Nei Tg uno spaventoso squilibrio tra maggioranza e opposizione

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Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/160509-nei-tg-uno-spaventoso-squilibrio-tra-maggioranza-e-opposizione/

Prendiamo atto che l’autorità di garanzia ha rivolto un primo richiamo invitando tutte le emittenti al rispetto della par condicio e di una maggiore attenzione verso le nuove liste. Restiamo tuttavia sconcertati dai nuovi dati relativi al periodo 1 – 10 maggio e che segnano uno spaventoso squilibrio tra i tempi riservati al governo e al presidente del consiglio e quelli riservati a tutte le opposizioni. Questi dati, per altro, non tengono neppure conto dei veri e propri comizi a reti unificate che si sono svolti in Abruzzo. In alcune reti private di proprietà del presidente del consiglio Berlusconi registra punte di presenza tra il 60% e il 75% degli spazi in TV. Situazioni non dissimili si registrano anche alla Rai (anche se in forma meno clamorose) con la sola eccezione del TG3 che suddivide gli spazi in modo equilibrato. Di fronte a questi dati non basta un richiamo ma occorre un intervento che stabilisca opportune misure compensative mettendo fine ad una situazione che rischia di alterare il medesimo esercizio del voto. Ci auguriamo che, almeno su questa emergenza democratica, le opposizioni vogliano promuovere una iniziativa unitaria e rappresentare la gravità della situazione alle medesime autorità istituzionali e di garanzia.

Scheda redatta dalla redazione di Articolo21

Osservazioni sul monitoraggio politico 29 aprile – 8 maggio 2009

Premessa

Nel monitoraggio vengono rilevati:
1) Tempo di notizia: indica il tempo dedicato dal giornalista all’illustrazione di un argomento/evento in relazione ad un soggetto politico/istituzionale,
2) Tempo di parola: indica il tempo in cui il soggetto politico/istituzionale parla direttamente in voce.
3) Tempo di antenna: indica il tempo complessivamente dedicato al soggetto politico-istituzionale ed è dato dalla somma del “tempo di notizia” e del “tempo di parola” del soggetto.
Le analisi sono state dunque svolte sul tempo di antenna ritenuto maggiormente rappresentativo dello spazio dedicato alla forza politica.

Osservazioni
In generale emerge con chiarezza uno squilibrio a favore della maggioranza in tutte le reti (con l’eccezione del tg3) con l’evidenza di alcuni aspetti peculiari:
a) Con riguardo al tg4 e il tg5, lo squilibrio permane, nonostante il periodo di par condicio, a danno dell’opposizione con un tempo dedicato alla maggioranza rispettivamente del 74% per il tg4 e del 60% del tg5 in riferimento alla prima decade di maggio (con una particolare concentrazione su governo e presidente del consiglio). A favore dell’opposizione si consolida la crescita dello spazio dedicato alle forze politiche minori;
b) Studio aperto registra uno sbilanciamento significativo nella prima decade di maggio (pari al 67%) a vantaggio delle forze politiche maggiori;
c) Per il tg2 e La7 riprende il forte squilibrio a favore del governo (62% nel tg2 e 67% nel tg di La7);
d) il tg1 mantiene costantemente oltre il 50% del tempo antenna dedicato alla maggioranza e circa il 25-30% all’opposizione.
Il tg3 appare ancora per la prima decade di maggio la testata più equilibrata con il 48% per maggioranza/governo e 35% per l’opposizione.
In definitiva si consolida lo squilibrio delle forze politiche maggiori a danno dell’opposizione anche a seguito della avvenuta presentazione delle candidature.

Tra l’altro, come segnalato nel comunicato stampa pubblicato in data odierna e di seguito riportato:
“Roma, 14 mag. – (Adnkronos) – La Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò, relatori Michele Lauria e Gianluigi Magri, alla luce dei dati del monitoraggio del periodo 29 aprile-8 maggio 2009, ha deciso di richiamare le emittenti televisive nazionali ad ”un maggior equilibrio fra tutte le liste in competizione, in particolare in favore di quelle di nuova formazione che hanno avuto finora una presenza irrilevante, evitando inoltre la sovraesposizione del Governo”. E’ quanto si legge in una nota dell’Autorità riferita al voto europeo del 6 e 7 giugno.
Nei confronti dell’emittente Rete 4, che presenta un maggiore squilibrio, ”è stato adottato uno specifico ordine di riequilibrio”, conclude la nota dell’Agcom”.

Giuseppe Giulietti

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