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di Paolo Franceschetti

Lo strumento più forte e prezioso che ha il popolo per contrastare l’arroganza del potere è il controllo sociale. Uno strumento straordinario ed efficace che, sin dalla nascita dei primi agglomerati umani, è stato usato per salvaguardare la sopravvivenza del gruppo. Una sorta di autoregolamentazione che nessun altro mezzo può sostituire con così tanta efficacia. Si possono emanare migliaia di leggi, assumere migliaia di poliziotti, ma ciò non potrà mai sostituire questo semplice e straordinario strumento di autoconservazione.
Molti di noi avranno sentito dire dai loro nonni che una volta per concludere un contratto era sufficiente una stretta di mano. Perchè? Non certo perchè l’uomo fosse diverso. Le debolezze umane sono sempre le stesse, in qualsiasi epoca. Il motivo era un altro e risiedeva nel fatto che se uno dei contraenti fosse venuto meno a quel patto tutta la comunità l’avrebbe additato ed isolato. Nessuno avrebbe più stretto rapporti commerciali, o di altro tipo, con questa persona. L’inadempiente, dunque, si sarebbe ritrovato isolato dal gruppo cui faceva parte ed incapace di poter continuare a vivere e lavorare in quel contesto.

In alcune società di nativi americani, ad esempio, i reati commessi erano quasi inesistenti perchè colui che faceva del male ad un altro era escluso dalla società. Non veniva ammesso alle cerimonie, e non aveva il diritto di vivere nel villaggio. Non veniva quindi ucciso o imprigionato, ma, molto semplicemente, allontanato, ed era la sanzione più grave per loro.

I potenti non hanno paura di delinquere, di finire sotto processo, eventualmente anche di venire condannati perché per loro nulla cambia. Mantengono il loro status, i loro soldi, vengono nuovamente eletti, spesso sembrano quasi diventare più potenti e temuti.
Chi delinque andrebbe isolato. Noi, invece, non solo non isoliamo i potenti che delinquono, ma li cerchiamo e ci vantiamo della loro conoscenza.
Quanti di noi dopo aver parlato male dell’assessore Tizio o Caio, o del sindaco Sempronio, inquisiti e/o condannati, o comunque noti tangentisti, non si vantano di essere stati ad una festa in cui c’erano anche questi personaggi? Quanti di noi si rifiuterebbero di andare ad una cena in cui ci siano queste persone?

Il“potere occulto”, invece, utilizza molto bene il controllo sociale ed isola ed espelle le persone oneste che possono mettere in pericolo il “sistema criminale”
Ma il problema di tutto ciò è nostro. Siamo noi che lo permettiamo ma, proprio per questo, noi possiamo cambiare, possiamo cioè tornare ad esercitare il controllo sociale. E lo possiamo fare iniziando a rifiutarci di stringere la mano alle persone che sappiamo disoneste, indipendentemente dal fatto che ciò che hanno fatto ci abbia colpito direttamente. Anche la scimmia che ha imparato ad azionare un comando per raggiungere una banana rinuncia al frutto se si accorge che muovere quella leva provoca sofferenza ad un’altra scimmia.

Rifiutiamoci di andare a cenare nel locale di un uomo che sappiamo aver truffato, magari con una sua precedente attività, decine e decine di persone. Rifiutiamoci di farci presentare il libro da un personaggio famoso, ma disonesto. Rifiutiamo di sedere accanto ad un delinquente, ecc..

Piccole grandi cose che possono fare la differenza.

Il dott. Roberto Scarpinato, in un suo recente intervento sulle intercettazioni, ebbe a dire:

“Da qualche tempo ho difficoltà a partecipare, il 23 maggio e il 19 luglio, alle cerimonie per l’anniversario delle stragi di Capaci e via d’Amelio perché, quando quando vedo in prima fila a rappresentare lo stato, persone sotto processo o condannati per mafia o per corruzione, io credo, non mi sento di poter stare nella stessa chiesa, non mi sento di poter stare in quello stesso palazzo”.

Questo è il controllo sociale. Non permettiamo ai delinquenti di mischiarsi alla gente onesta, isoliamoli iniziando dalle nostre città, dalle realtà che frequentiamo quotidianamente.

Siamo noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/06/il-controllo-sociale.html

Fonte: http://www.mentereale.com/

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