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Come preannunciato questa notte, ho raggiunto telefonicamente Giampaolo Giuliani per parlare delle nuove scosse di terremoto avvertite distintamente non solo dall’Abruzzo, ma perfino dal Lazio, dalle Marche, dal Friuli e – a quanto mi hanno riferito – anche dalla Puglia.

Ho colto l’occasione di fargli anche alcune delle domande che avete posto tra i commenti al post Nuovo sisma a L’Aquila. Giuliani: restate in luoghi sicuri. Per facilitire l’ascolto della lunga conversazione (quasi un quarto d’ora) vi anticipo che nella prima parte sostanzialmente si discute la situazione attuale, che al momento è da ritenersi stabile, mentre nella seconda ci siamo addentrati in questioni più tecniche. Gli ho girato le vostre richieste più frequenti, come la necessità di sapere quando saranno disponibili pubblicazioni scientifiche al riguardo, ed altre più individuali, come la perplessità del lettore elle circa la dinamica di rilevamento del gas radon all’interno del box di piombo.

Il terremoto non molla mai, noi neppure.

INTERVISTA A GIAMPAOLO GIULIANI – 23 giugno 2009

Giuliani: Ciao Claudio

Messora: Giampaolo, cosa è successo questa notte?

Giuliani: Beh questa notte abbiamo avuta una serie di scosse piuttosto interessanti: un 4.5, un 3.8, un 3.5 abbiamo avuto all’incirca in totale una novantina di scosse da ieri sera a questa mattina, senza contare tutte le scosse da ieri mattina alle 7 fino a ieri sera praticamente prima della scossa forte. Abbiamo avuto una serie da ieri mattina alle 7 alle 19 della sera qualcosa come 8 scosse ogni ora

Messora: Caspita, ecco, mi stanno inviando i grafici relativi alle misurazioni dei tuoi radometri, relativi alla giornata di ieri. Che cosa osservavano?

Giuliani: Ieri abbiamo osservato dalle 16 alle 18 un forte decremento che … era poi quello del 4.5. un 2200 punti tutti in 2 ore e poi subito dopo un forte incremento all’incirca dello stesso valore che caratterizzavano una frequenza minore, il 3.8 e poi tutta la sequenza che c’è stata mano a mano fino al mattino.
Nei 6 giorni prima di oggi, abbiamo avuto un incremento di Radon di circa 2200 sul valore medio stagionale, quindi sapevamo che questo innalzamento in un momento in cui doveva rimanere basso per tanti motivi, e quindi doveva rispettare un po’ l’andamento che aveva assunto di quasi tranquillità diciamo, no? Solo con piccoli eventi localizzati sul nostro territorio. Poi in realtà quest’incremento ha portato a questa situazione sul Gran Sasso, che ha caricato tantissima energia per poi scaricarla tutta insieme. Da adesso in poi il valore è stabile. È rimasto di valori alti, non tende e a diminuire il livello di Radon che stiamo misurando, quindi ci aspettiamo una sequenza sismica intorno al 3.0 (tra 3.5 e 2.5 insomma) almeno per oggi e per domani

Messora: Un paio di settimane fa ti sentivi di tranquillizzarci tutti perché pensavi che il grosso del sisma sarebbe passato, e probabilmente si sarebbe concluso con scosse rilevabili solo strumentalmente entro la fine di giugno. Ecco cos’è accaduto nel frattempo, visto che le scosse di stanotte sono state abbastanza forte e siamo quasi insomma alla fine di giugno

Giuliani: È accaduto che da 6 giorni, come ti dicevo, anziché rimanere il livello del Radon basso, così come stava contando, con valori piuttosto calmi, e con sequenze di eventi che rispettavamo una diminuzione ogni circa 70 – 72 ore; rimanevamo comunque al di sotto del 3.2 – 3.1.
Poi invece è ri-aumentato ed è ri-aumentata anche la frequenza delle scosse, tanto che 3 giorni fa avevo preso ad allertare tutti quelli che sapevo che erano rientrati nelle abitazioni, qualcuno che dormiva già nelle case agibili, dicendo di stare allerta e di fare attenzione nell’eventualità che si fosse sentito delle scosse. In tanti insomma mi hanno dato retta e quindi erano pressoché allertati. Con questo incremento ci aspettavamo appunto una ripresa di qualche evento più forte. Ora, in questi 2 giorni sicuramente sarà rilasciata ancora dell’energia e mi aspetto di vedere che il Radon, il livello stazionario quantomeno di Radon, piano piano riscenda a valori normali. Se ciò non dovesse avvenire significa che siamo ancora interessati da sequenze che continueranno a rimettere energia in continuazione. Questo perché ormai conosciamo la distribuzione delle nostre faglie, quindi questi eventi di questa intensità producono comunque risonanza tra faglia e faglia, quindi è difficile, ci vuole tempo perché la situazione si calmi perché tutta l’energia che si sta ancora accumulando torni a scemare completamente.
Se il livello di Radon si abbassa significa che anche la risonanza degli eventi diminuisce come intensità, diminuiscono quindi anche la frequenza delle scosse e questo ci potrebbe portare a pensare che dentro, diciamo un paio di mesi, quantomeno le scosse udibili dalla popolazione scemino completamente. Altrimenti ci dobbiamo tenere in questa situazione un po’ peccaminosa in cui potremmo essere interessati da scosse di un certo livello insomma

Messora: Ecco ma mi chiedono che probabilità c’è, secondo te, che faccia una scossa maggiore di un 5.5 diciamo?

Giuliani: La probabilità è che se il Radon aumenta al di sopra di questo livello allora ce lo possiamo aspettare. Questo noi però anche se lo vediamo con un certo anticipo, ci vuole sempre un certo tempo perché si carichi, e il livello del Radon salga e ci permetta di vedere se saremmo interessati da un 5.0 – 5.5. o un 6.0.
Attualmente è stabile su una soglia che sta contando 2000 conteggi in più rispetto alla media stagionale. Questo ci garantisce eventi tra il 3.0 e 3.5 ancora. Se questa torna a scendere, dovrebbe tornare in qualche modo a scendere, allora diminuiranno anche la frequenza degli eventi e il grado sismico. Se invece la tendenza sarà a salire, allora ci dobbiamo aspettare scosse maggiori. Però noi le possiamo vedere solo con 24 ore di anticipo. Cioè seguire mano a mano l’andamento del Radon e dall’andamento di oggi prevedere quello che accadrà domani

Messora: Mi chiedono se quella zona di Sulmona si riesce a monitorare così come se riesce a monitorare la zona della Valle Peligna

Giuliani: E certo, noi abbiamo un raggio di azione che va dai 120 ai 150 km per quanto riguarda la stazione di Coppito. Quella del Gran Sasso è un po’ meno sensibile, nel senso che guarda da 80 a 120 km. Stiamo lavorando per accendere Cagnano che dovrebbe avere, come quello di Coppito, da 120 a 150 km e apriremo una nuova, se i terremoti ce lo permettono, apriremo ad Avezzano, siamo in procinto di aprire una nuova stazione che, come quella del Gran Sasso, ci permetterà di vedere un raggio tra gli 80 e 120 km

Messora: Ecco un ultima domanda tecnica, Giampaolo, presumibilmente un appassionato, ci chiede guardando i tuoi radometri, sono fatti di Piombo ed hanno uno spessore di circa 6 cm. Lui dice che il Radon non entra assolutamente all’interno della scatola. Quindi cosa misura questo apparecchio?

Giuliani: Eh questo signore evidentemente non conosce le risposte scientifiche che dà questa scatola in particolare sulla fisica del Radon. Quello che noi osserviamo è esattamente il decadimento dell’energia rilasciata e quindi controllata gamma del Piombo e del Bismuto che viene rilevato all’interno della scatola e questi elementi possono essere rilevati solo se è entrato il padre. Se il padre entra nella scatola e li partorisce sono moltiplicatori che stanno all’interno li contano. Altrimenti non possibile perché la scatola di Piombo è ermetica per cui non può entrar nessun altro elemento che possa dare questa risposta. Bisogna conoscere bene la fisica del Radon e al momento non credo che anche esperti scientifici possano capire bene il funzionamento di questo strumento

Messora: Ecco quando sarà disponibile la comunità scientifica una ricerca…

Giuliani: Da subito, già allora intanto noi abbiamo già presentato in diverse circostanze dove siamo stati invitati, dove erano presenti anche esperti scientifici sia geofisici e sia del mestiere diciamo, dei ricercatori. E in cui non abbiamo avuto grandi contestazioni se non qualcuno che volesse a tutti i costi dire: ma chissà che cosa sta misurando Giuliani.
Producessero lo stesso strumento. Dovrebbero osservare le stesse cose e cercare di capire come funziona la macchina. Questo a me non è stato mai chiesto. Quando mi è stato chiesto l’ho presentato, ho mostrato quello che noi misuriamo, in quel caso tante contestazioni non ci sono state. Quello comunque che rileviamo sono degli incrementi di Radon che noi abbiamo tra l’altro correlato con altri strumenti che misurano le stesse cose, noi facciamo una misura indiretta di radon attraverso il Piombo e il Bismuto lo stesso tipo di ricerca lo fa (…) in America e osserva lo stesso cose nostre. Quindi fanno anche loro attraverso satelliti, osservazioni indirette su Radon sull’accelerazione dei neuroni termici ed abbiamo lo stesso identico incremento e decremento, nel momento in cui si hanno questi valori che salgono e scendono a seconda dell’attività sismo genetica su quel territorio. Quindi questo ci garantisce in un certo senso che quello che stiamo misurando è quello che effettivamente vediamo. Quindi poi importante è avere la possibilità di poter prevedere in anticipo l’evento sismico. Quindi io non formalizzerei tanto su che cosa è che cosa non è. Formalizzerei molto di più sul funzionamento. Cioè noi dessimo un allarme e poi non si dovesse verificare il terremoto sarebbe più grave. Oppure si verifica il terremoto e non avessimo avuto l’allarme. Questo sarebbe più grave. Fino ad oggi questo non è mai accaduto

Messora: Questa correlazione fra i dati delle previsioni e il verificarsi del sisma poi effettivamente, quando sarà, se sarà, pubblicata con una pubblicazione scientifica, qualche cosa che insomma anche i più ansiosi…

Giuliani: Allora guarda, allora. Noi abbiamo presentato ad un congresso che c’è stato 2 mesi fa ed è stata accetta la nostra richiesta per quanta riguarda la pubblicazione scientifica su territorio nazionale da parte di un associazione che avverrà entro il 18 settembre. Devo presentare il programma, il progetto e la pubblicazione. Stiamo presentando per il 30 di giugno una pubblicazione negli Stati Uniti insieme a (…) e la presenteremo prima del 30 giugno. Abbiamo correlato entrambi i nostri dati in tutto il periodo che va da gennaio al 30 aprile e quindi un’altra pubblicazione che esce. Inoltre stiamo producendo in inglese la pubblicazione che presenteremo a (….) Quindi se ci danno tempo siamo in pubblicazione. Non solo ma siamo anche sotto l’attenzione nell’interesse diciamo di diverse nazioni che ci hanno contattato perché credono nella possibilità di poter industrializzare quest’oggetto per metterlo a disposizione se non è possibile in Italia, quantomeno presso altre nazioni a rischio sismico

Messora: Bene, noi ti ringraziamo e come blog ti seguiremo da vicino, anche non appena saranno possibili le pubblicazioni, nel frattempo

Giuliani: Io ti ringrazio

Messora: Nel frattempo se ci sono delle novità faccelo sapere perché sappi che su www.byoblu.com ti seguono in tantissimi e si aspettano tutti di avere notizie in anteprima

Giuliani: Va benissimo. Io ringrazio te per averci dato voce e speriamo comunque che la situazione migliori al più presto

Ringrazio Daniele Zaccardi, Omar Valente, Gianna Glionna ed Eva Verilli per la trascrizione. Alcune parti non perfettamente chiare della conversazione sono state tralasciate e inserite tra parentesi.

Fonte: http://www.byoblu.com/post/2009/06/23/Le-nuove-scosse-del-22-e-23-giugno.aspx#continue

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