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di Andrea Scanzi
Elezioni vinte dal Pdl, Christian De Sica che fa un film serio, la moglie di Mirka Vavrinec che festeggia il suo primo Roland Garros: manca solo un nuovo disco di Roberto Vecchioni e vivremo l’Armageddon totale. Questo sarà l’ultimo post di Un’idiozia conquistata a fatica. Poiché MicroMega è un covo di grumi eversivi, non è però escluso che lo spazio diventi in qualche modo continuativo, ma solo perché l’autore è vittima del vile potere coercitivo delle sinistre illiberali. Ora però ci sarà una pausa. Ho già detto a Mariano Apicella di tenermi il posto nel prossimo volo di Stato. Ammazzeremo l’attesa bevendo gazzosa e canticchiando Perché l’hai fatto di Paolo Mengoli in chiave lisergica. Io suonerò la mandola, lui l’ukulele (usando le gonadi come grancassa). All’arrivo ci attenderanno il leghista Roberto Cota e il visagista David Sassoli. Insieme giocheremo a rubamazzo brindando alla democrazia, ai tempi perduti e al primo 45 giri di Rita Pavone. Nel prossimo numero di MicroMega avrò modo di analizzare dettagliatamente le reazioni dei protagonisti. In questa sede mi limiterò a una appassionata anamnesi del voto. Daje. berluscone2Pdl 35.26. Le attese erano per un 40 percento o quasi, quindi c’è delusione (parzialmente fugata dai rovesci del centrosinistra nelle amministrative). Molti non sono andati a votare, altri hanno scelto Lega o Casini. Doveva essere l’apoteosi, è stato un coito interrotto. Daniele Capezzone ha già stilato le cinque cause del quasi-insuccesso. 1) La campagna diffamatoria degli organi di informazione, notoriamente di sinistra (soprattutto le tivù). 2) La cessione di Kakà. 3) La cessione di Veronica Lario. 4) La mancata cessione di Noemi Letizia. 5) El Pais. capezzone2Capezzone, il cui cognome è non a caso doppiamente fallico, ha come sempre ragione (lo stimo molto, mi ispiro a lui, soprattutto quando ho problemi di diuresi). Ci sono poi altre concause che hanno tramato contro il centrodestra: il buco nell’ozono, la fine delle mezze stagioni e la conformazione cranica a fagiolo zolfino di Sandro Bondi (nulla è più triste di un fagiolo zolfino: non so perché è così, ma è così).
Da segnalare il trionfo di Barbara Matera e Lara Comi, a conferma che la Politica delle Veline non piace ai soloni ma attizza gli elettori. Voi, che siete snob e pure pallosi, direte: questo è sessismo. Risposta: andatevi a vedere la candidata alla provincia di Arezzo, Lucia Tanti (cognomen omen). Io l’ho vista e non mi riprenderò mai più: ho smesso di mangiare, di bere, di respirare. Ho pure cominciato ad ascoltare Jovanotti. Capisco che la forma non sia per forza di cose sostanza, ma se non c’è né l’una né l’altra vien quasi voglia di evirarsi. E non è bello. Piace e abbacina (cit) il successo (112mila preferenze) di Clemente Mastella (ma gli italiani sono “contro la Casta”). Ultima annotazione. Si sente in queste ore affermare a sinistra: “Finalmente Berlusconi ha perso”. Se questo è perdere, forse l’Apocalisse sarà un discreto salvarsi in corner. Pd 26.13. Al Partito Disastro sono contenti: “Abbiamo tenuto, pensavamo peggio”. Certo, in effetti poteva andare peggio. Poteva – che so – cadere un meteorite sulla Terra, uno tsunami poteva devastare il pianeta e Borghezio poteva succedere a Benedetto XVI col nome di Papa Demonio VI. Invece non è successo. Menomale e vai coi brindisi. In fondo è accaduto soltanto che il Partito Delusione ha perso 7 punti in un anno, che 17 amministrazioni sono passate alla destra e che il centrosinistra non ha vinto al primo turno neanche a Firenze, Bologna, Prato e Arezzo (note cellule di Al Qaeda). Perché dolersi per così poco? C’è di che festeggiare, anzi. Cortei per strada e tutti a cantare: “Più Serracchiani per tutti”. L’altro leit motiv del Partito Devastati è: “Siamo il più grande partito di opposizione in Italia”. Sarebbe come se il Milan, arrivato terzo, avesse detto: “Che gioia, siamo arrivati davanti al Lecce e al Sassuolo”. O ancora: “Siamo il più grande partito di centrosinistra in Europa” (certo, se si escludono i socialisti e – più in generale – tutti i partiti europei tranne il Pd). Il Partito Disintegrati è oltre qualsiasi ragionevole logica. Vivono quietamente nel Regno del Maigodi, tra un libro e una citazione colta, dove la verità è un apostrofo rosa tra le parole Scalfari e Maltese. Il prossimo obiettivo sarà perdere con maggiore convinzione. La risposta alle esigenze degli elettori arriverà da un ballottaggio interno tra D’Alema (ahahahahahah) e Bersani. In caso di parità, come segno inequivocabile di apertura al nuovo, verrà riesumata la salma di Kruscev e candidata a Palazzo Chigi.ronde3 Lega Nord 10.20. I grandi vincenti della tornata elettorale. Nessuno ha cavalcato la paura e la “sicurezza” come loro. Sobria l’esultanza del Carroccio.
Umberto Bossi, che dopo l’ictus – per motivi imprecisati – ha preso a pettinarsi come David Lynch, ha girato il remake di Twin Peaks. Ovazioni per l’interpretazione di Calderoli, nel ruolo del mefistofelico Bob, e di Matteo Salvini nella parte delle alghe che coprono il cadavere di Laura Palmer (un’immigrata senegalese).

dipietro2Italia dei Valori 8. Il successo di Di Pietro è figlio della delusione a sinistra, un grido di dolore di chi vorrebbe un’opposizione più unita e meno impalpabile. Ovviamente sarà tutto vano, D’Alema ha già fatto sapere di rincorrere il plauso dei moderati (Casini). Riuscirà l’Idv ad andare oltre la fascinazione per De Magistris e l’antiberlusconismo? Cosa faranno da grandi i giustizialisti? Nell’attesa, è rassicurante che in Europa finisca un’Alfano che di nome non fa Lodo ma Sonia. magdiberto2Unione di Centro 6.51. Dare ragione a Pierferdi Casini non è mai appagante, ma quando afferma che “questo voto ha sancito la morte del bipartitismo”, si fa fatica a dargli torto. Perdono i due grandi (?) moloch, vincono (o danno notizia di sé) le forze medio-piccole (e gli astenuti). L’affermazione di Casini, possibile futuro ago della bilancia (a conferma che moriremo grulli – oltre che democristiani), è figlia delle beghe ormonali di Silvio Berlusconi e della scarsa credibilità di Partito Debora e Pdl. Che poi la cristianità sia rappresentata dai ricordi di Cosimo Mele e dal crociato Magdi Cristiano Allam, è probabilmente dato esemplificativo dell’epoca in corso. A conferma però che c’è gioia anche nel dolore, suona rutilante il flop di Emanuele Ficoberto in Salamoia, la cui forza politica lo rende perfetto quale nuovo leader del Partito Disastrati. Lista Pannella – Emma Bonino. 3.12. Pensavano peggio. Pure loro. Al tempo dei ciechi, beato chi aveva un occhio. L’autonomia-Mpa-Pension… Chi? Altre Liste. Al circo. gotico_italiano2Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani. 3.38 / Sinistra e Libertà 3.12. Insieme avrebbero preso il 6.5 percento. Così hanno reso inutile il voto di sei italiani e mezzo su cento (il mezzo è Brunetta). Le colpe della sinistra radicale sono pari alla sua ottusità. Sommando i voti dei partiti (ahahahhahah) della sinistra massimalista (va be’) con quelli di Di Pietro, si ottiene poco meno del 15 percento. Segno che i numeri ci sarebbero: quindici persone su cento non voteranno mai Berlusconi e al tempo stesso non si riconoscono nel Partito Dalema. Curiosamente è la stessa percentuale che in Francia è stata intercettata dai Verdi, che in Italia hanno però l’appeal di un saggio di Alberoni e la credibilità di un vaticinio di Bertolaso. All’estero si compatta, in Italia si spezzetta. Ognuno in sella al proprio ombelico, tra una masturbazione in finto cachemire e una erre moscia di ritorno. Qualcuno era comunista e oggi è solo incazzato. Cani sciolti e abbaianti, per un dolore a caso. Vamos.
Le dieci dichiarazioni da imparare a memoria (Titoli di coda)
“Non avevo niente da dire quando ero in prima linea, figurarsi adesso”. Walter Veltroni. “Abbiamo vinto, quindi abbiamo ragione”. Maurizio Gasparri. “Sono contenta che mi abbino eletto, non lo avrei mai creso”. Barbara Matera. “Il futuro sono io. Ma a dire la verità sono anche il presente ed ero pure il passato. In breve, e senza voler peccare in immodestia, io sono tutto”. Massimo D’Alema. “Queste elezioni dimostrano che Franceschini è culattone e ce l’ha piccolo”. Vittorio Feltri (dal sobrio editoriale, “Chi di gossip ferisce, di pippe perisce”). “A me va bene tutto”. Fabio Fazio. “L’antiberlusconismo non paga”. Eugenio Scalfari. “Non è un’elezione, è un blackberry”. Laura Ravetto. “Io non sono razzista, sono loro che sono negri”. Matteo Salvini. “Bene così”. Cesare Salvi.
Rime Ormonali per il Duce Silvio
“Berlusconi mio/ io che potrei essere tuo zio/ Vengo qui per dirTi/ Senza intendere ferirTi/ Che noi inseguimmo il trionfo/ rischiando alfine il tonfo/ Sempre però devi tenere a cuor/ il mio e nostro amor/ l’amor delle casalinghe di Voghera/ e degli squadristi di Bordighera/ il plauso di uomini e donne/ anche se forse non di Marchionne/ Non rattristarTi per così poco/ già Franceschini arde nel fuoco/ Di Pietro è senza futuro/ lo regolerem col bromuro/ Casini è divorziato/ e Fini rinnegato/ L’Italia è dalla nostra parte/ lo sapeva bene Bonaparte/ Tu sei alto come lui/ innamorato di Te io fui/ accarezzami dunque il crine/ tra le opulente tende dalle nere trine/ baciami con passione/ fughiam ogni magone/ perché sai cosa Ti dico?/ delle elezioni mi importa un fico/ Solo Te io voglio/ tra un’orata e un capodoglio/ e quando Capezzone/ (che è pure un po’ coglione)/ Ti dirà che fare/ ad esempio ritrattare/ non credergli e affidaTi a me/ giacchè Tu sei il mio Re / amami qui/ a mezzodì / Portami a Villa Certosa/ ci baceremmo a iosa/ ci faremo fotografare nudi alla meta/ avremo corpi e membri d’atleta/ incroceremo i prepuzi in segno di stima/ e l’Italia sarà la nostra rima”. (poesia inedita di Sandro Bondi, rinvenuta nei boxer push-up di Maurizio Lupi) E ora scusate, vado a chiedere l’amicizia su Facebook a Dario Franceschini. (Immagini di Edoardo Baraldi)

Fonte:http://speciale-elezioni-europee-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/09/il-trionfo-immaginario-di-franceschini-e-altre-sfighe-assortite/

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