Stampa / Print
di don Tonio dell’Olio, da Mosaico dei giorni

Ieri il Colonnello Gheddafi è stato accolto in Italia e ricevuto dalle più alte cariche dello Stato con il più solenne dei cerimoniali.
Addirittura l’Università di Sassari ha deliberato di concedergli per l’occasione la laurea honoris causa in Diritto. E sono proprio curioso di leggere la nobile motivazione per cui il presidente libico riceve la laurea per meriti speciali in una materia i cui principi universali egli ha ampiamente e ripetutamente violato. Lo riferiscono i rapporti delle organizzazioni umanitarie internazionali e le testimonianze dirette di chi, nelle prigioni di quel Paese, è stato ripetutamente torturato, le donne africane ripetutamente stuprate durante “la sosta” libica, prima di imbarcarsi verso il respingimento italiano e tanti altri.
Lo avrebbe testimoniato anche Fathi el-Jahmi, attivista politico, arrestato nel 2004 dopo aver criticato Gheddafi in televisione ed essere stato internato in manicomio come matto. Da quel manicomio è uscito il 21 maggio scorso per essere sepolto nel cimitero più vicino.
Mohammed Adel Abu Ali invece è morto durante un “interrogatorio” della polizia dopo essere stato rimpatriato dalla Svezia dove aveva chiesto asilo politico in quanto oppositore del regime libico che – lo ricordiamo – è presieduto da Gheddafi dal 1969, data del colpo di Stato.
L’unico merito di Gheddafi è il possesso del petrolio che, come fosse in un bar, egli versa soltanto nel bicchiere delle nazioni amiche.

Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/benvenuto-gheddafi/

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.