Un fumatore su due morirà

Stampa / Print
Fonte: http://www.ecplanet.com/blog/archive/2009/05/12/un-fumatore-su-due-morira.html

Metà dei fumatori morirà a causa di patologie correlate al fumo. È l’allarme degli esperti del settore intervenuti al convegno “Fumo Salute e Sanità”, patrocinato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dall’Osservatorio Sanità e Salute, presso la Sala Tessitori della Regione. Il tabacco è l’unico prodotto di libera vendita che uccide da un terzo a metà delle persone che ne fanno uso. Il numero totale dei decessi attribuibili al fumo di tabacco e allo sviluppo di varie patologie correlate (tumore polmonare, cardiopatia ischemica, ictus, bronco pneumopatia cronica ostruttiva, ecc) è destinato ad aumentare da 5,4 milioni del 2004 a 8,3 milioni nel 2030, con approssimativamente un 10 per cento in più di decessi in tutto il mondo. “Il fumo è il principale fattore di rischio di morte della nostra società – afferma il professor Marco Confalonieri, direttore della Struttura Complessa “Pneumologia”-AO “Ospedali Riuniti di Trieste” -. Noi specialisti delle malattie dell’apparato respiratorio sappiamo di aver di fronte una vera e propria epidemia di malattie respiratorie da fumo che negli ultimi anni aumenta come peso sanitario e sociale. Oltre ai tumori polmonari, ci sono la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), l’insufficienza respiratoria, le malattie polmonari interstiziali, e altre ancora in continuo aumento. Occorre aiutare i fumatori a smettere e diagnosticare precocemente le malattie da fumo con esami semplici come la spirometria”. Si rafforza, quindi, l’esigenza di introdurre nuove strategie politiche globali volte a tutelare i cittadini, attraverso la riduzione dell’uso di tabacco e la prevenzione delle malattie che il fumo può causare. “Il cancro al polmone è la principale causa di morte per tumore nei paesi sviluppati- spiega il dottor Gianpiero Fasola, direttore Dipartimento di Oncologia AO – Università Santa Maria della Misericordia, Udine, – e la correlazione di questo fenomeno con il fumo di tabacco rappresenta un problema di stretta competenza delle Istituzioni, per le dimensioni che assume nel mondo occidentale, e soprattutto per l’urgenza di attivare strategie di contenimento e politiche di prevenzione per la popolazione. Tra coloro che fumano circa la metà morirà per ragioni strettamente connesse a questa abitudine, e nella metà di questi il decesso avviene tra i 35 e i 69 anni. A 70 anni circa l’80 per cento dei non fumatori è ancora vivo, contro il 50 per cento dei fumatori. La diagnosi precoce dei tumori polmonari purtroppo non è frequente, e, a oggi, i risultati degli studi di screening non possono essere considerati conclusivi”. “La scienza – sottolinea il dottor Diego Vanuzzo, responsabile Centro malattie cardiovascolari Agenzia regionale della Sanità, Udine, – è ormai in grado di spiegare come il fumo, sia attivo che passivo, causi danni cardiocircolatori. Il punto è capire perché i fumatori, nonostante queste e altre conoscenze dei danni da fumo, continuino a fumare. La risposta è che il fumo crea dipendenza perché la nicotina agisce su specifici recettori cerebrali (meccanismo chiave-serratura) implicati nel circuito della gratificazione: essi causano disturbi da astinenza se non stimolati. Fortunatamente esistono metodi scientificamente validati per aiutare chi lo desidera a smettere di fumare. Si tratta di tecniche psicologiche, ma anche di farmaci appositamente studiati, che in mani esperte risultano molto efficaci>”. “La ricerca in ambito scientifico – afferma il professor Americo Cicchetti, Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – ha messo in chiara evidenza la correlazione esistente tra l’emergenza di alcune patologie e l’abitudine al fumo. Adottando come dati di riferimento i ricoveri ospedalieri durante il 2005, uno studio realizzato dall’Università Cattolica ha calcolato che il costo per i ricoveri associati a patologie tabacco-correlate è pari a 3,4 miliardi di euro, un valore che nel 2005 è pari al 3,5 per cento della spesa del servizio sanitario nazionale. Proiettando questo dato sugli altri livelli di assistenza ne è emerso che nel 2005 la spesa complessiva per il SSN per le patologie fumo-correlate ammonterebbe a oltre 6 miliardi di euro pari al 6,7 per cento della spesa sanitaria nazionale”. “A confrontarsi su questo tema sono, inoltre, personalità di alto profilo istituzionale quali il professor Vladimir Kosic, assessore regionale alla salute e protezione sociale Regione Friuli Venezia Giulia e il dottor Giorgio Venier Romano, presidente III Commissione Tutela della salute Regione Friuli Venezia Giulia e importanti personalità del mondo scientifico quali il Dott. Loris Zanier Capo Area Osservazione Epidemiologica Agenzia Regionale della Sanità Regione Friuli Venezia Giulia e il Dott. Piergiorgio Zuccaro, Direttore Osservatorio Fumo, Alcol e Droga, Istituto Superiore di Sanità. Fonte: salute.agi.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *