Stampa / Print

Vi segnalo un interessante articolo dalla Stanford University. Il tema è quello dei fertilizzanti sintetici, che come sappiamo sono strettamente collegati al petrolio e all’ambiente, oltre che alla produzione di cibo.
Lo studio dimostra come l’uso di fertilizzanti, sul pianeta, sia molto mal distribuito: alcuni Paesi ne abbondano fin troppo, al punto da rendere morti interi tratti di costa a causa del nitrogeno, come accade in Messico; oppure di rendere l’aria irrespirabile per le eccessive emissioni di ossido di azoto. La Cina, dove i fertilizzanti sono sovvenzionati dallo Stato, riesce ad ottenere raccolti eccezionali ma a prezzo di un rapido degrado della qualità di aria e acqua.
Al contrario, ci sono Paesi dell’Africa subsahariana dove si usa l’1% dei fertilizzanti rispetto alla Cina, il suolo, raccolto dopo raccolto, si impoverisce diventando sempre meno produttivo e la gente ha fame.
Insomma, siamo alle solite, chi ha due polli e chi neanche uno. L’articolo è interessante, ma manca comunque di una visione alternativa allo status quo: oltre ad auspicare una miglior distribuzione mondiale dei fertilizzanti, comunque un prodotto sintetico, forse bisognerebbe cominciare a rivedere il sistema di produzione del cibo. L’alternativa non può essere solo tra morire di fame e morire di inquinamento.

http://petrolio.blogosfere.it/2009/06/fertilizzanti-come-il-pollo-statistico.html

About the author

Related Post

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.