Russia, l’Italia raddoppierà la portata del gasdotto

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Fonte: http://italiadallestero.info/archives/5446

[The Wall Street Journal] Le società energetiche russa ed italiana si sono accordate sul raddoppio della portata di una nuovo gasdotto che parte dalla Russia e arriva nel cuore dell’Europa evitando l’Ucraina in una nuova sfida al progetto concorrente appoggiato dagli USA e dall’Europa. L’italiana ENI SpA e OAO Gazprom, il monopolio di stato esportatore russo, si sono accordate nell’aumentare la capacità annuale del South Stream a 63 miliardi di metri cubi dai 31 precedenti. “La maggior parte di questo gas sostituirà il gas che adesso attraversa l’Ucraina e anche dell’altro gas” ha detto Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’ENI. L’accordo, che è stato formato alla presenza del Primo Ministro russo Vladimir Putin e dal suo omologo italiano Silvio Berlusconi nel resort russo di Sochi, dovrebbe dare un po’ di aria fresca al South Stream, uno dei progetti più importanti per il Cremlino. Ha inoltre sottolineato la determinazione della Russia nel creare nuove vie per l’esportazione per il gas che evitino l’Ucraina, in seguito a una serie di dispute che hanno portato a interruzioni dei flussi di gas verso l’Europa e hanno minato la reputazione di Mosca come un fornitore affidabile per il suo mercato principale. A Solchi Gazprom ha inoltre firmato accordi con le principali compagnie energetiche di Serbia, Bulgaria e Grecia, tre dei paesi principali per il transito delle condutture, che andranno dalla Russia alla Bulgaria passando sotto il Mar Nero. Attualmente circa l’80% del gas naturale che la Russia trasporta in Europa passa attraverso l’Ucraina, ma Mosca sostiene che gli aspri scontri con Kiev sui prezzi hanno posto un punto interrogativo sulla possibilità di mantenere questa via di trasporto nel lungo periodo. L’ultimo, a gennaio, ha portato a un’interruzione nelle consegne russe verso l’Europa orientale, lasciando ospedali, scuole e case senza riscaldamento in pieno inverno. Nel tentativo di evitare future dispute, la Russia ha cercato di ottenere il controllo della rete del gas ucraina, per ora senza successo. Ha reagito furiosamente ad un accordo siglato a marzo tra Ucraina e Unione Europea che avrebbe visto milioni di dollari di investimenti europei nella rete del gas ucraina, dicendo che come unico fornitore di gas dell’Ucraina avrebbe dovuto essere stato interpellato per partecipare a tali modifiche. Alcuni stati europei, nel frattempo, hanno espresso preoccupazione a proposito della crescente dipendenza dal gas importato dalla Russia e temono che il South Stream e il Nord Stream, una conduttura gemella che sarà costruita sotto il Mar Baltico fino alla Germania del nord, non faranno altro che rinforzarla. L’Unione Europea ha anche appoggiato Nabucco, una conduttura che porterebbe gas dall’Asia Centrale all’Europa attraverso la Turchia senza passare dalla Russia. La Russia ha considerato Nabucco una questione di origine politica e chiede dove andrà a prendere il suo gas. I sostenitori della conduttura sperano di riuscire a recuperare il gas in Asia Centrale e in Medio Oriente, ma Scaroni sostiene che a questo punto Nabucco potrà contare soltanto sullo stato dell’Azerbaijan. “L’Europa utilizza 600 miliardi di metri cubi di gas all’anno” ha dichiarato. “L’Azerbaijan può mandare 10 miliardi di metri cubi in Europa. Questo è niente in confronto alle necessità di sicurezza delle forniture per l’Europa.” [Articolo originale “Russia, Italy to Double Capacity of Gas Pipeline” di GUY CHAZAN]

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