Allarme son razzisti: il ministro parte incivile

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Fonte: http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/200905/allarme-son-razzisti-il-ministro-parte-incivile/

La storia è semplice e piuttosto illuminante. Gad Lerner ha denunciato un conduttore di Radio Padania Libera, emittente della Lega che trasmette dai locali della Lega, a Milano, per diffamazione a mezzo stampa aggravata da finalità di odio razziale nei confronti della comunità rom. Il gentiluomo in questione si chiama Leo Siegel e le sue frasi razziste sono qui irripetibili, ma ve le potete immaginare (la trascrizione della puntata di Radio Padania con gli insulti razzisti la trovate qui). Il ministro degli interni Roberto Maroni (Lega), informato della denuncia durante un convegno sulle leggi razziali, promise solennemente: “Ci costituiremo parte civile contro questa persona”. Giusto! Lo Stato, nella persona del ministro degli Interni partecipa al processo contro un razzista, anche se è del suo stesso partito. Hurrà! Questo l’antefatto. Il fatto, invece, è che ieri era l’ultimo giorno per costituirsi parte civile al processo. E tutti a dire… Maroni dov’è? Il ministero degli Interni dov’é? Cucù! Il ministro non c’è più! Della cosa si occupa anche il Corriere della Sera, con un pezzo di Gian Antonio Stella, uscito oggi (che potete leggere qui). Chissà perché non sono per niente stupito. Gente che respinge in mare uomini, donne e bambini, che selezionava volontari per le camicie verdi… Parte civile? Maroni? Ma su, non scherrziamo…Quando vedremo uno squalo costituirsi parte civile contro nun piranha ci crederemo. Per ora…
PS) La chiusa del pezzo di Stella mi pare illuminante: “Per carità, il ministro dirà che chi di dovere gli aveva spiegato che non era possibile tecnicamente”… Cioè, in pratica, ora Maroni dirà che qualche faccenduola burocratica gli ha impedito di costituirsi parte civile contro un razzista che trasmette dalla radio di proprietà del suo partito, dalla sede del suo partito… e qualcuno fingerà di prendere per buona questa spiegazione. E’ il razzismo, gente, ai tempi del colera.

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