi e il pm De Magistris (in attesa di altra crocefissione, dopo il folle trasferimento deciso dal Csm), davanti al Copasir, la strana sigla che ora indica l’organismo governativo di controllo sui servizi segreti (sic). Di cui fa parte, fra gli altri, Fabrizio Cicchitto (ex P2), capogruppo Pdl alla camera; presieduto da Francesco Rutelli, tirato in ballo dall’amico margheritino, l’«esuberante» Renzo Lusetti (la cui prima elezione, un ventennio fa, avvenne nel feudo irpino di Ciriaco De Mita) nell’inchiesta Global Service sugli affari del gruppo Romeo (e non solo) a Napoli (e non solo).
Ma va politicamente giu’ duro, il Cicciobello de noantri, quando sbotta contro Walter Veltroni: «questo Pd sa molto di Pci». Ma ci fosse un Berlinguer dietro l’angolo, invece di tanti piddini senza storia. Come il Letta (Enrico, nipotino del gran ciambellano di Sua Emittenza, Gianni), che cosi’ elabora il suo Pensiero: «Soffriamo di un male oscuro, solo con l’Udc si torna a vincere». Oscuro, anzi grigio, e’ proprio lui, e i tanti come lui che stanno uccidendo le ultime utopie di una “sinistra” politicamente fatta a brandelli.
Intanto, un altro “sinistro”, Fassino, pontifica: «Hamas il primo colpevole». Gliene freghera’ qualcosa delle centinaia e centinaia di bimbi palestinesi uccisi, chirurgicamente, dagli israeliani da difendere sempre e comunque? Ha mai sentito, Fassino, le parole di monsignor Bettazzi sul rischio che diventino come i nazisti nella logica del 1 a 10, 1 a 100 e piu’?

Fonte: http://www.lavocedellevoci.it/editoriale1.php?id=122

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