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Fonte: http://www.beppegrillo.it/2009/05/gianni_rinaldin.html

Gianni Rinaldini cade dal palco
(3:37)

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Gianni Rinaldini, leader della FIOM, buttato giù dal palco. Ho visto le foto, una dopo l’altra, come al rallentatore. Sembrava la statua di Saddam Hussein a Bagdhad. La sua caduta non finiva mai. Rinaldini ha detto che: “Sono un gruppo di teppisti che hanno compiuto un esproprio”. A me risulta che fossero degli operai del COBAS che hanno colpito il bersaglio sbagliato (Rinaldini è un galantuomo). Lo hanno abbattuto come un tronco secco, perché esasperati, perché i sindacati non rappresentano più (da quanti anni?) i lavoratori. Sull’esproprio Rinaldini ha ragione, ma è stato fatto, negli ultimi trent’anni, ai danni dei lavoratori e dei risparmiatori. Non ricordo la voce della Triplice contro la distruzione dell’Olivetti dell’ingegner Carlo De Benedetti. Non un sussurro per la svendita criminale e a debito di Telecom Italia a Gnutti e Colaninno da parte del compagno Massimo D’Alema. Non un fiato per lo svuotamento della stessa Telecom ad opera di Tronchetti stimato da Bertinotti e lodato in pubblico da Fassino.
Sulle politiche della FIAT, mantenuta con la cassa integrazione prelevata dalla nostre tasse per decenni, sempre e solo acquiescenza. La creazione assistita di milioni di precari? Silenzio. Il furto del TFR trasformato in azioni? Silenzio. Il gioco della torre si è trasferito sul palco. Chi sarà il prossimo a cadere dopo i sindacati? Rinaldini era l’ultima spiaggia. Se un operaio non si può fidare neppure di lui, dopo c’è il baratro. Lo psiconano parla solo a porte chiuse e circondato da venti guardie del corpo. Gli italiani lo amano a tal punto che ha paura del loro affetto. Di cosa ha paura? Della mafia e della P2? Si tranquillizzi.
Chi buttereste giù dal palco tra Violante, Pomicino, Cicchitto, Tanzi, La Russa, Geronzi, Mastella, la Carfagna, la Brambilla, Gasparri, Dell’Utri, Cuffaro? Buttereste giù il palco e lo sanno. Le piazze gli sono vietate. Per affrontarle hanno bisogno delle forze anti-sommossa. La crisi non si vede ancora perchè è finanziata dal debito pubblico e taciuta dai media. Ogni mese miliardi di euro vengono bruciati da Tremorti e da Noemi boy. Li pagheremo noi e i nostri figli. Chi sarà il prossimo a cadere dalla torre dopo i precari e i lavoratori del settore privato? Forse i quattro e più milioni di dipendenti pubblici? Forse i dodici e più milioni di pensionati? Tloc, tloc, tloc. Le pale dell’elicottero cominciano a girare.

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