Quando la politica è erotismo

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Fonte: http://italiadallestero.info/archives/5339

[Volkskrant] Berlusconi, che la settimana scorsa ha nuovamente fatto scalpore a causa della sua predilezione per le giovani donne, si inserisce bene in un più ampio modello di politici europei di destra che usano lo spettacolo come modo di fare politica. Il programma della BBC Newsnight la settimana scorsa ha chiesto ai suoi spettatori qual’era per loro l’anno più importante: il 1989, quando con la caduta del Muro terminò la Guerra Fredda, oppure il 1979, quando la rivoluzione iraniana e l’elezione della Thatcher come primo ministro britannico segnarono la nascita dell’islamismo in Medioriente e del neoliberalismo in Occidente. Bella domanda, ma probabilmente la settimana scorsa la maggior parte degli spettatori si interessava di più a Veronica Lario, stufa che suo marito, il premier italiano Berlusconi, confessi così apertamente il suo amore per le donne in generale e per le diciottenni in particolare. Sulle prime pagine c’è scritto ’anno 2009’ e onestamente non sappiamo bene come affrontare la questione. Un mullah iraniano è più semplice da spiegare di un Berlusconi allupato.
Rappresenta solo sé stesso o simboleggia qualcosa di più? È soprattutto una brutta barzelletta italiana o è più europeo di quanto ci piaccia pensare? L’Italia delle tenebre Nel recente film Il Divo, ci passa davanti a tutta velocità la storia italiana degli ultimi trent’anni. Per scale arcuate, corridoi labirintici, saloni dagli alti soffitti che ti fanno sentire insignificante, stanzette nascoste dietro le tante porte, e poi strade buie con finestre alte che non permettono di sbirciare dentro e chiese oscure. È qui che la politica, il clero, i servizi di controspionaggio, la mafia, società segrete e la massoneria giocano al loro gioco mozzafiato per il potere. È un’Italia delle tenebre, che si lascia soltanto intuire, e che qui solo quando si manifesta nelle forme dei regolamenti di conti e dei suicidi, insomma per niente abbellita, se non in messinscene. Centrale è la figura di Giulio Andreotti, il minuto democristiano con il groppone alto in cui la schiva testa affonda così profondamente che sembra quasi voglia costantemente ritirarsi nel corpo al di sotto, preferendo non esporsi all’esterno. Il suo nome è stato collegato a tutti i grandi scandali del dopoguerra. Dopo tanti anni, ancora non sappiamo esattamente dove sta la verità. Sono stati fatti processi, ma non si è mai arrivati ad una sentenza definitiva. In ogni caso è stato premier sette volte. In una scena del film, Andreotti esprime la sua fede nella grandezza del mistero. In effetti, da non italiano tutto ciò ti trasmette un’imponente senso di imperscrutabilità. All’inizio degli anni novanta, questo vecchio sistema simboleggiato da Andreotti sarebbe poi crollato, insieme agli altri relitti della Guerra Fredda. Dalle macerie si è però fatto largo ed è uscito alla luce un fiorellino rampicante, quello di Berlusconi. Il miliardario era stato membro di una equivoca loggia massonica chiamata Propaganda Due, ma ne era sufficientemento ‘pulito’ da potersi costruire una carriera che l’ha portato ad essere il politico italiano più importante degli ultimi quindici anni.

Penombra Durante il suo governo, non sentiamo più parlare granché dell’Italia delle tenebre, almeno non nel senso in cui se ne parlava a suo tempo. Rimane però ancora una certa penombra. Anche con Berlusconi tutto gira intorno al potere, ma dove finisca l’interesse di stato e cominci l’interesse personale è qualcosa che sfugge alla nostra percezione. Allo stesso modo per gli stranieri è impossibile capire come faccia a farla sempre franca con tutte le libertà che si concede, tutti i capricci che fa ed i diciassette processi iniziati contro di lui. Sotto questo riguardo rimane molto italiano e gli stranieri lottano proprio come ai tempi di Andreotti per risolvere il mistero di come qualcuno possa rimanere al potere così a lungo sia amato da così tanti italiani. Una parte della spiegazione sta nel fatto che abbia continuato a servirsi dell’anticomunismo, il vecchio piede di porco estratto dalla scatola magica della Democrazia Cristiana, che in Italia è rimasto uno strumento elettorale efficace persino dopo il comunismo.

 Un modello più ampio Allo stesso tempo, Berlusconi però sembra essere un tassello di un più ampio modello europeo nel quale sono i politici di destra a sfruttare al meglio l’era mediatica post-ideologica scegliendo un modo personalizzato di fare politica, dove lo spettacolo diventa il mezzo preferito per conquistare il potere. Rilasciano affermazioni energiche, impertinenti, fanno viaggi spettacolari, portano singolari acconciature appariscenti, fanno il trapianto di capelli, frequentano il solarium tutte le mattine o si sposano con una meravigliosa fotomodella. Questa è la differenza tra il presidente francese Sarkozy ed il socialista spagnolo Zapatero. Berlusconi è quello che si spinge più in là. Sul Neue Zürcher Zeitung viene caratterizzato come un maestro della ’biopolitica’, riprendendo un termine di Foucault. Che davvero lo capiamo del tutto o no, solo appena trent’anni dopo l’ayatollah Khomeini, in Europa possiamo dire: la politica è erotismo. [Articolo originale “Politiek is erotiek” di Arie Elshout]

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